sabato 22 giugno 2024
L'intervista al nuovo pastore della Chiesa di Firenze alla vigilia della sua ordinazione episcopale e del suo ingresso per la solennità di san Giovanni. Il ricordo degli 11 anni in Ciad da missionario
Il nuovo arcivescovo Gambelli: costruiamo insieme una società più giusta
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«Vogliamo camminare insieme per costruire una società più giusta e fraterna». È l’invito che giunge dal nuovo arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli, alla vigilia della sua ordinazione episcopale e del suo inizio di ministero nella Chiesa fiorentina che avverrà lunedì 24 giugno, solennità di san Giovanni, patrono di Firenze. «È provvidenziale il fatto che la festa patronale e la mia ordinazione coincidano. Celebrare la festa di san Giovanni, che significa “Dio fa grazia”, è un dono per la nostra Chiesa», spiega Gambelli nell’intervista diffusa dall’ufficio stampa dell’arcidiocesi di Firenze.


Nato a Viareggio, 55 anni che compie domenica 23 giugno, ordinato presbitero nel 1996, è il prete delle periferie: dall’Africa al carcere. Quando è stato nominato da papa Francesco alla guida dell’arcidiocesi di Firenze, era parroco della chiesa della Madonna della Tosse, cappellano dell’istituto penitenziario di Sollicciano e vice-direttore spirituale del Seminario dal 2023, anno in cui era rientrato a Firenze dopo undici anni trascorsi come missionario in Ciad.


Nell’intervista il nuovo pastore racconta: «Quando uno dei vescovi del Ciad ha saputo della nomina, ha detto: “L’abbiamo formato bene”. È anche grazie a loro, all’esperienza in Africa, che sono cresciuto nella fede». Con Gambelli torna a sedersi sulla cattedra dei santi Zanobi e Antonino un arcivescovo espressione del clero del capoluogo toscano: l’ultimo era stato Silvano Piovanelli che aveva guidato l’arcidiocesi dal 1983 al 2001.


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