mercoledì 17 settembre 2014
​​Giovedì il referendum sulla scissione. Volantini e caccia sul web agli indecisi. E Londra promette: avrete più poteri. 
COMMENTA E CONDIVIDI
Ancora 24 ore per convincere 500mila indecisi, fetta troppo ghiotta in un testa a testa così serrato. La Scozia sarà indipendente? I seggi apriranno domattina alle 7: si voterà fino alle 22 ora locale, le 23 in Italia, ma per i risultati definitivi si dovrà aspettare la mattina di venerdì. Secessionisti e unionisti, dicono i sondaggi, sono vicinissimi, anche se diversi esperti ritengono che il no all’indipendenza dal Regno Unito (comunque avanti un paio di punti) sia sottostimato nelle rilevazioni.  Da Edimburgo a Glasgow, da Dundee ad Aberdeen, fino alle sterminate zone rurali delle Highlands gli indipendentisti hanno lanciato un vero e proprio «blitz» pubblicitario, con oltre 2,6 milioni di volantini e ben 300 cartelloni per chiedere di votare sì. Migliaia i volontari mobilitati nel porta a porta. La campagna unionista è meno visibile, ma può contare sul sostegno nemmeno tanto velato di giornali e tv «mainstream». I sostenitori del no hanno puntato molto, forse troppo, sui focus group per studiare l’elettorato e affidarsi alle tecniche del marketing, molto meno invece sul rapporto diretto con gli elettori. È una strategia destinata a pagare? Su Facebook e Twitter sono gli indipendentisti ad avere un maggior numero di sostenitori: 258mila i «mi piace» per la loro campagna rispetto ai 182mila del no, e su Twitter l’hashtag #Voteyes risulta come il più utilizzato. Il governo britannico, però, spera che prevalga la «maggioranza silenziosa», quella che voterà con la testa e non con il cuore, magari pensando al portafogli, se è vero che molti analisti prevedono uno choc economico in caso di vittoria indipendentista. Per consolidare il loro sostegno e conquistare gli indecisi i leader dei tre principali partiti britannici – il premier conservatore David Cameron, il lib-dem Nick Clegg e il laburista Ed Miliband – hanno firmato ieri un impegno intitolato «La promessa» sul quotidiano scozzese Daily Record. I tre promettono di riconoscere maggiori poteri alla Scozia nel caso di vittoria del no. Il piano è suddiviso in tre punti: il primo promette «vasti poteri» per il Parlamento scozzese «secondo la tabella di marcia stabilita» dai tre principali partiti; Il secondo garantisce una «condivisione delle risorse in maniera equa »; il terzo, infine, promette l’impegno «categorico» nel riconoscere al governo scozzese la decisione sul finanziamento dell’Nhs, il servizio sanitario nazionale che costituisce una delle maggiori incognite in caso di indipendenza. «È una disperata offerta last minute del nulla», è stato il drastico commento del primo ministro scozzese, Alex Salmond, leader degli indipendentisti dello Scottish National party (Snp). Salmond ha aggiunto che «questa proposta non riuscirà a dissuadere la gente dalla grande opportunità di affidare il futuro della Scozia nelle mani della Scozia». Domani, dopo due anni di estenuante campagna, la parola passerà agli elettori.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: