mercoledì 1 aprile 2015
«In questo momento i profili più richiesti sono i responsabili di stabilimento e/ o linee di produzione con esperienze, possibilmente, acquisite all'estero» (nella foto Roberto Amodio, operation manager di Fairplace).
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"Per facilitare l'utilizzo del ricollocamento in Italia sarebbe necessario l' intervento della legislazione. Sarebbe necessario, infatti, prevedere l’obbligo, da parte delle aziende, di accantonare fondi propri, ovviamente esenti da tasse, da destinare a questo scopo in  caso di licenziamenti". Per Roberto Amodio, responsabile di Fairplace (specializzata nei servizi di ricollocazionepresente sul mercato da ben 19 anni), resta ancora molto da fare.Anche se la crisi degli ultimi anni ha accentuato il fenomeno dell’instabilità lavorativa, colpendo fasce di età e professionalità di ogni tipo, producendo nell’ultimo anno un aumento di circa il 10% di utilizzatori di questo servizio che consente di accompagnare i lavoratori rimasti a casa verso un’altra occupazione. Trovarsi improvvisamente fuori dal mercato del lavoro, senza i quotidiani riferimenti, procura un trauma che impedisce, spesso, di focalizzare le proprie competenze e superare le difficoltà che comporta la ricerca di un nuovo posto di lavoro. E proprio su questo intervengono le società di outplacement che, prendendosi a cuore le sorti del candidato, lo traghettano verso una nuova occupazione, rafforzandone le competenze e le qualità sia professionali sia personali. Questo servizio ancora poco conosciuto e diffuso in Italia è molto conosciuto e utilizzato con profitto all’estero. Col Jobs act, tuttavia, le politiche attive sembrano avviate. "Credo che i cambiamenti - spiega Amodio - se ci saranno, si evidenzieranno nel giro di quest’anno. Attualmente i riscontri che abbiamo circa tempi, modi e opportunità di ricollocamento sono analoghe all'anno appena terminato, senza grosse inversioni di tendenza".Fairplace, come ogni anno, ha tirato le somme del suo operato nel 2014 producendo dei dati che ci danno uno spaccato, seppur parziale, del settore della ricollocazione in Italia. Le rilevazioni statistiche di Fairplace ci rivelano che la popolazione dei candidati è così suddivisa: Profili dirigenziali 15%, Quadri 26%, Impiegati 41%, Operai 18%. L’età media dei candidati gestiti nel 2014 è di 45 anni per i dirigenti, 42 anni per i quadri, 51 per gli impiegati e 43 per gli operai. La popolazione maschile rappresenta il 69% dei candidati, di cui 19% sono impiegati in funzioni dirigenziali, il 24% quadri, il 43% impiegati e il 14% operai. La popolazione femminile (il rimanente 31%) è divisa in funzioni dirigenziali per il 5%, quadri 21%, impiegati 44%, operai 30%.La maggior parte dei candidati proviene dal comparto industriale (81,1%) rappresentato in maggioranza dal Chimico per un 44%, Meccanico 30%, Alimentari 11% e infine l’Elettronico 15%.I candidati che provengono dal settore dei servizi si distribuiscono su Servizi Generali 40%; Tcl/It 24%, Finanza 20%, Infrastrutture ed Energia 12%, Hr 4%. Risultano ricollocati l’81% dei dirigenti, l’86% dei quadri, l’80% degli impiegati e il 72% degli operai. I tempi medi di ricollocazione sono di 8,13 mesi per i dirigenti; 8,21 per i quadri; 8,22 per gli impiegati e 8,22 per gli operai. I dati non si discostano sostanzialmente dal 2013, ma la cosa che colpisce è l’allungamento dei tempi medi di ricollocazione che si sono alzati nel corso dell’ultimo anno passando da 6 a 8 mesi per gli operai e da 7,3 a 8,2 per gli impiegati."In questo momento - continua l'operation manager di Fairplace - i profili più richiesti sono i responsabili di stabilimento e/ o linee di produzione con esperienze, possibilmente, acquisite all'estero. Non esistono profili difficili da ricollocare in quanto sono tutti difficili o facili, molto dipende dalla persona che dobbiamo ricollocare. Tuttavia, in questo momento, verificando le opportunità che offre il mercato del lavoro, gli informatori scientifici del farmaco  incontrano grosse difficoltà.  Il demansionamento, sia economico sia sociale sia di stile di vita, è vissuto sempre con modalità tragiche. Proprio per questo servono consulenti di outplacement preparati e capaci che, prendendosi a cuore le sorti del candidato, lo traghettino verso una nuova occupazione, rafforzandone le competenze e le qualità sia professionali sia personali".
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