martedì 25 marzo 2025
Nel messaggio di Francesco ai partecipanti all’Assemblea plenaria della Pontificia Commissione per la tutela dei minori il senso autentico dell'impegno nella prevenzione degli abusi
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L'impegno della Chiesa nella prevenzione degli abusi sui minori e sulle persone fragili «non è una coperta da stendere sulle emergenze, ma una delle fondamenta su cui edificare comunità fedeli al Vangelo». Il monito viene da papa Francesco, che oggi ha inviato un messaggio ai partecipanti all’Assemblea plenaria della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, in programma da ieri e fino a venerdì in Vaticano.

L'impegno della Commissione, afferma il Pontefice, «è come “ossigeno” per le Chiese locali e le comunità religiose, perché dove c’è un bambino o una persona vulnerabile al sicuro, lì si serve e si onora Cristo». Un lavoro che porta con sé una carica profetica, secondo Francesco, «soprattutto negli ambiti più disagiati», e che non si riduce, appunto a una «coperta» che serve a rispondere ai casi critici ma alla costruzione di un vero e proprio fondamento per la comunità dei credenti.

E tutta questa opera, spiega ancora il Papa, «non si riduce a protocolli da applicare, ma promuove presidi di protezione: una formazione che educa, dei controlli che prevengono, un ascolto che restituisce dignità. Quando impiantate pratiche di prevenzione, persino nelle comunità più remote, state scrivendo una promessa: che ogni bambino, ogni persona vulnerabile, troverà nella comunità ecclesiale un ambiente sicuro - sottolinea ancora Francesco -. Questo è il motore di quella che dovrebbe essere per noi una conversione integrale».

Il Papa, poi, chiede tre impegni precisi alla Commissione: il primo compito è «crescere nel lavoro comune con i Dicasteri della Curia romana». Poi il mandato a «offrire alle vittime e ai sopravvissuti ospitalità e cura per le ferite dell’anima, nello stile del buon samaritano. Ascoltare con l’orecchio del cuore, così che ogni testimonianza trovi non registri da compilare, ma viscere di misericordia da cui rinascere». Infine il lavoro per «costruire alleanze con realtà extra-ecclesiali – autorità civili, esperti, associazioni –, perché la tutela diventi linguaggio universale».

La Commissione, prosegue Francesco, in 10 anni di lavoro ha fatto «crescere nella Chiesa una rete di sicurezza». Proprio a partire da questo prezioso risultato il Papa lancia il suo invito: «Andate avanti! Continuate a essere sentinelle che vegliano mentre il mondo dorme. Che lo Spirito Santo, maestro della memoria viva, ci preservi dalla tentazione di archiviare il dolore invece di sanarlo».

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