martedì 1 novembre 2011
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Le associazioni che rappresentano le diverse anime del mondo delle imprese, dagli industriale alle banche, a pmi e coop, lanciano ancora un «appello al governo: agire immediatamente». Con una nota congiunta Abi, Alleanza delle cooperative, Ania, Confindustria, e Rete imprese Italia sottolineano che «la situazione sui mercati finanziari sta precipitando e il nostro Paese è al centro delle turbolenze internazionali. L'attuale condizione è insostenibile per l'Italia e per gli italiani. Non possiamo continuare ad assistere alla corsa degli spread e al crollo dei valori azionari. Non possiamo correre il rischio di perdere in poche settimane ciò che abbiamo costruito in decenni di lavoro». Così come, aggiungono, «non si possono più negare i rischi, non si può più dire che non c'è fretta, non si possono più privilegiare considerazioni di modesto cabotaggio politico rispetto all'esigenza primaria di salvare l'Italia».  Il mondo delle imprese lancia così ancora un ultimatum: «Il tempo è scaduto. I danni sono già ingenti. Dobbiamo arrestare l'emorragia. Dobbiamo evitare che la sfiducia dei mercati e della comunità internazionale ci travolga». Al governo le imprese chiedono «di agire immediatamente, mettendo in atto i provvedimenti che ci sono stati chiesti  ad agosto dalla Bce e nei giorni scorsi nel comunicato finale del Consiglio europeo. Il G-20 del 3 e 4 novembre di Cannes deve essere l'occasione per presentare alla comunità internazionale i risultati concreti dell'azione di governo. Se ciò non avverrà, il governo si assumerà una responsabilità storica nei confronti degli italiani e di tutta la comunità internazionale».    Rivolgono poi «un appello forte al Presidente del Consiglio. Verifichi se ci sono le condizioni affinché questo governo e questa maggioranza possano assumere immediatamente le misure che sono necessarie per ripristinare la fiducia nell'Italia da parte dei mercati, dell'Unione europea e della comunità internazionale. Ne tragga altrimenti le conseguenze e lo faccia rapidamente, nell'interesse dell'Italia».
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