martedì 21 febbraio 2017
Con la Fiorentina ultima gara a San Siro dell’era Berlusconi Entro sette giorni attesi i 320 milioni per il il passaggio ufficiale del club nelle mani del gruppo Sino-Europe Sports
Silvio Berlusconi, patron del Milan dal 1986 con i magnati cinesi Han Li (a sinistra) e Yonghong Li

Silvio Berlusconi, patron del Milan dal 1986 con i magnati cinesi Han Li (a sinistra) e Yonghong Li

COMMENTA E CONDIVIDI

Era proprio come oggi, il 21 febbraio, ma del 1986, il giorno in cui si annunciava anche dalle colonne di questo giornale la nascita di un kolossal calcistico: le azioni dell’Associazione Calcio Milan, glorioso club in inarrestabile e pericolosa decadenza, passavano nelle mani di Silvio Berlusconi, il re del mattone e della Tv, “Sua Emittenza”, l’uomo dei sogni. Il grande avvenire, giusto per citare Vittorio Gassman, è dietro le spalle, ormai. La ricorrenza assume gli accordi di una sigla finale, il film è stato grandioso, ma il compleanno rossonero è l’ultimo, perché già tra sette giorni esatti, in una banca del Lussemburgo sono attesi i 320 milioni di euro che, una volta transitati sui conti Fininvest entro il termine della settimana, sanciranno il passaggio del glorioso club rossonero nelle mani di Sino-Europe Sports, il fondo formato per la raccolta e la gestione degli investitori cinesi che hanno deciso di puntare i loro capitali sul Milan.

Tutto, come si può notare, è riportato senza l’uso del condizionale, il modo in cui è stata scritta gran parte di questa storia che ha preso le mosse già dalla fine del 2014 e già passata da una finta degna di un Van Basten del controverso Bee Taechaubol, al secolo dei giornali e dei tifosi Mister Bee, alla stregua di un personaggio pressoché fumettistico quale - col senno di poi - è risultato essere. Poi, a partire dalla seconda metà del 2015, la lunga marcia di avvicinamento degli “altri” cinesi, ancora così indicati perché a tutt’oggi non è dato di sapere ufficialmente chi saranno i componenti della cordata che rileva le sorti del a Diavolo e con quale esatta partecipazione economica.

I nomi e i volti emersi all’epoca (lo scorso agosto) della comunicazione ufficiale da parte di Fininvest e di Silvio Berlusconi dell’avvenuto accordo per il passaggio di mano sono quelli di Li Yonghong e di Han Li, i due gestori fin dal principio di Sino-Europe Sports, gli uomini che si sono occupati di convogliare gli altri denari gran parte dei quali - e qui sì, meglio usare ancora il con- dizionale -, proverrebbero dal colosso Huarong, la più grande holding statale di assets del Grande Paese, un patrimonio da 120 miliardi di dollari e un utile di 2,5 nel 2016, specializzata proprio nel risanamento di imprese non più performanti a causa della situazione debitori: e il Milan, evidentemente, viene considerato un business che può ripartire a pieni giri in vista di una futura e remunerativa cessione. Ma la sfida dei conti, di pallone trattandosi, si può e si deve vincere passando per il campo: e oltre a quella prioritaria di conoscere i nuovi signori in rossonero, l’altra grande curiosità è quella di verificare quanta parte delle risorse verrà destinata al settore tecnico e dunque al rafforzamento di una squadra da tempo in crisi di astinenza di campioni e di obiettivi di altissimo livello.

Le gazzette cartacee e web ipotizzano già cifre destinate alla prossima finestra di mercato: 120 milioni, no, anzi, addirittura 150 nelle mani di Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo partito dalle categorie dilettantesche calabresi, passato dall’Inter e dai nerazzurri approdato al Milan dei Dragoni insieme a Marco Fassone, il nuovo ad, il nuovo Galliani che tuttavia non giocherà anche a fare il signore del mercato. Già, Adriano Galliani. Dietro la figura totemica di Silvio Berlusconi non può che esserci lui, così amato prima e così processato poi dagli spalti di San Siro e dalle mura di Arcore. A 72 anni e mezzo, il suo futuro non sembra essere solo una corposa buonuscita e una presenza trasversale da vecchio saggio: il «no» di Walter Veltroni alla candidatura alla presidenza della Lega Calcio gli spalanca ancora una volta la porta del cartello dei club di Serie A, assai bisognosi di esperienza, relazioni e capacità di mediazione alle porte di un delicato rinnovo dei diritti televisivi.

E il Patron Silvio? I cinesi gli hanno offerto un ruolo di presidenza onoraria, lui non ha ancora risposto, l’uomo non è fatto per rimanere in una teca, seppure dorata. E allora l’unico e ultimo orizzonte, a oggi, è quello del 3 e 4 marzo. Il timing prevede per il venerdì la conferma dell’avvenuto pagamento, le dimissioni dei due a.d. Barbara Berlusconi e Adriano Galliani, le firme e il primo incontro del nuovo Cda della società rossonera. Sabato 4 marzo, alla mattina (prima serata in Cina), una presentazione in grandissimo stile ad Arcore o nell’altra sede berlusconiana di Villa Gernetto e alla sera, a San Siro, la prima partita del Sino-Milan contro il Chievo davanti ai vecchi e nuovi protagonisti. In mezzo, salvo francamente improbabili e clamorosi colpi di scena, il tramonto a tinte rossonere dell’astro Berlusconi, sole che ha abbagliato, scottato e marchiato per sempre la pelle del Diavolo. E non solo.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: