venerdì 8 dicembre 2023
Il 17 marzo correrà di nuovo per la presidenza, per restare al Cremlino dove risiede (tranne la pausa di neutralizzazione come premier) dal 2000
Il presidente russo Vladimir Putin

Il presidente russo Vladimir Putin - Reuters

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Vladimir Putin ha annunciato che si ricandiderà alla presidenza alle elezioni che si terranno il 17 marzo 2024, secondo i partecipanti ad una cerimonia che si è tenuta al Cremlino. Lo scrive la Tass. Finora il leader russo non aveva ancora annunciato la ricandidatura. Un annuncio scontrato, dopo che ieri il leader del Cremlino aveva fatto annunciare la data del voto che lo rivedrà in sella per un mandato iniziato di fatto nel maggio del 2000, interrotto solo dalla pausa di "neutralizzazione" come premier (2008-2012) con la presidenza affidata al fantoccio Medvedev prima della modifica costituzionale che consacreràa lo zar come "leader a vita", come si usava un tempo. Secondo il corrispondente di Ria Novosti, una domanda sull'eventualità della sua prossima candidatura è stata fatta durante una conversazione informale tra il presidente Putin e i partecipanti durante la cerimonia di consegna della medaglia della Stella d'Oro agli Eroi della Russia che si è tenuta al Cremlino.
Ieri il Consiglio della Federazione ha annunciato le elezioni presidenziali per il 17 marzo 2024. Oggi il capo della Commissione elettorale centrale Ella Pamfilova ha detto che le votazioni dureranno tre giorni, dal 15 al 17 marzo, spiegando che questo formato sta già diventando tradizionale per il sistema elettorale russo. Pamfilova ha ricordato che per la prima volta durante la pandemia si è ricorso al voto di tre giorni per garantire la sicurezza dei cittadini.

Il quinto mandato

Vladimir Putin arrivato al Cremlino il 31 dicembre del 1999 e ci rimarrà, da oggi è certo, fino al 2030, e se lo vorrà, anche fino al 2036. A chiamare l'allora premier ad assumere la carica di Presidente facente funzione era stato, a sorpresa, Boris Eltsin che aveva contemporaneamente rassegnato le sue dimissioni. Quello stesso giorno a Putin erano state consegnate la valigia con i codici nucleari, una copia della Costituzione russa - che modificherà più volte per consolidare ed estendere il suo potere - e l'emblema del presidente. La prima prova delle urne per l'ex agente del Kgb a Dresda arriva pochi mesi dopo, il 26 marzo del 2000. Vince le elezioni con il 53 per cento dei voti. Ma la sua popolarità andrà genuinamente crescendo negli anni, complice l'aumento dei prezzi di petrolio e gas che consentono una spesa crescente per finanziare pensioni, stipendi dei dipendenti pubblici e progetti.

Nel 2008, esauriti i due mandati da Presidente previsti dalla Costituzione, l'ex direttore dell'Fsb annuncia il primo cambio di poltrone con il premier Dmitrij Medvedev. Che pochi mesi dopo l'approdo al Cremlino ripaga il favore introducendo una legge che precisa come i due mandati limite debbano considerarsi come consecutivi ed estende il mandato del Presidente da quattro a sei anni. Un passo che consentirà il secondo cambio di poltrone fra Medvedev e Putin che, nel 2012, si ripresenta per il suo terzo mandato al Cremlino, in un clima nuovo e più scuro.

Le proteste non lo fermano

Le proteste di piazza a Mosca e San Pietroburgo a cavallo fra il 2011 e il 2012 contro i brogli alle ultime elezioni legislative, il balletto fra Putin e Medvedev, le ruberie di Russia unita, definito in quei mesi il partito dei ladri e dei truffatori da Alekseij Navalny, portano all'inizio di repressioni politiche con l'introduzione di nuove leggi, come quella sulle Ong agente straniere. Nel 2018 Putin affronta le urne per la quarta volta. Viene rieletto con oltre il 76 per cento dei voti in elezioni che l'Osce giudica "prive di reale competizione" e in cui rileva "pressioni sugli elettori" ma che per il Cremlino rappresentano una celebrazione della maggioranza che si è creata nel paese dopo l'annessione della Crimea, il cui quarto anniversario, non a caso, coincide con il giorno di apertura delle urne.

All'inizio del 2020 Putin presenta un nuovo emendamento della della Costituzione, che sarà poi ratificato in un referendum, che consente agli ex presidenti in vita, quindi a lui e a Medvedev, di vedere azzerati i loro mandati. Quindi che gli consente di ripresentarsi nel 2024. Ma anche nel 2030. Quella che fino a oggi era solo una possibilità, è stata confermata. Putin di guerra di ripresenterà al voto che si terrà fra il 15 e il 17 marzo, tre giorni per aumentare l'affluenza alle urne. Unica incognita anche di questo voto.

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