Il Papa entra nell'Aula Clementina per i incontrare i membri del Circolo di San Pietro - Vatican Media
In vista dell'Anno Santo Roma «è piena di cantieri». Ma per papa Francesco «il ‘cantiere’ che non può mancare è quello della carità». Lo ha detto questa mattina, 24 giugno, ricevendo in udienza 400 membri del Circolo di San Pietro, sodalizio che da 155 anni si occupa dell'aiuto ai più poveri. «I pellegrini e i turisti che vengono a Roma - ha sottolineato il Pontefice - dovrebbero “respirare” l’aria della carità cristiana, che non è solo assistenza, è una cura della dignità, è vicinanza, è condivisione vissuta, senza pubblicità, senza riflettori. Con la vostra presenza, con la vostra vicinanza, compassione e tenerezza, anche voi preparate la città per il Giubileo, prendendovi cura non delle strade o delle infrastrutture, ma dei cuori e della carne dei poveri, che, come disse San Lorenzo, sono il tesoro della Chiesa».
Diverse le sottolineature contenute nel discorso papale. Ad esempio la raccomandazione di non perdere «la memoria delle radici» perché «sono fondamentali» e «senza radici non c’è vita, non c’è futuro». Ma, al contempo, il Papa esorta a non restare ancorati al passato. «State attenti a non “musealizzare” la vostra storia - ha esortato -, a non “sterilizzare” le radici! La memoria è organo del futuro, a patto che le radici rimangano vive e vegete. Per questo vi incoraggio a trasmettere il vostro patrimonio di valori e di esperienze ai giovani. Ci vogliono giovani che vadano avanti».