giovedì 9 marzo 2023
I dati di Bankitalia mostrano una crescita dei tassi d'interesse dello 0,59% rispetto a dicembre. Le erogazioni di credito al consumo arrivano ormai a tassi del 9,79%
Sui mutui la stangata di gennaio: sfiorano il 4%
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Tempi duri per chi deve comprare casa e per chi, in generale, deve contrarre dei prestiti. I dati diffusi stamattina dalla Banca d’Italia confermano infatti l’aumento dei tassi d’interesse. A gennaio i tassi sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l'acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, Taeg) si sono collocati al 3,95% (erano al 3,36% a dicembre), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sfiorano ormai il 10%, attestandosi al 9,79% (era il 9,22% nel mese precedente).

I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,72% (3,55 nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,15%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 3,42%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,49% (0,45 nel mese precedente).

Secondo Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, le famiglie sono davanti a una vera e propria “stangata”. 2Non solo da dicembre a gennaio, in un solo mese, i tassi salgono da 3,36 a 3,95, +0,59 punti percentuali, ma rispetto a gennaio 2022, un anno fa quando erano a 1,78, decollano di 2,17 punti percentuali", aggiunge Dona. "Considerando l'importo e la durata media di un mutuo, un rialzo dei tassi così consistente significa che, la rata, per chi ha sottoscritto ora un mutuo a tasso variabile, aumenta, rispetto a un anno fa, da 581 a 731 euro, con un rincaro pari a 150 euro al mese. Una mazzata annua pari a 1.800 euro", conclude Dona.

Sui futuri nuovi rialzi da mezzo punto del costo del denaro, rialzi che poi vanno a incidere sui tassi di mutui e prestiti, è intervenuto ieri il governatore della stessa Banca d'Italia Ignazio Visco, criticando i “falchi” della Bce che parlano pubblicamente di una lunga stagione rigorista. "L'incertezza è così elevata che come Consiglio direttivo della Bce abbiamo concordato di decidere meeting by meeting senza forward guidance. Non apprezzo perciò le dichiarazioni dei miei colleghi su futuri e prolungati rialzi dei tassi. Non so, non sappiamo abbastanza", ha sottolineato Visco in vista della riunione a Francoforte della Bce la prossima settimana.

Nei giorni scorsi si sono espressi per una stretta più forte il governatore della banca centrale austriaca, Robert Holzmann, e il collega belga Pierre Wunsch. Il primo ha proposto almeno quattro rialzi da 50 punti base, a partire dalla prossima settimana. Il secondo invece ha definito "accurate" le aspettative del mercato che vedono i tassi salire fino al 4%, un punto in più rispetto all'attuale 3%. Una prospettiva, quella dei molteplici rialzi, ormai sostenuta anche dal capo economista Philip Lane, e non esclusa nemmeno dalla presidente Christine Lagarde, che ribadisce di nuovo di essere pronta a fare "tutto quello che serve" per combattere l’inflazione e riportare la stabilità nei prezzi.

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