venerdì 24 marzo 2017
Violata l’ordinanza del sindaco (entrata a vigore l’estate scorsa). La Caritas: emergenza prevista, non lo accettiamo
Tre volontari denunciati. «Hanno somministrato cibo ai migranti»
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Non c’è pace, per Ventimiglia. Non basta la chiusura temporanea del Parco Roja – l’area attrezzata per l’accoglienza dei migranti che aspettano di varcare il confine verso la Francia –, dove da fine gennaio non si registrano nuovi ingressi causa lavori. Ora, per chi offre da mangiare a quelli che dalla struttura rimangono fuori (e sono tanti) scattano anche le denunce. È successo lo scorso 20 marzo a tre cittadini francesi, “sorpresi” a distribuire cibo ad alcuni profughi per strada: «C’è un’ordinanza del sindaco che lo impedisce» è stato loro spiegato da una pattuglia della polizia locale (soltanto in italiano però, tanto che per protesta uno dei tre volontari s’è rifiutato di firmare il verbale). L’ordinanza in questione è quella emessa lo scorso agosto, quando i migranti erano accampati sugli scogli del paese e la questione del cibo, viste le temperature e la posizione, qualche problema dal punto di vista igienico-sanitario poteva crearlo. Risultato: i tre, ora, sono i primi ad essere ufficialmente «indagati per aver somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti».

«Quando sono iniziati i lavori al Parco Roja abbiamo immediatamente fatto presente alle autorità che i migranti lasciati fuori si sarebbero trovati senza alcun servizio», spiega il direttore della Caritas diocesana Maurizio Marmo. Da fine gennaio la mensa presso la chiesa di Sant’Antonio ha ripreso a coprire numeri record (dai 60 ai 110 migranti accolti e nutriti ogni giorno) e la sera ad aiutare, dove la Caritas non arriva, pensano i volontari delle associazioni francesi, con le macchine colme di cibi confezionati e bibite. «Proprio per questa situazione di emergenza, che avevamo largamente previsto, abbiamo anche chiesto due mesi fa ormai una deroga all’ordinanza del sindaco – continua Marmo –. Ma nessuno ci ha mai risposto. Ora queste denunce, su cui non possiamo e non potremo mai essere d’accordo».

«Siamo di fronte al capovolgimento di ogni logica. Utilizzare il diritto per colpire e punire episodi di solidarietà non può avere e trovare alcuna giustificazione» è il commento di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, l’associazione che ha denunciato l’episodio dei tre francesi denunciati. Lancia un allarme invece Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, secondo cui i provvedimenti amministrativi e giudiziari che colpiscono «chi si assume la responsabilità di colmare le gravi lacune lasciate dalle istituzioni» si stanno moltiplicando.

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