venerdì 5 giugno 2015
​Bocciata la proposta di un piano per altri 4,5 miliardi di euro. Intanto Atene rinvia i pagamenti a fine mese. Crolla la Borsa. Il Fmi: pessimo segnale.
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​Il premier greco Tsipras boccia nettamente la proposta dei creditori che chiedono alla Grecia misure ulteriori per 4,5 miliardi di euro nel 2015-2016 da attuare da luglio. Per Atene il piano non può essere la base per un accordo, perché include posizioni estreme e non è in linea con quanto discusso. Resta invece l'ottimismo su un'intesa dopo colloqui telefonici fra Tsipras, Merkel e Hollande, definiti costruttivi. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble potrebbe incontrare il collega greco Varoufakis martedì prossimo a Berlino. La richiesta, precisano dalla Germania, è arrivata da Atene. Ma dopo la decisione della Grecia di far slittare il pagamento all'Fmi i mercati mostrano nervosismo. Borsa di Atene ha chiuso con un secco 5% in meno, ripercussioni anche sulle altre Borse europee. La Grecia "ha informato il Fondo che intende accorpare i quattro pagamenti di giugno in un unico esborso, che scade il 30 giugno" comunica il Fmi, spiegando che si tratta di un'opzione consentita per "venire incontro alle difficoltà amministrative di effettuare pagamenti multipli in poco tempo". Atene avrebbe dovuto pagare oggi una rata di oltre 300 milioni e si è impegnata a pagarne quattro entro fine mese. Intanto dall'Ue sottolineano che la decisione di raggruppare i pagamenti è in linea con le regole del Fmi. Aspro il commento di Schaeuble: "Decisione inusuale, è successo solo negli anni '70 con lo Zambia". Ne ho le scatole piene". Ha perso la pazienza con la Grecia il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, che ieri si è sfogato durante a un talkshow tedesco. Schulz ha anche chiarito che se Atene esce dall'euro esce anche dall'Ue. E ha aggiunto di ritenere "doveroso" da parte del governo di Alexis Tsipras accettare la proposta di aiuto. Dura presa di posizione anche dallo stesso Fmi. La decisione della Grecia di rinviare il pagamento "un brutto segno" sia per i negoziati con le istituzioni sia per i mercati. La scelta di Atene, affermano fonti vicine al Fmi, "aggiunge tensione" anziché facilitare una soluzione e contribuisce ad "alimentare i dubbi" dei creditori. Intanto il presidente russo Vladimir Putin e il premier greco Alexis Tsipras hanno discusso in una conversazione telefonica della "prevista costruzione" del gasdotto Turkish Stream "attraverso il territorio della Turchia e della Grecia". Lo riferisce il Cremlino in una nota. Il nuovo gasdotto russo-turco è stato annunciato da Mosca dopo la cancellazione del progetto South Stream, che avrebbe dovuto portare il metano russo in Europa attraverso il Mar Nero bypassando l'Ucraina.
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