lunedì 9 novembre 2020
Il Papa scrive una lettera alla Chiesa cilena. "Vi sono vicino in questo anniversario. Quel giorno Dio entrò dal Sud, come dice il motto della diocesi di Punta Arenas"
Papa Francesco durante il suo viaggio apostolico in Cile nel febbraio 2018

Papa Francesco durante il suo viaggio apostolico in Cile nel febbraio 2018 - Ansa

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«Si può dire che “Dio entrò dal Sud”». Usa il motto della diocesi di Punta Arenas, papa Francesco nella lettera che ha voluto inviare alla Chiesa cilena in occasione dei 500 anni dalla prima Messa celebrata in quella terra. Era l’11 novembre 1520. A farlo fu don Pedro de Valderrama, cappellano della spedizione guidata dall’esploratore Ferdinando Magellano sulla collina del Monte Cruz proprio nello Stretto che prenderà nome dal navigatore. «Come Chiesa particolare vi state preparando da lungo tempo a questa data speciale – scrive nel suo messaggio papa Francesco rivolgendosi all’attuale vescovo di Punta Arenas il salesiano Bernardo Bastre Florence –. Ma la pandemia, che sta colpendo il mondo intero, ed è causa di sofferenza e morte per milioni di nostri fratelli e sorelle, vi impedisce di celebrare il 500° anniversario della prima Eucaristia con atti liturgici di massa, come avreste voluto fare. Tuttavia – prosegue il Pontefice – malgrado questa limitazione, non c’è ostacolo che possa far tacere la gratitudine, che nasce dal cuore di tutti voi, figli e figlie della Chiesa che peregrina in Cile, che con fede e amore rinnovate la vostra dedizione al Signore, con la presenza certa che Lui continuerà ad accompagnare il vostro cammino nel divenire della storia». Un cammino che in questi ultimi anni ha vissuto anche la dolorosa vicenda degli abusi sui minori compiuti da alcuni sacerdoti e non puniti dalle autorità ecclesiastiche preposte. Un cammino di conversione, compiuto assieme al Papa, e che ha portato l’intera conferenza episcopale a presentare le proprie dimissioni a Francesco.

L'incoraggiamento del Papa

E il Papa coglie questo anniversario storico per ribadire la sua vicinanza alla Chiesa cilena. «Vi incoraggio a vivere la celebrazione del Mistero Eucaristico, che ci unisce a Gesù – prosegue il Pontefice –, con spirito di adorazione e azione di grazie al Signore, perché è per noi principio di vita nuova e di unità, che ci spinge a crescere nel servizio fraterno ai più poveri e diseredati dalla nostra società».
Domenica scorsa il vescovo di Punta Arenas, Bastres ha comunicato alla comunità un gesto di carità e di attenzione agli altri che diventa significativo in questo anniversario. Infatti sta per chiudere la residenza Giovanni Paolo II dell’Hogar de Cristo che accoglie gli anziani della regione, e la Chiesa diocesana ha deciso di assumersi come compito la prosecuzione di questa missione, attraverso la Fondazione «Fide XII». Come ha spiegato il vescovo «impegnando il nostro aiuto agli anziani in loro riconosciamo il Signore. Sono i poveri e gli abbandonati, tra cui molti che non hanno voce in capitolo nella nostra società e sono soli e malati, che vogliamo invitare al tavolo comune delle nostre comunità».

L'attenzione agli anziani

Una decisione che rende visibile quell’invito «a farsi pane» sottolineato dallo stesso Bergoglio concludendo il suo messaggio. «Mi unisco spiritualmente a tutti voi – scrive – nel vostro ringraziamento al Signore, che nell’Eucaristia continua a farsi “pane” che sazia la fame più profonda di ogni uomo e ogni donna, riunendo tutti nel suo amore, per vivere una fraternità solidale ed effettiva, che non esclude, che non opprime, che non ignora».

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