Il premier francese
Manuel Valls appoggia i sindaci francesi che in queste settimane hanno imposto il
divieto per le
donne di indossare il costume che copre interamente il corpo, il cosiddetto
burkini o
burqini.
Ma che cos'è il burkini?
Il
burkini è un tipo di
costume da bagno femminile. Si tratta di un costume disegnato per la compagnia Ahiida dalla stilista australiana di madre libanese, Aheda Zanetti, ed è specificamente disegnato per le donne di religione musulmana. Grazie al
burkini le
donne musulmane hanno la possibilità di nuotare, senza la necessità di spogliarsi e rivelare il proprio corpo. Il
burkini che lascia scoperto solo il viso, i piedi e le mani: è simile a una muta subacquea, dotata di cappuccio, più flessibile e non fatta di neoprene. La parola «
burqini» è l'unione dei termini burqa e bikini, ed è un marchio registrato.
Nelle strade francesi è vietato indossare il
burka, indumento femminile islamico che copre tutto il corpo e il volto, così come il niqab, che lascia scoperti soltanto gli occhi. Il dibattito sull'uso del
burkini in Francia è iniziato all'inizio del mese di agosto, quando un parco acquatico vicino Marsiglia ha organizzato una giornata riservata alle donne nel costume da bagno “integrale” ma, travolto dalle polemiche, lo ha annullato.
Cannes alla fine di luglio è stato il primo comune a vietare il burkini, seguito da
Villeneuve-Loubet in Costa Azzurra, da
Sisco in Corsica, mentre
Le Touquet nel Passo di Calais ha annunciato che lo proibirà prossimamente.
In una intervista al quotidiano
La Provence, il
premier francese Valls ha affermato che il
burkini «non è compatibile con i
valori della
Francia e della Repubblica» e ha detto che «non è un nuovo tipo di costume da bagno o una moda. È la traduzione di un progetto politico, di contro-società, fondato notoriamente sulla sottomissione della donna». Le spiagge, per
Valls, «come ogni spazio pubblico, devono essere difese dalle rivendicazioni religiose».
In Italia, il ministro dell'Interno
Angelino Alfano è intervenuto nel dibattito esprimendosi contro il divieto, in un'intervista al
Corriere della Sera: proibire il
burkini, ha detto, potrebbe essere considerato «una provocazione, potenzialmente capace di attirare attentati».
Prima di Valls, la ministra dei diritti delle donne
Laurence Rossignol era stata l'unica voce del governo di Parigi a pronunciarsi. Aveva definito il burkini «una versione da spiaggia del burqa», con cui «si vuole rinchiudere, dissimulare il corpo delle donne per controllarlo meglio».
Ma aveva anche criticato i sindaci conservatori che contestualizzano il divieto all'abbigliamento nel contesto del terrorismo.
Quali sono state le azioni legali dopo il divieto di indossare il burkini?
Il Consiglio contro l'islamofobia in Francia ha presentato ricorso d'urgenza al Consiglio di Stato contro il provvedimento della città di Cannes che vieta il burkini. Si è in attesa della sentenza.
Una prima richiesta di blocco del provvedimento, presentata al tribunale amministrativo di Nizza,
è già stata respinta. Sempre secondo quanto riferisce France Info, l'esempio è stato seguito da diverse altre associazioni, islamiche ma anche laiche, che si sono rivolte ai tribunali
competenti per chiedere l'annullamento dei divieti.
Ci sono già state delle multe a donne che avevano indossato il burkini?Sì, nel fine settimana a Cannes sono state multate tre donne che indossavano l'indumento femminile islamico che copre interamente il corpo. Si tratta di tre musulmane di 29, 32 e 57 anni: dovranno pagare ciascuna 38 euro, ha dichiarato l'ufficio del sindaco, il repubblicano David Lisnard. Che ha chiesto sia rispettato in spiaggia «uno stile corretto, rispettoso delle buone maniere e della laicità».