Il voto in Spagna deciderà il futuro della sinistra. «E non solo in Spagna»

Il politologo Oriol Bartomeus: «Il governo di Pedro Sánchez è uno degli ultimi socialdemocratici del continente: se perderà, gli effetti saranno su tutta l'Unione». I popolari e Vox in vantaggio «ma la partita è aperta». La sinistra prova a ridurre le frammentazioni interne. A destra si fa leva su immigrazione, scandali e meno autonomie regionali
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October 6, 2026
Uomo applaude in aula parlamentare
Pedro Sánchez / Reuters
«La destra è in vantaggio nei sondaggi, ma credo che la partita sia tutta da giocare. La campagna elettorale può riservare sorprese, lo abbiamo già visto nel 2023». Il professor Oriol Bartomeus è politologo all’Università Autonoma di Barcellona. Aiuta qui ad analizzare il contesto politico attorno alle elezioni che potrebbero cambiare il volto della Spagna.
Professore, Pedro Sánchez ha convocato elezioni anticipate ma il Partito socialista è in netto svantaggio. Quali condizioni potrebbero consentire alla sinistra di confermarsi alla guida del governo? 
Innanzitutto dovrebbe verificarsi una spostamento dell’elettorato di centro verso sinistra, un movimento che in questo momento non sta avvenendo. La campagna elettorale di Sánchez dovrebbe puntare sia a questo che a mobilitare tutto il suo elettorato. È poi fondamentale riorganizzare lo spazio politico più a sinistra dei socialisti, ora frammentato in tanti partiti diversi. Il nostro sistema elettorale penalizza molto le divisioni.
Parliamo di partiti come Sumar, che progetta di unirsi a Izquierda Unida e altri in una formazione più ampia, e Podemos, che è ancora indeciso. 
Sì, queste consultazioni obbligano la sinistra a compiere, molto rapidamente, uno sforzo e a prendere posizione: unirsi o rimanere divisi con il rischio di essere penalizzati.
E poi ci sono i partiti indipendentisti o legati a forti identità regionali. Quale sarà la loro importanza? 
Dobbiamo guardare all’aritmetica parlamentare. Questi partiti periferici hanno molta importanza e, soprattutto in luoghi come la Catalogna o i Paesi Baschi, hanno un elettorato molto radicato e forte. Ottengono sempre una loro rappresentanza al Congresso e molte volte è decisiva per formare le maggioranze, come accaduto nel 2023. Apparentemente i principali fanno parte della maggioranza progressista. L’unico che si è spostato è Junts, il partito che ha contribuito alla fine della legislatura, ponendosi contro i decreti per la casa e votando con Pp e Vox. Probabilmente puntava proprio ad andare al voto. E io credo che pagherà questa scelta.
Immigrazione – dopo la crisi di Ceuta – e diritto alla casa sono stati temi centrali nel dibattito pubblico recente. Quanto peseranno sul voto? 
Credo che la sfida tra Pp e Psoe sarà proprio sull’imposizione dei temi considerati cruciali: chi riuscirà a dettare l’agenda avrà un notevole vantaggio. Sánchez vuole puntare a una logica che chiameremmo di destra contro sinistra: porrà al centro il tema della casa, ma anche questioni come la tutela dei lavoratori e il contrasto alla disoccupazione. La destra vorrebbe invece che il voto si concentrasse sull’immigrazione, sulla terribile corruzione che coinvolge Sánchez e il suo entourage e, ancora una volta, sulla questione catalana e territoriale.
La Spagna viene considerata uno degli ultimi baluardi progressisti in Europa. Come cambieranno gli equilibri europei, se la sinistra perderà?  
La questione è centrale. Le elezioni spagnole riguarderanno molto anche l’Europa perché contribuiranno a determinare l’orientamento politico futuro del blocco comunitario. L’ipotesi di una sostituzione del governo Sánchez con uno di destra farebbe uscire dallo scenario quello che è forse l’ultimo rappresentante dei governi socialdemocratici europei (a parte la Danimarca). Questo rafforzerebbe una tendenza già presente: la sostituzione alla guida dell’Unione della tradizionale alleanza tra cristianodemocratici, socialdemocratici e liberali con una nuova alleanza tra le destre tradizionali e i nuovi partiti delle destre radicali. I nuovi equilibri si chiariranno anche alla luce di altre due elezioni: in Italia e in Francia.
In caso di vittoria della coalizione di destra, pensa che Vox porterà il Partido Popular su posizioni più radicali? 
Sì, potrebbe accadere sulle questioni territoriali in Spagna cioè sulle comunità autonome e su questioni come la rappresentanza delle lingue ufficiali in Parlamento. Si porrebbe definitivamente fine al tentativo di rendere il catalano, il basco e il galiziano lingue ufficiali in Europa. E ovviamente la politica socio-economica diverrebbe molto più liberale e di destra.

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