Il futuro dell’auto entra a scuola: Stellantis apre le porte agli studenti
Oltre 700 ragazzi delle medie protagonisti a Torino dei Future Days. Dall’intelligenza artificiale alle batterie, dal design alla ricerca: un viaggio nelle professioni che stanno cambiando la mobilità. Elkann: «Ai giovani strumenti e fiducia per riconoscere il proprio talento»

Settecento ragazzi di terza media, cento insegnanti e una domanda tutt’altro che semplice: che lavoro faremo domani? A Torino, Stellantis ha provato a rispondere aprendo ai giovanissimi i luoghi nei quali il futuro dell’automobile viene progettato, studiato e sperimentato. Dai laboratori sulle batterie al Centro Stile, dalla ricerca all’economia circolare.
È il senso dei Future Days 2026, il progetto di orientamento alle discipline STEM sostenuto da Stellantis Philanthropy e realizzato con Next Level, che ha riunito all’Heritage Hub studenti provenienti da sette scuole torinesi. Non una semplice visita aziendale, ma una giornata costruita per mostrare concretamente quanto il mondo del lavoro stia cambiando e quali competenze serviranno per entrarci.
A confrontarsi con i ragazzi sono stati anche i vertici del gruppo: il presidente John Elkann, Emanuele Cappellano, responsabile delle attività europee di Stellantis, Santo Ficili, alla guida di Alfa Romeo e Maserati, e Paola Baratta, responsabile del Battery Technology Center di Mirafiori. Sul tavolo temi che vanno ben oltre l’automobile: intelligenza artificiale, tecnologia, spirito d’impresa, capacità di adattamento, ma anche relazioni umane, curiosità e disponibilità a continuare a imparare.
Per Ficili l’appuntamento ha avuto anche un valore simbolico: tra gli istituti presenti c’era infatti la scuola media frequentata da ragazzo. Un modo molto concreto per raccontare a chi oggi siede negli stessi banchi quanto un percorso professionale possa essere difficile da prevedere quando si hanno tredici o quattordici anni. «Il futuro del nostro Paese si costruisce offrendo ai giovani gli strumenti e la fiducia per riconoscere il proprio talento», ha sottolineato Elkann. Un concetto completato da Cappellano, secondo il quale la preparazione tecnica resta fondamentale, ma non è più sufficiente: servono capacità di ascoltare, lavorare con gli altri e affrontare il cambiamento.
È forse questo il messaggio più interessante emerso dalla giornata torinese. In un settore come quello automobilistico, investito contemporaneamente dalla rivoluzione elettrica, digitale e dell’intelligenza artificiale, le competenze scientifiche diventano sempre più importanti. Ma la tecnologia non cancella il valore delle persone. Al contrario, aumenta la necessità di integrare specializzazioni diverse: ingegneria, informatica, chimica, design e capacità manuali devono dialogare tra loro.
Dopo l’incontro con i manager, i ragazzi hanno potuto verificarlo sul campo visitando Heritage Hub, Centro Ricerche Fiat, Centro Stile, Circular Economy Hub, Competitive Benchmarking e Battery Technology Center. Dimostrazioni e prove pratiche hanno consentito di osservare da vicino tecnologie e processi industriali e soprattutto di incontrare chi ogni giorno lavora in questi ambiti. Nel programma anche attività sulla sicurezza stradale con Fiat Topolino e un’iniziativa contro il bullismo legata a Citroën Ami.
Nel pomeriggio l’esperienza è stata estesa anche ai figli dei dipendenti Stellantis che frequentano le scuole medie, coinvolti in incontri di mentoring con i professionisti del gruppo. La giornata si è conclusa con gli Stellantis Student Awards 2025, che hanno premiato 48 studenti per i risultati ottenuti nel loro percorso scolastico. I Future Days fanno parte del programma Stellantis Philanthropy, dedicato soprattutto a istruzione, inclusione e sviluppo delle competenze. L’obiettivo dichiarato è anche contrastare la dispersione scolastica, avvicinando i ragazzi alle materie STEM e rendendo più comprensibili professioni che spesso, a quell’età, rimangono soltanto nomi astratti.
Torino è stata la prima tappa del calendario nazionale 2026. Entro novembre l’iniziativa raggiungerà altri territori italiani nei quali Stellantis possiede stabilimenti. Con un’idea di fondo semplice ma non secondaria: prima ancora di chiedere ai ragazzi di scegliere che cosa faranno da grandi, occorre mostrare loro quali possibilità esistono.
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