mercoledì 14 dicembre 2022
Eva Kaili, destituita da vicepresidente, si dichiara innocente. I soldi ritrovati superano il milione e mezzo di euro
Le mazzette di banconote di vario taglio sequestrate nell'abitazione di Eva Kaili

Le mazzette di banconote di vario taglio sequestrate nell'abitazione di Eva Kaili - .

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Un milione e mezzo di euro in mucchi di banconote in tagli piccoli, 50, 20, 10, addirittura cinque euro (pochi i tagli da 100 e 200 euro). La foto campeggiava ieri sulla prima pagina del quotidiano Le Soir, si parla dei soldi rinvenuti a casa dei due principali indiziati dello scandalo che sta sconvolgendo le istituzioni europee, messe a dura prova: l’ex eurodeputato del Pd, poi passato ad Articolo 1, Antonio Panzeri (si parla di 600mila euro) e l’ormai ex vicepresidente del Parlamento Europeo, la greca Eva Kaili (oltre a circa 100mila euro sempre in contanti trovati in una valigia del padre della donna, brevemente arrestato e poi rilasciato), che convive con il compagno, anche lui in stato di fermo, Francesco Giorgi, ex assistente parlamentare di Panzeri e attualmente dell’eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino (non indagato). E nella casa di Giorgi ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, sono stati sequestrati altri 20mila euro in contanti.

Kaili, intanto, respinge le accuse. La donna, ha detto il suo avvocato Michalis Dimitrakopoulos sul canale Tv greco Open TV, «si dichiara innocente ed estranea alle tangenti dal Qatar». Contro la greca ieri è arrivato come previsto il voto quasi unanime del Parlamento Europeo per la rimozione dall’incarico da vicepresidente. Un voto che ha visto solo un no, del croato Mislav Kolakusic, tra i non iscritti, e due astenuti (un olandese e un tedesco).

La cifra dei contanti trovati, in costante crescita, dà la misura dello scandalo, che sembra allargarsi di ora in ora. Secondo i media belgi, nei primi interrogatori effettuati dall’Ufficio centrale per la repressione della corruzione, almeno uno dei quattro arrestati ha cominciato a parlare con gli inquirenti. Si tratterebbe di Giorgi, che avrebbe parlato a lungo con gli investigatori.

E, secondo il quotidiano belga L’Echo, le deposizioni dell’indagato stanno aggravando la posizione di Marc Tarabella, l’eurodeputato socialista belga di origini italiane, finora non in stato di fermo e di cui era stata già perquisita l’abitazione. «Non ho assolutamente niente da nascondere», ha dichiarato lo stesso Tarabella al giornale. L’eurodeputato, comunque, è stato ieri sospeso sia dal gruppo all’Europarlamento cui appartiene, i Socialisti & Democratici (che intanto si è costituito come parte lesa nella vicenda), sia dal partito socialista belga di cui è esponente. Non basta.

Gli inquirenti belgi hanno sigillato altri dieci uffici parlamentari, a quanto si apprende appartenenti a membri della commissione Libertà civili, quella che aveva approvato il testo che in sostanza approvava la proposta della Commissione Europea di concedere all’Emirato la liberalizzazione dei visti.

I colpi di scena, del resto, si susseguono: ieri il presidente del gruppo parlamentare di amicizia Ue-Qatar, l’eurodeputato spagnolo José Ramon Bauza, del partito Ciudadanos (membro dei liberali di Renew), ha annunciato la sospensione dell’intero gruppo, di cui fanno parte tredici eurodeputati delle varie formazioni politiche, «alla luce dei gravissimi avvenimenti degli ultimi giorni, e in attesa che si vada a fondo della questione». «Ho difeso al Parlamento Europeo i progressi del Qatar che sono una buona notizia per il Medio Oriente. Ci ho creduto e ci credo», ha affermato Bauza su Twitter. «Non ho mai ricevuto, e tantomeno offerto – ha aggiunto - un solo euro per difendere alcunché».

Anche la Commissione Europea è sotto pressione, mentre l’Eurocamera si è ritrovata ieri a discutere in un’aula semivuota. Iin particolare il vicepresidente Margaritis Schinas, responsabile della proposta di liberalizzazione dei visti, con un elogio dell’Emirato e un viaggio in Qatar per l’inaugurazione dei mondiali. «C’ero – ha dichiarato - come rappresentante della Commissione», del resto come regalo ha ricevuto «giusto un pallone, dei cioccolatini e qualche gadget».

Quanto alle dichiarazioni sull’Emirato, «sono al 100% in linea con le politiche della Commissione». Schinas ha comunque ribadito che la Commissione istituirà un «corpo etico indipendente» per vigilare sull’integrità delle istituzioni Ue.

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