venerdì 2 febbraio 2024
Finora parroco di Santa Maria in Campitelli di Roma, succede a Salvatore Ligorio, che lascia per raggiunti limiti d’età
Il cardinale De Donatis pone la croce pettorale a padre Davide Carbonaro, arcivescovo eletto di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo

Il cardinale De Donatis pone la croce pettorale a padre Davide Carbonaro, arcivescovo eletto di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo - Agenzia Romano Siciliani

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Padre Davide Carbonaro, finora parroco di Santa Maria in Campitelli di Roma è il successore di monsignor Salvatore Ligorio alla guida dell’arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo. L’annuncio, in contemporanea con la Sala Stampa vaticana, è stato dato a Potenza dal vicario episcopale don Antonio Savone presente l’arcivescovo Salvatore Ligorio, e al Vicariato di Roma dal cardinale Angelo De Donatis. Un annuncio accolto da un applauso lungo nella Cattedrale di san Gerardo gremita come solo per le grandi occasioni o per le feste religiose importanti. Un annuncio, a dire il vero, anticipato da alcune indiscrezioni giornalistiche. E così il popolo di Dio presente nella cattedrale di San Gerardo, rappresentato in tutte le sue espressioni (sacerdoti, diaconi, religiose e religiosi, esponenti di Associazioni Gruppi e Movimenti, fedeli impegnati nei più diversi campi dell’evangelizzazione) è arrivato in qualche modo “preparato” all’appuntamento convocato dalla Curia.

L’arcivescovo eletto, padre Davide Carbonaro ha 57 anni - compiuti il primo gennaio -, siciliano di nascita (a Rolino in provincia di Siracusa, ma nella diocesi di Noto) e romano di adozione, ha ricoperto nella sua piccola congregazione (l’Ordine dei chierici regolari della Madre di Dio, Omd) diversi incarichi di vertice: rettore della comunità e del Collegio dell’Omd, rettore della casa san Giovani Leonardi (il fondatore dell’Ordine, a fine 1500), consigliere generale e segretario genarle dell’Omd.

Nel suo ministero sacerdotale nella diocesi di Roma è stato parroco, ma anche membro della commissione per il dialogo ecumenico, e assistente spirituale delle Acli. Ma il ruolo che ha destato l’interesse del popolo della diocesi potentina è quello di «responsabile di pastorale giovanile della diocesi di Roma per il settore Centro». La questione giovanile, lo ha ricordato anche monsignor Salvatore Ligorio (che lascia per raggiunti limiti d’età, avendo compiuto 75 anni nell’ottobre dello scorso anno) in un suo breve intervento, «è determinante per le sorti non solo della diocesi ma dell’intera Basilicata, regione afflitta da crollo demografico, spopolamento delle aree interne (che costituiscono la maggior parte del territorio) e da una emigrazione giovanile specializzata ( per lo più laureati) che priva la Basilicata del suo tesoro più prezioso».

Nel pomeriggio il saluto dell’arcivescovo eletto, padre Carbonaro ai fedeli della sua nuova arcidiocesi è arrivato attraverso un video postato su YouTube: «Chiedo la benedizione di tutto il popolo d i Dio della diocesi che il Papa ha voluto affidarmi - ha detto padre Carbonaro – perché possiamo fare una esperienza di vangelo insieme, incontrare il Signore Gesù e i fratelli insieme, per ricevere dal Signore tutti i doni che sono stati consegnati a me, come umile persona che verrà ad incontrarvi, e a tutto il popolo di Dio. Dobbiamo dialogare insieme e servire insieme l’unico Signore, l’unico Maestro e l’unico Vangelo».

E aggiunge ancora: «Camminerò in mezzo a voi come ospite e pellegrino di speranza, ascoltando quello che è nel vostro cuore e sostenendo gli sforzi generosi di solidarietà e fraternità che vincono le stanchezze, le disillusioni, la ricerca del proprio personale interesse. Insieme offriremo la ricetta del Vangelo che ci invita a fissare lo sguardo sulla nostra realtà ma anche sul mondo intero, assetato di riconciliazione e di pace»

Da parte sua l’arcivescovo uscente Ligorio ha detto tra l’altro , salutando l’assemblea, che ha sentito il successore al telefono, e lo sentirà ancora la settimana prossima per concordare un primo incontro, per una conoscenza diretta e uno scambio di opinioni sui passi futuri necessari. Tra essi l’ordinazione episcopale di padre Carbonaro e l’ingresso dell’arcivescovo eletto in arcidiocesi.




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