martedì 25 febbraio 2025
Riconosciuta l'offerta della vita (fattispecie introdotta nel 2017) da parte del carabiniere che si sacrificò per salvare alcuni civili dai nazisti. La gioia dell'Arma. Marcianò: esempio per tutti
Salvo D'Acquisto

Salvo D'Acquisto - Dal Web

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Fa un decisivo passo in avanti la causa di beatificazione di Salvo D’Acquisto. Il Papa ha infatti autorizzato il decreto che riconosce «l'offerta della vita» del brigadiere che si offrì in cambio di alcuni ostaggi dei nazisti nel 1943. Per essere proclamato beato, a questo punto manca solo il miracolo. Lo scatto che ha portato alla decisione di queste ore è avvenuto il 19 settembre scorso grazie «al felice esito del Congresso particolare sull’offerta della vita» in seno al Dicastero delle cause dei santi, come aveva ricordato il segretario del Dicastero stesso, l’arcivescovo Fabio Fabene, in una relazione del convegno dello scorso novembre “Non c’è amore più grande. Martirio e offerta della vita” la cui giornata conclusiva era stata dedicata proprio alla terza via della santità, cioè l’offerta della vita.

Si tratta di una fattispecie a se stante e perciò distinta dalle altre due (martirio ed eroicità delle virtù) da un motu proprio del Papa, Maiorem hac dilectionem, dell’11 luglio 2017. In pratica vi si stabilisce che è possibile proclamare la santità di coloro che siano morti per amore del prossimo, affrontando un pericolo che quasi certamente li avrebbe condotti alla fine della propria esistenza. Si pensi a un medico morto per curare i malati di una grave epidemia, avendo contratto egli stesso la malattia, o al caso di Gianna Beretta Molla, che non volle abortire al fine di curarsi da un tumore e che morì una settimana dopo aver partorito la sua terza figlia. Ora il sacrificio di Salvo D’Acquisto rientra in questa nuova fattispecie. Monsignor Fabene ne ricordò a novembre le complesse tappe. «Dapprima l’inchiesta diocesana fu sulle virtù in grado eroico. Poi, arrivati gli atti processuali alla Congregazione delle cause dei santi, si è ritenuto di mutarne il lemma alla fattispecie del martirio. Ma il Congresso peculiare dei Consultori teologi il 30 novembre 2007 giudicò gli elementi probatori non sufficienti a dimostrare che si sia trattato di un vero e proprio martirio. Con Maiorem hac dilectionem anche la causa di Salvo D’Acquisto ha trovato una fattispecie più idonea e consona».

La premier italiana Giorgia Meloni ha scritto sui suoi social: «Salvo D'Acquisto è un eroe, simbolo di coraggio, sacrificio e dedizione al dovere. La decisione del Santo Padre di autorizzare il percorso per la sua beatificazione è un riconoscimento straordinario per un uomo che ha dato la vita per salvare quella di altri, incarnando i valori più alti di umanità e servizio. Il suo esempio resterà per sempre vivo nella memoria della nostra Nazione». Messaggi anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dal presidente del Senato Ignazio La Russa.

L'Arma dei Carabinieri, appresa la notizia, ha emesso un comunicato del comandante, il generale Salvatore Luongo in cui si manifesta «la più sentita gratitudine a papa Francesco per il decreto» riguardante Salvo D'Acquisto. La medaglia d'oro al valor militare, sottolinea Luongo, «è un esempio luminoso di coraggio, abnegazione e amore per il prossimo, che supera i confini del tempo: un modello di riferimento per tutti i Carabinieri e per le future generazioni».

Anche l'ordinario militare per l'Italia, l'arcivescovo Santo Marcianò esprime la sua gioia e quella della diocesi castrense per il decreto. «Siamo infinitamente grati al Santo Padre e accogliamo commossi da lui il dono del nuovo Venerabile Salvo, affidandolo anche alla sua intercessione, in questo momento di prova nel quale gli siamo vicini con grande affetto e incessante preghiera». La Chiesa Ordinariato Militare - prosegue Marcianò - particolarmente chiamata a diffondere il Vangelo della pace, vede nella vita di Salvo D’Acquisto un esempio luminoso di quel dono di sé che caratterizza l’opera di difesa e protezione della vita umana portata avanti ogni giorno da uomini e donne delle Forze Armate e Forze dell’Ordine, e ne addita il messaggio a tutti gli uomini e donne di buona volontà». «La sua vita e la sua morte - conclude l'ordinario militare - testimoniano, come ogni ingiustizia, violenza, vendetta possano essere trasformate dall’amore, diventando un potente messaggio di giustizia, pace».

Dall’emanazione del motu proprio a oggi sono state istruite presso il dicastero delle Cause dei Santi 13 cause per l’offerta della vita. Una di sola di queste cause, prima di ieri, è arrivata al decreto super oblatione vitae. Quella relativa a Franz De Castra Holzwarth, un laico che morì per essersi offerto volontario come ostaggio al fine di sedare una rivolta in un carcere brasiliano. Con i decreti riguardanti Salvo D’Acquisto e Emil Joseph Kapaun, emessi oggi, 25 febbraio, i casi salgono a tre. Tutte le altre Cause si trovano in una fase antecedente a questa. Secondo i dati forniti a suo tempo da Fabene. «4 provengono dagli Usa, 3 dall’Italia, 2 dall’Ecuador e 2 dalla Spagna, 1 dalla Polonia e 1 altra dal Brasile. Il numero complessivo è di 17 Servi di Dio: 1 cardinale, 10 sacerdoti (2 religiosi, 8 diocesani), 1 religiosa e 5 fedeli laici di diverse età. Sette cause provengono da un cambiamento di lemma, sei sono originali».

Il cardinale Ludovico Altieri

Il cardinale Ludovico Altieri - Dal Web

Le altre due cause “italiane” riguardano un altro carabiniere, Albino Bandinelli, e il cardinale Ludovico Altieri, vescovo di Albano. Il primo nell’estate del 1944, pur non facendo parte dei partigiani, si spacciò per uno di loro di fronte alla minaccia del comando fascista di fucilare gli ostaggi, nonché di incendiare Santo Stefano d’Aveto, in provincia di Genova. Perciò fu ucciso. Il porporato laziale invece morì nel 1867 di colera dopo aver soccorso, senza temere per la propria incolumità, i colpiti dall’epidemia. «I martiri non sono stati e non sono degli eroi insensibili alla paura, all’angoscia, al panico, al terrore, al dolore fisico e psichico - disse nel novembre scorso il cardinale Marcello Semeraro, tracciando le conclusione del convegno -. Così, ad esempio, si trovano descritti eroi mitologici come Achille, noto per la sua invulnerabilità tranne che nel tallone; Prometeo, che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini; Eracle, proverbiale per le sue straordinarie fatiche e la sua forza sovrumana. I martiri cristiani, invece, - ha aggiunto il prefetto delle Cause dei santi - non furono impassibili. Furono umani». La loro esperienza ci parla «di forza nella debolezze e di forza della debolezza», secondo l’espressione usata da Andrea Riccardi. E da questo dare la vita deve trarre forza anche la Chiesa, specie in un’epoca segnata da un’antropologia caratterizzata, come ha detto la filosofa Lodovica Maria Zanet (intervenuta insieme con il francescano Maurizio Faggioni), da individualismo, diritti senza doveri e prevalenza del virtuale sulla realtà. Per invertire la rotta.

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