lunedì 9 novembre 2009
La Camera dei Rappresentanti Usa ha dato un primo storico via libera all'ambiziosa riforma della sanità pubblica americana, una delle priorità programmatiche del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che intende promulgare la legge entro la fine dell'anno. Il progetto di riforma è stato approvato con 220 voti a favore e 215 contrari, con il "no" di 39 deputati della maggioranza democratica ed il "sì" di un solo repubblicano.
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La Camera dei Rappresentanti Usa ha dato un primo storico via libera all'ambiziosa riforma della sanità pubblica americana, una delle priorità programmatiche del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che intende promulgare la legge entro la fine dell'anno. Con 220 voti a favore e 215 contrari, con il "no" di 39 deputati della maggioranza democratica ed il "sì" di un solo repubblicano, il progetto di riforma è stato approvato - cosa rara - nella notte tra sabato e domenica, al termine di lunghissimi negoziati.La riforma, che mira a 'coprirè tutti gli americani con l'eccezione degli immigrati clandestini, passa ora al Senato, dove le cose rischiano di essere più difficili, essendo nel loro insieme i senatori più 'conservatorì dei deputati. Una volta approvato dal Senato i due rami del Congresso dovranno mettersi d'accordo su un testo comune, che dovrà passare al vaglio delle due Camere. Quindi, ci sarà infine la firma presidenziale, con una cerimonia alla Casa Bianca. Dopo lunghi negoziati dietro le quinte, la Pelosi è riuscita alla fine fine ad ottenere l'appoggio di una maggioranza di deputati del suo partito, ma al prezzo di una grossa concessione. La Speaker ha dovuto accettare - e soprattutto ha dovuto convincere i democratici più radicali ad accettare - l'inserimento nella legge di un emendamento, appoggiato dai cattolici pro-life. Di fatto, l'emendamento limita seriamente la possibilità di aborto terapeutico, che non verrà coperto dalle assicurazioni, sia pubbliche sia private, se finanziate con i fondi pubblici. Con l'approvazione dell'emendamento pro-life la riforma sanitaria ha ottenuto l'appoggio pieno della Chiesa Cattolica, ma ha fatto infuriare le organizzazioni pro-choice, favorevoli cioè alla scelta della donna. Al momento dell'approvazione della legge, tra gli applausi, la Pelosi ha chiosato "è stato facile", prima di ricordare che "per generazioni il popolo americano ha chiesto un copertura sanitaria di qualità e che sia accessibile alle famiglie. Oggi abbiamo risposto a questa richiesta".Il presidente Obama (che poco prima del voto si era recato a Capitol Hill, una mossa inconsueta), ha salutato il via libera della Camera e si è detto certo che anche il Senato approverà la legge in tempi brevi. In una dichiarazione nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, Obama ha parlato di "decisione coraggiosa" che offrirà "stabilità e sicurezza con scelte di qualità a prezzi contenuti" attraverso una riduzione delle spese. Il presidente ha insistito sul fatto che la copertura dei costi della riforma, che ridurrà il deficit pubblico americano, è già stata individuata.Con una spesa complessiva prevista di oltre 1.100 miliardi di dollari in 10 anni, l'ambiziosa riforma offre copertura a circa 36 milioni di americani non assicurati (attraverso sgravi fiscali per i meno abbienti). Per garantire concorrenza e libera scelta verrà istituita, entro il 2013, una cassa pubblica da mettere in competizione con le assicurazioni private, che rappresentano l'ampia maggioranza del sistema attuale. Si tratta della più grande riforma del settore dal 1965, quando venne avviato il programma Medicare destinato ai più anziani, e viene paragonata alla storica istituzione della Social Security, sotto il New Deal, con una pensione minima per tutti, nel 1935. Per finanziare la riforma sono previsti tagli nel programma Medicare, considerato particolarmente dispendioso, pari a 400 miliardi in 10 anni, oltre a nuove imposte sul reddito del 5,4% per chi guadagna oltre 500 mila dollari l'anno (un milione per le famiglie).
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