martedì 5 gennaio 2016
A sostenerlo è il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo, grazie ai dati messi a disposizione dall’Istat e da Prometeia.  Il tasso di disoccupazione è destinato a scendere al 5,9%: si va dal 4,3% di Bolzano al 5,7% nel Veneto e al 5,8% di Trento (nella foto artigiani al lavoro in una vetreria di Murano).
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"Grazie al deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, ai prezzi dei prodotti petroliferi in caduta libera e ai tassi di interesse prossimi allo zero, si va consolidando la ripresa economica sia nel Veneto sia nel Nordest, anche se speravamo in una crescita economica più vigorosa che, comunque, sarà superiore  al dato medio nazionale".A sostenerlo è il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo che, grazie ai dati messi a disposizione dall’Istat e da Prometeia, ha commentato le previsioni di crescita  per l’anno appena iniziato rispetto ai principali indicatori economici  del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano."Quest’anno la crescita del Pil del Nordest dovrebbe attestarsi attorno all’1,3% – prosegue Zabeo -   0,4 punti in più rispetto al 2015. Se negli anni scorsi è stato l’export a segnare un trend sorprendentemente positivo, quest’anno si aggiungono buone notizie dal mercato del lavoro. Sia in Veneto sia in Friuli Venezia Giulia il tasso di disoccupazione medio annuo dovrebbe scendere di quasi un punto, attestandosi rispettivamente al 5,7  e al 7,8%.  A seguito della ripresa dei consumi interni, degli investimenti e al buon andamento del settore manifatturiero – in particolar modo dei macchinari, dell’occhialeria, della gomma/plastica e dell’alimentare nel Veneto e del settore del legno/mobile e dei metalli in Friuli – la crisi sembra essere solo un brutto ricordo, anche se molti problemi rimangono ancora sul tappeto. La situazione del credito, i tempi di pagamento, il peso delle tasse e l’eccessiva burocrazia continuano ad ostacolare il lavoro di chi fa impresa".  La Cgia, inoltre, prende posizione anche sulla difficile situazione che stanno vivendo le banche popolari venete. Il segretario Renato Mason dichiara: "Le forti accelerazioni normative imposte in questi ultimi anni sia dalla Bce sia dalla politica nazionale rischiano di non consentire al nostro sistema bancario di metabolizzare questi cambiamenti. La decisione di trasformare le popolari in Spa e successivamente di quotarle in borsa richiederebbe più tempo. In una fase in cui l’economia e anche i mercati finanziari non tirano, queste decisioni andrebbero calibrate meglio, altrimenti rischiamo di snaturare un sistema che, nonostante i problemi emersi in questi ultimi mesi,   rimane centrale per la crescita economica della nostra regione". Ancorché prudenziali, di seguito vengono illustrati i trend di alcuni indicatori economici relativi al Nordest.Per quanto concerne il Pil, il tasso di crescita dovrebbe attestarsi attorno all’1,3%: dopo gli 8,6 punti percentuali persi dall’inizio della crisi fino al 2014, nel 2016 si rafforza  così l’inversione di tendenza iniziata l’anno scorso (+0,9% rispetto al 2014). Se in Veneto e in Friuli l’incremento di quest’anno dovrebbe essere dell’1,3%, in Trentino Alto Adige dovrebbe toccare l’1,1%. La crescita del Pil nazionale, invece,  potrebbe fermarsi all’1,2%. I consumi delle famiglie sono destinati a crescere dell’ 1,4%. Se a Trento e Bolzano l’incremento sarà più robusto (1,4%), nel Veneto e in Friuli Venezia Giulia la variazione dovrebbe  attestarsi all’ 1,3%.  Anche in questo caso il dato medio del Triveneto sarà superiore a quello nazionale (+1,2%).Gli  investimenti tornano a risalire. Dopo aver perso 23,5 punti percentuali dall’inizio della crisi al 2013 (dati Istat) e altri tre punti percentuali nel 2014 (stime), nel 2016 la variazione di crescita sarà del 3,1%, un dato migliore rispetto alla prima inversione di tendenza registrata nel 2015 (+1,3%). Se in Trentino Alto Adige sarà del 3,5%, in Veneto raggiungeremo il 3% e in Friuli Venezia Giulia il 2,9%. In Italia questo indicatore crescerà meno (2,4%).La variabile che ha superato da tempo la fase più critica è l’export: dopo il + 3,3% del 2014 e il  +6,9% del 2015 - con una punta del 7,3% in Friuli, del 7,2% a Bolzano e del 7% nel Veneto – nel 2016 le vendite all’estero dovrebbero subire una leggera frenata.  A seguito delle situazioni di crisi presenti in molte parti del mondo, la crescita potrebbe attestarsi al di sotto del 4%, con una punta del 5,7% nella Provincia Autonoma di Trento.Il tasso di disoccupazione dovrebbe riservarci delle sorprese positive.  Se a Nordest il tasso di disoccupazione è destinato a scendere al 5,9%, a Bolzano si attesterà al 4,3% (4,8 nel 2015), nel Veneto al 5,7% (6,5 l’anno scorso) e a Trento al 5,8% (0,7 punti percentuali in meno rispetto al 2015). In termini assoluti coloro che quest’anno si troveranno senza lavoro scenderanno a  quota 194.500. Se a Bolzano i senza lavoro saranno 11.300, a Trento ne conteremo 14.500, mentre in Friuli Venezia Giulia i disoccupati saranno 42.200. In Veneto, infine, le persone in cerca di lavoro scenderanno a quota 126.500, contro le 144.600 contate l’anno scorso.
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