
Lourdes: operai al lavoro per coprire con pannelli di alluminio i mosaici delle porte laterali della Basilica del Rosario, realizzati da Marko Rupnik - Ansa
Un gesto forte ed eloquente, dal grande valore simbolico, in una delle mete di pellegrinaggio più importanti e amate del mondo: Lourdes, la località ai piedi dei Pirenei che, dalle apparizioni della Vergine Maria del 1858 a Bernadette Soubirous, si offre quale luogo di guarigione dei corpi e dei cuori per milioni di persone. Ebbene: nel “comprensorio” del Santuario di Lourdes sono stati coperti alcuni mosaici del sacerdote sloveno Marko Rupnik, l’ex gesuita accusato di abusi psicologi e sessuali da alcune religiose. I mosaici di due porte laterali della Basilica del Rosario sono state ricoperte con pannelli di alluminio e «le due grandi porte centrali saranno coperte tra qualche giorno, prima dell’inizio della stagione dei pellegrinaggi a Lourdes», ha annunciato il vescovo di Tarbes e Lourdes, Jean-Marc Micas.
Il vescovo di Tarbes e Lourdes: tutti devono poter varcare queste porte
«Conoscete la mia opinione sulla presenza di questi mosaici sulle porte della basilica – spiega Micas sul sito del Santuario di Lourdes –. Mi è sembrato, assieme ai miei collaboratori, che fosse necessario compiere un nuovo passo simbolico affinché l’ingresso in Basilica sia reso più agevole a tutte le persone che oggi non possono varcarne la soglia. Per questo motivo tutte le porte della Basilica del Rosario vengono modificate», ha detto il presule.
«È l'anno giubilare – prosegue il vescovo di Tarbes e Lourdes –. A Roma sono state aperte le Porte Sante nelle quattro Basiliche Maggiori. Ho emanato un decreto per dichiarare che il Santuario di Lourdes è uno dei due luoghi della diocesi – assieme alla Cattedrale di Tarbes – dove vivere l’anno giubilare e ricevere l’indulgenza plenaria. Il passaggio attraverso le porte d’ingresso della basilica doveva essere all’altezza simbolica di questo momento». Il 28 marzo scorso, «terzo venerdì di Quaresima», è stato per tutta la Chiesa di Francia «il Giorno della memoria e della preghiera per le vittime degli abusi sessuali commessi nella Chiesa», ha ricordato Micas. «Le due porte laterali sono state chiuse questo lunedì», 31 marzo, «mentre le due grandi porte centrali lo saranno tra qualche giorno, prima dell’inizio della stagione dei pellegrinaggi a Lourdes».
Il 2 luglio 2024, Micas aveva detto che «sarebbe preferibile rimuovere questi mosaici». Quello avvenuto lunedì 31 marzo «non è il primo, ma il secondo passo! Il primo è stato quello di non illuminarli più di notte, durante le processioni, già dallo scorso luglio». Per quanto riguarda i prossimi passi: «Un gruppo di lavoro sta portando avanti la riflessione e mi supporta nelle decisioni – ha infine reso noto il presule –. Preferiamo andare avanti con calma piuttosto che sotto il fuoco di varie pressioni. Lavoriamo a lungo termine, per le vittime, per la Chiesa, per Lourdes e per il suo messaggio per tutti».

Lourdes: dopo quelli delle porte laterali, verranno coperti anche i mosaici delle porte centrali della Basilica del Rosario - Ansa
Le vittime: gli altri vescovi seguano l’esempio di Micas
«Accogliamo, con la gioia nel cuore, le parole illuminate di Jean Marc Micas, vescovo di Tarbes e Lourdes, da sempre vicino alle vittime di abusi, cui va il nostro sentito ringraziamento. Sappiamo bene che la sua decisione di coprire le porte della Basilica di Lourdes, dove sono presenti i mosaici di Marko Ivan Rupnik, è stata lungamente ragionata, attentamente ricercata e fortemente osteggiata». Lo dicono le ex suore vittime del sacerdote sloveno, ex gesuita e noto mosaicista, Marko Rupnik, in un comunicato diffuso dal loro avvocato, Laura Sgrò.
«La questione – spiegano – non è, infatti, quella di scindere l’artista dall'opera, come finora si è voluto erroneamente fare intendere, ma quella se è possibile scindere l’arte, cioè i mosaici, dall’abuso stesso e questo non è in alcun modo possibile, perché proprio durante la realizzazione delle opere e con riferimento alle stesse, opere esposte nei luoghi di culto più importanti al mondo, Rupnik ha abusato di alcune delle vittime». «Ogni fedele, e non solo ogni vittima di abuso – si sottolinea nel comunicato – deve avere il cuore libero nel momento in cui si accosta alla preghiera e ciò non può avvenire se deve inginocchiarsi davanti a un’opera che probabilmente è stata il luogo dove si è consumato un abuso».
«Le vittime di Marko Ivan Rupnik che rappresento –conclude la nota di Sgrò – pertanto chiedono che anche gli altri vescovi, nelle cui diocesi sono presenti opere del famoso mosaicista, compiano lo stesso gesto forte e inequivocabile di sostegno a tutte le vittime di abusi».

Lourdes: operai all'opera per coprire i mosaici di Rupnik. Il vescovo di Tarbes e Lourdes, Micas, sostiene l'ipotesi della loro vera e propria rimozione - Ansa
Lotta agli abusi, la Chiesa di Francia rilancia l’impegno
La Chiesa di Francia, intanto, proprio da Lourdes rilancia il suo impegno contro gli abusi. È un bilancio sulle misure messe in atto per combattere la violenza sessuale nella Chiesa dopo la presentazione del rapporto della Ciase (Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa), quello organizzato dala Conferenza episcopale francese per lunedì 31 marzo e martedì 1° aprile, alla vigilia dell’Assemblea plenaria di primavera che si tiene dal 1° al 4 aprile nella città delle apparizioni.
La sessione speciale su un bilancio dal rapporto della Ciase (il cosiddetto “rapporto Sauvé” sugli abusi sessuali su minori e su persone vulnerabili dal 1950 fino alla presentazione del report, nel 2021), si svolge a Cité Saint-Pierre di Lourdes e alterna tavole rotonde, laboratori, momenti di spiritualità e la proiezione di uno spettacolo che mescola cinema e musica, creato e diretto da una vittima. Con la partecipazione di oltre trecento persone, questa giornata e mezza di incontri si propone non solo di discutere le diverse procedure e e iniziative messe in atto dalla Chiesa, ma anche di individuare quanto resta da fare e le prospettive ancora da aprire, dando voce alle vittime e agli attori-chiave della Chiesa e della società civile impegnati nella lotta contro la violenza sessuale.
Il presidente dei vescovi: dire la verità, per il bene delle vittime e di tutti
«Sono stati adottati provvedimenti, sono state prese decisioni e altre sono in corso di attuazione; altre ancora sono in attesa di un avvio serio di attuazione. Tutto deve essere perseguito, approfondito, raffinato. Fin dall’anno 2000 e dal primo opuscolo “Lotta contro la pedofilia” si è affermata una cultura di vigilanza e di buon trattamento che vogliamo sia quella di tutte le nostre istanze ecclesiali», ha affermato l’arcivescovo di Reims Eric de Moulins-Beaufort, dal 2019 presidente della Conferenza episcopale francese, aprendo i lavori della sessione.
«Stiamo lavorando affinché questa nuova cultura penetri nelle menti e nei cuori dei cattolici francesi. Che tutti si considerino corresponsabili di questa cultura. Anche a questo livello il cammino è aperto, è iniziato ma è ben lungi dall’essere completato», ha riconosciuto il presule. Che ha poi ringraziato le vittime degli abusi che hanno scelto di partecipare alla sessione speciale. «Vorrei ringraziarli in modo particolare – ha affermato –.Ci hanno aiutato molto. Per noi, queste persone sono passate dall’essere vittime a testimoni».
Il presidente dei vescovi francesi ha esortato infine tutti i partecipanti a «dire la verità». «Non chiediamo nient’altro che di dire semplicemente ciò che ritenete importante dire per il bene di tutti, per le vittime, per la nostra società, per la Chiesa in Francia e altrove». «Ognuno si senta libero di dire ciò che ha dentro – è stato il suo invito –. Bisogna dirlo in modo tale che venga recepito. Ma con tutto il cuore desidero sottolineare che noi vescovi siamo desiderosi di ascoltare ciò che voi avete da dirci».