giovedì 3 dicembre 2009
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Che in libreria il tema religioso «tiri», in questi anni più che nel passato più o meno recente, non è una grande scoperta di marketing. Anche solo una semplice e regolare occhiata al servizio di classifiche librarie «Arianna» permette di rendersene conto. Per dire, nell’ultima settimana censita, quella dal 16 al 22 novembre, fra i 20 titoli più venduti ne figurano almeno 5 che si possono definire di taglio religioso o spirituale-esoterico: Emmaus di Alessandro Baricco (Feltrinelli), La mano di Fatima di Ildefonso Falcones (Longanesi), L’oroscopo 2010 di Paolo Fox (Cairo), Tu scendi dalle stelle. Lettera di Natale ai bambini del cardinale Dionigi Tettamanzi (Centro Ambrosiano), A un passo dal baratro. Perché Medjugorje ha cambiato la mia vita, di Paolo Brosio (Piemme). A cui si può aggiungere l’ultimo libro da cassetta di Dan Brown sulla massoneria, Il simbolo perduto (Mondadori), primo in classifica. Proprio Brown verrà martedì a presentare a Milano la sua fatica, con un’aura da stella mondiale della narrativa che – com’è noto – gli deriva  da un thriller a sfondo religioso come Il Codice da Vinci. Più difficile, invece, è avere una visione chiara, in numeri e grafici, di questa tendenza che riguarda anche e soprattutto un comparto più sfuggente di altri, quello dell’editoria cattolica. Un tentativo di fotografare e analizzare la situazione è stato fatto recentemente dall’Uelci – l’associazione che riunisce appunto editrici cattoliche – con un’interessante indagine di mercato commissionata all’ufficio studi dell’Associazione Editori Italiani e curata da Giovanni Peresson. Uno studio con diverse conferme e qualche sorpresa, che verrà presentato da Paola Bignardi nel corso del grande convegno su «Dio oggi» che si terrà a Roma dal 10 al 12 dicembre. Innanzitutto è confermata la crescita di lettori di libri religiosi: se all’inizio del decennio erano 2 milioni e 650mila (l’11,5% di chi si dichiarava lettore nel tempo libero), sette anni dopo risultavano 3 milioni e 15mila (il 12,5% dei lettori di almeno un libro nei 12 mesi precedenti). Un incremento del 13,8%, superiore alla crescita media della lettura fra la popolazione italiana nello stesso periodo (+4,7%). E se i dati disponibili si fermano al 2007, gli indicatori più recenti confermerebbero la tendenza per il 2008 e il 2009. Lo studio ipotizza poi una crescita della domanda ancora più alta, considerando la dimensione religiosa presente in tanti libri di saggistica che affrontano  i temi più disparati. I dati lasciano intravedere anche un cambiamento significativo nella tipologia dei lettori.  L’interesse per il libro di argomento religioso cresce in tutte le fasce giovanili della popolazione: dal 6,4% al 7,3% tra i 20-24enni; dal 13,4% al 15,0% tra i 45-54enni. Oggi il 49,6% dei lettori ha cioè tra 25 e 54 anni: un pubblico anagraficamente attivo e "reattivo", che tende a informarsi sulla realtà, nel pieno dell’attività lavorativa e professionale, quindi con un potere di acquisto che normalmente gli permette di affrontare spese voluttuarie e tra queste le culturali. Per quanto riguarda invece la quantità dell’offerta: nel 2008 sono stati pubblicati dalle editrici italiane 4125 titoli religiosi con 9,7 milioni di copie, il 14,8% del distribuito totale. Nel 2000 erano il 6,8% di tutti i titoli di "varia", oggi sfiorano l’8%. Di questi titoli gli editori cattolici ne hanno pubblicati 2.717, il 66% del totale, con un catalogo estremamente diversificato: volumi di catechesi (8,3%), devozionali (9,1%), libri per bambini (2,7%), scolastici (10,2%) e un 55,7% in cui confluiscono argomenti come il dialogo interreligioso, la bioetica, le scienze bibliche, l’arte sacra, la storia della Chiesa, eccetera. Altri numeri: nel 2008 erano 483 le case editrici che avevano in catalogo almeno un titolo di argomento religioso. Di queste, 209 erano laiche e 274 religiose in senso stretto. Delle religiose 242 sono cattoliche e 32 sono riconducibili a religioni orientali, al mondo evangelico, islamico o ebraico. L’editoria cattolica ha insomma un peso di tutto rispetto: esprime il 9% degli addetti di tutta l’editoria italiana (in lieve controtendenza rispetto ai dati sull’occupazione del settore, ma con segnali di flessione tra 2008 e il 2009) e rappresenta una fetta di mercato che vale, a prezzo di copertina, 235 milioni di euro, il 9,5% del totale. Si tratta di una realtà importante, un caso abbastanza unico in Europa, e che anche per questo merita una considerazione e una "cura" speciali. Soprattutto in considerazione del fatto che, come dice qualcuno, la tenuta o la crescita di tanti numeri è derivata più dal vento in poppa della tematica religiosa in generale che dai frutti di un ammodernamento di strutture e strategie proprie. Di fronte a un mercato editoriale che spinto dalle nuove tecnologie va incontro a una trasformazione radicale, com’è emerso anche dall’ultima Fiera internazionale del libro a Francoforte, sarà vitale non farsi trovare spiazzati.
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