martedì 28 maggio 2024
Sarà premiata a Venezia la compagnia australiana Back To Back Theatre fondata nel 1987 da artisti con disabilità cognitiva. Il direttore Bruce Gladwin e l'attore Scott Price: «La nostra è arte»
Il gruppo australiano Back To Back Theatre in una scena di "Food Court" che porteranno alla Biennale Teatro di Venezia

Il gruppo australiano Back To Back Theatre in una scena di "Food Court" che porteranno alla Biennale Teatro di Venezia - ©Jeff Busby 2021

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Per la prima volta in Italia, la pluripremiata compagnia australiana Back To Back Theatre. Fondata nel 1987 da un nucleo di artisti disabili, Back To Back Theatre da oltre trent’anni conquista le platee di tutto il mondo con opere che affrontano tematiche sociali, politiche e filosofiche mettendo in discussione la nostra idea di “normalità”. Ed è per questo che il Leone d’oro alla carriera della Biennale Teatro 2024 è stato attribuito dal Cda dell’istituzione veneziana, su proposta dei direttori del settore Teatro Stefano Ricci e Gianni Forte (ricci/forte), alla straordinaria carriera di questo gruppo capofila del rinnovamento teatrale in Australia e fra le più conosciute al mondo a fare della disabilità strumento di indagine artistica. Il Leone d’oro alla carriera verrà consegnato in chiusura di festival, domenica 30 giugno, a Ca’ Giustinian, sede della Biennale. Mentre la cerimonia di consegna del Leone d’argento al collettivo anglo-tedesco Gob Squad si terrà domenica 16 giugno.

Il tutto all’interno del 52mo Festival Internazionale del Teatro che si svolgerà a Venezia dal 15 al 30 giugno presentando, sotto il titolo “Niger et Albus”, un ricchissimo cartellone con 130 artisti, 55 appuntamenti, 16 prime, di cui 7 produzioni o coproduzioni della Biennale.

«Le nostre paure, le puritane tolleranze, la cecità morale vengono soffiate via dalle fiabe crudeli dei mondi perigliosi dei Back to Back Theatre, dove la diversità è portatrice di amplificazione di conoscenza, di inclusione, per curare le deformità di consapevolezza di noi apparenti abili» scrivono ricci/forte nella motivazione del Leone d’oro al gruppo australiano. «Sarà un’emozione di essere in Italia per la prima volta, mio nonno era di Trieste. Cerco di non essere troppo eccitato e mi aspetto di mangiare della buona pasta». Ha un sorriso irresistibile l’attore Scott Price, un ragazzone di 37 anni dalla barba rossa, che dal 2007 è fra i protagonisti di questa avventura partita da Geelong, centro dello stato australiano di Victoria: la compagnia Back to Back Theatre è infatti guidata da un ensemble di attori – oltre a Scott Price anche Simon Laherty e Sarah Mainwaring - che si identificano come disabili cognitivi o neurodivergenti e sono considerati fra i maggiori rappresentanti del teatro australiano, cui si aggiunge nel 1999 Bruce Gladwin come direttore artistico.

Poi Scott si fa serio e insieme al regista Bruce Gladwin racconta ad Avvenire quanto sia importante questo ennesimo riconoscimento, dopo aver vinto persino il “Nobel” del teatro, il prestigioso International Ibsen Award nel 2022. «Questo Leone d’oro è un così grande onore, ci fa sentire l’importanza del nostro lavoro e mi sento fortunato – ci dice questo fantastico attore affetto da autismo -. Io ho dovuto superare il bullismo e molte discriminazioni, nella società in generale e a scuola, ma mai nell’arte».

Ribadisce il direttore Bruce Gladwin: «Vedere premiata la nostra espressione d’arte in una città così importante per la cultura mondiale come Venezia è un sogno. L’Italia è un Paese che ha influenzato il mondo occidentale con arte, design, architettura ed anche me quando ero un giovane studente di arte». Back to Back Theatre per l’occasione presenta a Venezia Food Court, in scena al Teatro Piccolo Arsenale il 28 e 29 giugno, un lavoro a metà tra performance e concerto, con la collaborazione della jazz band The Necks. Su un palcoscenico spoglio assistiamo all’umiliazione di una donna e alla sua ribellione finale. Storia di bullismo e di rinascita, Food Court interroga il nostro sguardo in uno spettacolo sulla crudeltà umana reso ancora più efficace dalla straordinaria interpretazione di tre attrici con fragilità cognitiva: Sarah Mainwaring, Sarah Goninon, e Tamika Simpson. «Ci sono molti temi che abbiamo toccato nei nostri oltre trenta spettacoli a partire dal potere e dalla manifestazione del potere, come nel nostro lavoro su nazismo ed eugenetica Ganesh versus Theird Reich – spiega Gladwin- . A Venezia porteremo Food court, storia di violenza psicologica sulle donne. Un contenuto molto forte dallo stile onirico, ma con un finale di rinascita». «Questa tensione fra manipolazione del potere e responsabilità è la forte tematica dei nostri lavori» aggiunge Scott che, come gli altri attori (la compagnia è formata da 6 artisti) è anche autore di questi lavori straordinari.

Da quando Gladwin ha assunto la direzione artistica nel 1999, Back to Back ha creato alcuni dei più straordinari lavori teatrali (ed anche un film) che siano mai stati realizzati in Australia. Valorizzare il lavoro dei suoi artisti è fondamentale. «Fondamentalmente, è un luogo di lavoro», dice il regista. «È importante che i nostri attori siano pagati a condizioni superiori. Siamo membri della LPA Live Performance Australia . E ovviamente ci sono responsabilità che derivano dal lavorare con persone con neurodiversità e disabilità intellettive». Tutti gli artisti sono responsabilizzati come creatori: «I nostri attori sono anche autori, e sono accreditati come tali. Gli attori creano anche contenuti e idee. Ognuno degli attori lavora su specifici interessi, e poi li mettiamo insieme e cerchiamo una associazione di idee attraverso molte discussioni, confronti e improvvisazioni. Sono attori speciali e profondi, lavoriamo sulla personalità di ciascuno per questo ogni performance ha una sua radicale unicità. Il nostro è un esperimento di speranza sociale». Scott Price conferma l’importanza personale di questo lavoro. «E’ molto importante lavorare nella compagnia perché permette di ascoltare diverse voci, di avere diverse rappresentazioni della realtà e sono molto fortunato». Ogni spettacolo diventa una conversazione tra la compagnia e gli spettatori e ogni lavoro ispira così il successivo. «Come il nostro nuovo lavoro Multiple bad thinghs che parla della violenza domestica, del patriarcato, della pandemia, del riscaldamento globale, di uragani e catastrofi» spiega il direttore Gladwin.

Tutto è iniziato a metà anni 80, ci spiega il direttore artistico. «Sino ad allora molte persone con disabilità intellettuale erano tenute separate dalla comunità e rinchiuse in grandi istituti. Poi il governo cambiò politica e queste istituzioni vennero chiuse per legge. Molte persone sono state mandate in case di comunità e sono state spinte a fare attività e a lavorare. Un gruppo a Geelong, un musicista di jazz, un drammaturgo e un artista visivo, ha cominciato a fare workshop con queste persone e presto i Back To Bach Theatre si sono guadagnati una grande reputazione come gruppo di avanguardia. Tantoché - aggiunge il regista - la compagnia è supportata dall’Australian Cultural Fund, che è un fondo per la cultura non per la sanità, perché non si stratta di terapia, ma di riconoscere che questi artisti e attori hanno un istintivo modo di fare arte». Scott si occupa anche di tecnologia, videogiochi e podcast come content media creator, ma è il suo cuore è il teatro: «Per me è importante dare gioia e felicità allo spettatore».

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