mercoledì 26 febbraio 2025
Il funerale trasmesso in streaming video. Lo strazio di papà Yarden, le accuse di zia Ofri. Il presidente Herzog: «Chiediamo perdono». Stasera il rilascio di 4 corpi in cambio dei 602 detenuti
Una foto gigante di Shiri Bibas con il piccolo Kfir innalzata da una ragazza che segue le esequie sul maxischermo in Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv

Una foto gigante di Shiri Bibas con il piccolo Kfir innalzata da una ragazza che segue le esequie sul maxischermo in Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv - Fotogramma

COMMENTA E CONDIVIDI

«Avrebbero potuto salvarvi, ma hanno preferito la vendetta. Abbiamo perso. La nostra idea di “vittoria” non si realizzerà mai. La nostra lotta contro i nemici sarà eterna, ma dobbiamo sempre santificare la vita, l’amore per i nostri simili, il rispetto per i morti e non lasciare mai indietro nessuno. Altrimenti, perdiamo ciò che siamo». È un duro atto d’accusa nei confronti del premier Benjamin Netanyahu il discorso di Ofri Bibas, sorella di papà Yarden, al funerale dei nipotini Kfir, 9 mesi, e Ariel, 4 anni, e della loro mamma Shiri, 32, uccisi a Gaza nel novembre del 2023 e i cui corpi sono stati restituiti a Israele la settimana scorsa. Su Facebook, zia Ofri si è rivolta al premier con un perentorio «sta’ zitto», accusandolo di continuare a divulgare dettagli sull’uccisione sui quali la famiglia aveva chiesto il silenzio. Sempre su Facebook, il presidente Isaac Herzog ha chiesto perdono «a nome dello Stato per non aver protetto i vostri cari». Il perdono, ha detto zia Ofri, «non ha senso prima che i fallimenti siano indagati e tutti i dirigenti si assumano la responsabilità». Il riferimento è alla creazione di quella commissione d’inchiesta sul 7 Ottobre che Netanyahu continua a rinviare.

Stamani migliaia di persone hanno reso omaggio al passaggio del corteo funebre, partito da Rihon Letzion, a sud di Tel Aviv, in direzione del cimitero di Tsoher vicino al confine con la Striscia di Gaza. La cerimonia, in forma privata ma trasmessa in streaming video per volontà della famiglia, si è tenuta nel kibbuz di Nir Oz vicino alla casa dove i Bibas abitavano e dalla quale furono rapiti all’alba di quel Sabato Nero, quando Yarden fu separato con la violenza dalla moglie e dai figli. In uno straziante elogio funebre, l’ex ostaggio (uscito da Gaza il 1° febbraio) ha ricordato i momenti felici: l’innamoramento, la prima volta che ha detto “mi amor” a Shiri (di origine argentina), la nascita dei bambini. Indossava una kippah arancione, il colore dei capelli di Kfir e Ariel diventato presenza costante nelle manifestazioni per chiederne il ritorno a casa. Palloncini arancioni anche a Tel Aviv in Piazza degli ostaggi, dove una folla commossa ha seguito le esequie sul maxischermo.

I corpi di Shiri e suoi bambini sono stati sepolti in un’unica bara. «Resteranno fianco a fianco, proprio come lei ha sempre abbracciato i suoi figli, anche in quel giorno maledetto» ha annunciato al funerale un residente di Nir Oz. «La famiglia Bibas e Silberman ci chiede di ricordare - ha detto aggiunto – che questo viaggio non è finito, e ha chiesto l’immediato ritorno dei nostri fratelli e sorelle tenuti ostaggio a Gaza».

A tre giorni dalla fine della prima fase della tregua, si è trovato l’accordo sull’ultimo scambio previsto tra ostaggi e detenuti. Si tratta di quattro cadaveri israeliani e dei 602 palestinesi la cui scarcerazione era stata bloccata all’ultimo momento sabato scorso in reazione alla spettacolarizzazione dei rilasci. Nella riservatezza delle tenebre e senza cerimonie, attorno alle 23 locali, stasera Hamas dovrebbe consegnare all’Egitto i corpi di Tsachi Idan (49 anni) del kibbutz Nahal Oz, Itzik Elgarat (69) del kibbutz Nir Oz, Ohad Yahalomi (49) di Nir Oz e Shlomo Mantzur (85) ucciso nel kibbutz Kissufim e portato a Gaza. Simultaneamente, dalle carceri israeliane dovrebbero essere usciti 602 palestinesi, 445 dei quali arrestati a Gaza durante il conflitto. Fin dal pomeriggio l’ospedale di Khan Yunis si è preparato ad accoglierli. Domenica al Cairo, stando ai media israeliani, dovrebbero cominciare i negoziati sulla seconda fase della tregua. A Gaza restano 59 ostaggi.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI