sabato 2 settembre 2023
Quella nave era entrata nella sua vita come un dono fiabesco, di colpo, in un periodo di crisi, come accade, da giovani... Mentre oziava nella pigra e corrotta Casa del marinaio in un porto thailandese, dopo avere immotivatamente abbandonato l’attività di mare, vicecomandante di una nave, apprezzato. Senza una ragione plausibile, quasi una diserzione. In un porto d’Oriente, aveva lasciato all’improvviso quella nave d’Oriente, che trafficava su un mare azzurro cosparso di scogli. A un tratto lasciò tutto questo, in quel modo, scrive Joseph Conrad, autore e narratore in prima persona di La linea d’ombra, «con cui un uccello vola via da un ramo dove sta bene. Era uno di quei momenti. Era penetrato in me il malessere nuovo della tarda gioventù, e mi portava via. Via dalla nave». Poi all’improvviso, una lettera: gli offrono un comando. Corre alla Capitaneria. Alla vista di quella nave la paura svanisce, subito, come un brutto sogno. I suoi occhi incantati dalla bellezza dello scafo, scompare il senso d’inutilità della vita, dissolvendosi in un fiotto di gioia. Una nave di gran classe, una creatura armoniosa nelle linee del corpo e nell’altezza perfetta dell’alberatura. La contempla come un oggetto d’amore, una donna: è il suo Capitano, dopo la crisi di gioventù è nato un amore. © riproduzione riservata
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