sabato 15 febbraio 2025
I tre, apparentemente in buone condizioni fisiche, sono stati scortati fuori dalla Striscia dalle truppe verso una struttura dell'esercito vicino a Re'im
Uno dei tre ostaggi liberati

Uno dei tre ostaggi liberati - Ansa

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Potrà finalmente conoscere la sua terza figlia, nata nel dicembre 2023, Sagui Deke Chen, uno dei tre ostaggi liberati stamani dalla Jihad e da Hamas a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. «Il nostro Sagui è a casa. Un amico, un figlio, un compagno e, cosa più importante, un padre, ed è tornato. Per quasi 500 giorni è stato così lontano e ora è finalmente nella terra di Israele, con noi. Nelle prossime ore incontrerà le sue bambine e per la prima volta la piccola Shahar, nata mentre era in prigionia. Ci sono molte altre famiglie che aspettano i loro cari e molti bambini che aspettano i loro padri» hanno detto i familiari dell'israelo-americano. Con lui sono stati rilasciati Aleksandr (Sasha) Troufanov, cittadino russo-israeliano di 29 anni, e il 46enne Iair Horn.

Il solito rituale del rilascio è avvenuto su un palco decorato con bandiere di Hamas e della Jihad islamica palestinese, oltre che con manifesti propagandistici, tra cui una foto del leader Yahya Sinwar (ucciso a ottobre proprio a Khan Yunis) che guarda la Cupola della Roccia sulla Spianata delle moschee a Gerusalemme (per gli ebri il Monte del Tempio). Sotto l'immagine, la scritta in inglese, ebraico e arabo: "Nessuna migrazione se non a Gerusalemme", con evidente riferimento al piano di Trump per deportare i palestinesi fuori da Gaza.

I tre israeliani, apparentemente in buone condizioni fisiche, sono stati portati dai terroristi di Hamas, armati e a volto coperto, fino ai veicoli della Croce Rossa per essere poi consegnati alle Forze di difesa israeliane che li hanno scortati fuori dalla Striscia. In una struttura dell'esercito vicino a Re'im sono stati sottoposti a un primo controllo fisico e psicologico e hanno potuto incontrare le famiglie, dopo 498 giorni di prigionia. Successivamente sono stati portati negli ospedali di Sourasky e Sheba nel centro di Israele.

In cambio del rilascio dei tre israeliani, in base all'accordo di Doha, nelle ore successive hanno lasciato le carceri israeliane 369 detenuti palestinesi, di cui 333 arrestati a Gaza durante il conflitto e 36 ergastolani. Dovrebbe essere nel gruppo anche Ahmed Barghuti, stretto collaboratore del capo di Fatah e leader della seconda intifada Marwan Barghuti e condannato a 13 ergastoli per una serie di attentati terroristici in cui persero la vita 12 israeliani.

Anche Israele ha approfittato dell'occasione del rilascio per mandare un messaggio ostile, come fatto da Hamas dal palco di Khan Yunis. Ai detenuti palestinesi rilasciati è stata fatta indossare una maglietta bianca con la stella di Davide e la scritta "Non dimenticheremo né perdoneremo".

Chi sono i tre ostaggi liberati

Alexander (Sasha) Troufanov, 29 anni, russo-israeliano, fu rapito assieme alla nonna Irena Tati, la madre Yelena (Lena) e la fidanzata Sapir Cohen, tutti e tre rilasciati durante la tregua di fine novembre del 2023. Il padre Vitaly era stato ucciso nel massacro del 7 ottobre.

Sagui Dekel Chen, 36 anni, cittadino israeliano e statunitense, fu tra i primi a vedere i terroristi entrare nel kibbutz di Nir Oz e a dare l’allarme. La madre Neomit riuscì a sfuggire ai suoi rapitori, ferita, quando il veicolo sul quale l’avevano caricata venne colpito. Nel dicembre 2023 è nata la sua terza figlia.

Iair Horn, 46 anni, israeliano-argentino, fu rapito assieme al fratello Eitan dalla sua abitazione nel kibbutz di Nir Oz. Il fratello è ancora a Gaza e il suo nome non figura nella lista degli ostaggi da liberare in questa prima fase. Il padre Itzik, che da 23 anni vive in Israele, aveva lanciato un appello al Papa. "Lascio dietro di me mio fratello Eitan qui a Gaza. Bisogna riportarli tutti a casa", ha detto sul palco di Hamas, prima di essere liberato

Dekel Chen e Horn erano in mano a Hamas, mentre Troufanov è stato ostaggio dalla Jihad islamica.

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