giovedì 1 gennaio 2015
​Il presidente del Paese africano colpito dall'epidemia ha invitato sia i cristiani che i musulmani a chiedere l'aiuto di Dio perché il flagello finisca.
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In Sierra Leone le diverse comunità religiose hanno iniziato una settimana di preghiera e digiuno per la cessazione della epidemia di Ebola che da un anno ha colpito in modo durissimo il Paese africano. Il presidente Ernest Bai Koroma ha lanciato l'iniziativa chiedendo sia a cristiani che musulmani di chiedere l'aiuto di Dio in questo momento segnato da lutti e dolore. Radio e televisione hanno cominciato a diffondere da oggi immagini di funzioni religiose delle diverse fedi per incoraggiare la popolazione ad unirsi alla preghiera. Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in Sierra Leone vi sono stati finora 9.446 casi di ebola e 2.758 morti. L'epidemia di Ebola, a poco più di un anno dal suo inizio, continua mietere vittime in tutta l'Africa Occidentale. Solo nell'ultima settimana ha registrato un picco di nuovi casi, 337, in Sierra Leone, che insieme a Liberia e Guinea, è tra i Paesi più colpiti. Lo afferma l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che nel suo ultimo bollettino ha aggiornato il totale delle vittime a 7.905 e il numero dei casi accertati a 20.206.
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