giovedì 21 maggio 2009
La crisi economica e finanziaria non si è esaurita ma ciò non può costituire un alibi per il governo a non fare le riforme che, anzi, devono essere attuate subito anche in virtù del forte consenso di cui gode. Non solo per il rilancio del Paese ma anche per mantenere la coesione sociale. È questo il messaggio lanciato stamani dalla presidente di Confindustria.
COMMENTA E CONDIVIDI
La crisi economica e finanziaria non si è esaurita ma ciò non può costituire un alibi per il governo a non fare le riforme che, anzi, devono essere attuate subito anche in virtù del forte consenso di cui gode. Non solo per il rilancio del Paese ma anche per mantenere la coesione sociale. È questo il messaggio lanciato stamani dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia in occasione della sua relazione alla seconda assemblea annuale che la vede alla guida della associazione degli imprenditori.Fra le riforme richieste al governo, presente in sala con una folta delegazione guidata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Confindustria ritorna sulla necessità di innalzare l'età pensionabile e chiede la detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese."Le difficoltà non sono finite. Ci attende un lungo cammino per recuperare i livelli di attività perduti e imboccare la via della crescita", dice la Marcegaglia in apertura del suo intervento sottolinenado come "si nota qualche segno di lieve miglioramento ma sarebbe un errore abbassare la guardia". Per il 2009 anche Confindustria, come i principali istituti internazionali e lo stesso governo, prevede un calo del Pil "ben oltre il 4%"."La crisi non può essere l'alibi per non fare le riforme delle quali abbiamo bisogno", ha proseguito Marcegalia e, rivolgendosi esplicitamente a Berlusconi ha detto: "Il consenso che lei ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Usi quel patrimonio per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso. Perché questa è l'ora di fare le riforme". "La coesione sociale è un patrimonio del Paese. Solo uniti sapremo superare la crisi e tornare a crescere".Poi alcune critiche: "Nonostante gli annunci, dagli stessi documenti ufficiali del governo (Ruef), non risulta alcun aumento degli investimenti pubblici nel 2009". "La montagna di crediti delle imprese verso le pubbliche amministrazioni è una patologia insopportabile. I ritardi nei pagamenti già gravissimi si sono allungati. Resto convinto che questa sia una vergogna e chiedo perciò quando e come saremo pagati", ha detto. E quanto al mondo che uscirà dalla crisi Marcegaglia definisce "un tragico errore pensare che la crisi apra una nuova epoca nella quale sia la politica ad affermare la sua supremazia [...] non devono vincere le forze che tendono sempre a statalizzare l'economia".
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: