
L’Inter, unica italiana sopravvissuta in Champions, gira il sequel monicelliano de Il sorpasso. Lautaro Martinez batte il Genoa e scavalca il Napoli che sviene a Como, come quarant’anni fa fece lo scugnizzo azzurro Francesco Palo dopo aver segnato il suo primo gol in Serie A. Ho detto Lautaro batte il Genoa perché questo 26° turno è stato all’insegna dell’individualismo più spietato. L’argentino dell’Inter con un’inzuccata regala i tre punti all’Inter e poi si arrampica sulla cancellata fino a sfiorare i tifosi della gradinata di San Siro per ribadire come un Abatantuono nerazzurro: “Qui sono io lo re”. Individualismo vincente, rispetto a quello in ribasso di Antonio Conte che dopo Como avverte il vento più forte che spira dal Nord: dalla vetta, con l’Inter a +1 e appena dietro l’arrembante Atalanta che cala la cinquina a Empoli e sale a -2 dal Napoli. Il Napoli che sabato prossimo, ore 18, al Maradona si gioca una fetta grossa di tricolore contro l’Inter dell’egobomber Lautaro. Individualismo letale anche sull’altra sponda del Naviglio dove Sergio Conceiçao è già diventato “l’ex mago” del Milan. I rossoneri crollano anche a Torino contro i granata di Paolo Vanoli che potrebbe essere l’uomo giusto anche per una eventuale rifondazione milanista, ma l’egoIbra è in grado di suggerirlo all’ectoplamastica dirigenza? Siccome il calcio è sempre più in mano ai faccendieri distratti siamo pronti a scommettere che l’attaccante italiano uomo-mercato della prossima stagione sarà Lorenzo Lucca. Per niente magnifico il Lorenzo, cecchino spietatissimo dell’Udinese che contro il Lecce si è appropriato indebitamente del calcio di rigore che, per indicazione di mister Runjaic, spettava al suo capitano, il francese Thauvin. Rispettare le regole come dicono in Francia c’est plus facile, ma Lucca, assetato di gloria, ha strappato di mano il pallone ai suoi compagni, allibiti e indignati, e realizzato il gol-vittoria, ma soprattutto il suo 10° centro. Record personale, voluto a tutti i costi in primis, udite bene, perché gli consente di vincere anche contro gli amici con la sua squadra di Fantacalcio in cui confessa “mi sono comprato e mi metto sempre titolare”. Capito, pur di strappare una vittoria al Fantacalcio Lucca si è messo contro tutta l’Udinese, ha realizzato quel rigore esultando da solo senza nessun compagno che andasse ad abbracciarlo, per il semplice motivo che aveva violato il codice interno della squadra. Per scusarsi, su Instagram, il lavatoio pubblico dei panni sporchi del pallone, Lucca ha preso in prestito un verso della canzone di Lucio Corsi: “Volevo essere un duro, però da solo non sono nessuno”. Lucca ha aggiunto quel “da solo” al testo originale di Lucio Corsi, e speriamo sia stato sincero e che il messaggio funzioni da monito per tutti gli individualisti del calcio, dato che esiste una regola non scritta che da oltre un secolo recita: le partite si vincono e si perdono in 11.
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