giovedì 10 marzo 2011
Il nostro Paese ricorrerà alla Corte di giustizia europea contro la decisione presa oggi dal Consiglio Ue di procedere sulla strada della cooperazione rafforzata sul brevetto europeo trilingue a cui partecipano 25 Stati membri con l'esclusione di Italia e Spagna. Lo ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia.
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L'Italia farà ricorso alla Corte di giustizia europea contro la decisione presa oggi dal Consiglio Ue di procedere sulla strada della cooperazione rafforzata sul brevetto europeo trilingue a cui partecipano 25 Stati membri con l'esclusione di Italia e Spagna. Lo ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia al termine del Consiglio competitività a Bruxelles. «La presidenza del Consiglio dei ministri ci ha autorizzato a fare ricorso alla Corte Ue sulla legittimità della cooperazione rafforzata», ha affermato Saglia, spiegando che l'azione sarà condotta di concerto con la Spagna, l'altro Paese Ue che ha deciso di non aderirvi. Tre sono i punti-chiave che contesta l'Italia. In primis il "metodo" con cui Bruxelles ha deciso di ricorrere alla stessa cooperazione rafforzata, in quanto Roma «ha sempre riconosciuto l'importanza di un brevetto unico europeo che favorisca l'innovazione e la competitività», ha spiegato il sottosegretario, ed è quindi sempre stata disponibile a negoziare.Inoltre, la scelta fatta in materia linguistica per il brevetto «viola i Trattati comunitari perchè compie una discriminazione». La decisione presa oggi a Bruxelles, infatti, «esclude la contrarietà di Italia e Spagna che si sono opposte non al brevetto ma a un principio di discriminazione linguistica», in quanto «per le decisioni sul regime linguistico occorre l'unanimità degli stati membri, come previsto dal Trattato», ha continuato Saglia.
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