martedì 23 aprile 2019
Sono diverse le indagini che raccontano una storia fatta di integrazione e dialogo, in un rapporto che non è più competitivo, ma collaborativo
Robot e lavoro, alleati o nemici?
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Intelligenza artificiale nemica dell’uomo sul posto di lavoro? Un’idea che sembra allontanarsi sempre più con l’avvento delle macchine nelle aziende italiane. Sono diverse le indagini che raccontano una storia fatta di integrazione e dialogo, in un rapporto che non è più competitivo, ma collaborativo. Tra le più recenti c’è il Primo Rapporto Aidp-Lablaw 2018, a cura di Doxa su Robot, Intelligenza artificiale e lavoro in Italia, da cui emerge una solida convinzione da parte dei manager italiani intervistati (89%) del fatto che robot e Intelligenza Artificiale non saranno in alcun modo sostitutivi del tutto del lavoro svolto dalle persone. Anzi, aiuteranno a creare ruoli, funzioni, e posizioni lavorative che prima non c’erano (77%) e stimoleranno lo sviluppo di nuove competenze e professionalità (77%). Da non sottovalutare, tra i vantaggi indicati, che attraverso questi strumenti sarà possibile aiutare le persone a lavorare meno e meglio (76%).

Ma nel concreto le aziende come favoriscono il rapporto tra dipendenti e i tanto temuti “robot”? La formazione diventa la chiave per aprire la porta su nuovi scenari destinati a trasformare il volto delle imprese. Il Gruppo Mare Engineering, società di consulenza e servizi di ingegneria per le aziende del comparto trasporti, 150 addetti per un fatturato di 15 milioni di euro e sedi in Italia, Brasile, Turchia, Cina, Slovacchia, investe da diversi anni in questa direzione e promuove formazione finalizzata per i propri dipendenti. La collaborazione tra uomo e macchina, per esempio, è alla base dell’offerta di Linup, la start up lanciata dal gruppo nel 2015, che da qualche mese ha integrato i suoi servizi con una suite dedicata al mondo della realtà virtuale da applicare anche alla formazione. Attraverso l’apposito visore, infatti, vengono riprodotti ambienti in realtà virtuale o aumentata per il training del personale. Un software che trova applicazione in ambiti che vanno dall’automotive alla digital health. Ma per il Gruppo Mare Engineering l’innovazione va ben oltre questo e diventa una vera e propria filosofia da diffondere anche alle aziende clienti, quella di un nuovo Umanesimo industriale che ha portato l’azienda a dotarsi di una figura professionale nuova con l’artista contemporaneo Francesco Cuomo, un innovativo e visionario modello di responsabile marketing e comunicazione 4.0, che esprimere attraverso i suoi disegni la nuova visione di impresa dove uomini e macchine lavorano fianco a fianco in un dialogo costruttivo.

L’intelligenza artificiale entra anche in sala operatoria. Cresce il mercato della robotica ospedaliera: secondo un recente rapporto di Markets and Markets entro il 2023 raggiungerà quota 16,74 miliardi di dollari, da un valore stimato di 6,46 miliardi di dollari attuali. In Italia, a Milano, chirurghi di tutto il mondo si alternano nel training center dedicato a Senhance, dispositivo medico-chirurgico per laparoscopia digitalmente assistita nato - e tuttora prodotto - in Italia, acquisito nel 2015 dalla statunitense Transenterix. È in Lombardia, infatti, l’unico centro europeo per la formazione dei medici internazionali. Dal 2016, anno in cui è stato inaugurato il centro, sono oltre 200 i chirurghi che hanno imparato a utilizzare questo particolare dispositivo che si caratterizza, tra le altre cose, per la capacità di restituire al medico una risposta tattile e per la tecnologia “eye tracking”, che permette al chirurgo di comandare la telecamera (3D-HD o 2D) con il solo movimento degli occhi. «Milano – commenta Wouter Donders, general manager Europe Transenterix – rappresenta un polo importante per tutte le nostre attività e, in poco tempo, si è affermata quale punto di riferimento internazionale per la formazione dedicata alla laparoscopia digitale. Senhance, sistema robotico made in Italy che beneficia anche della autorizzazione della Fda per la commercializzazione negli Usa, rappresenta un’importante innovazione in questo scenario».

Non può esistere, però, dialogo costruttivo tra uomo e macchina senza una adeguata cultura digitale. Secondo un’indagine targata Ipsos ed Ey sulla digital transformation, negli ultimi tre anni crescono gli investimenti in sicurezza informatica (45%) e applicazioni web e mobili (28%) da parte delle imprese italiane. Eppure il livello di digitalizzazione delle aziende è ancora basso, proprio a causa della carente cultura digitale. Per rispondere a questa esigenza l’agenzia per il lavoro Quanta ha dato vita al team di Quanta Tech dedicato alla digital transformation. «Ci occupiamo principalmente di ricerca di specialisti per inserimento di profili immediatamente operativi e del reclutamento e della formazione di giovani talenti con progetti di academy ad hoc su diverse tematiche: web design; sviluppo front end; user experience; machine learning», spiega Federico Campiotti, Quanta Tech Division Manager Ict.



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