Quando digitale fa rima con pastorale

In Italia i Pos nelle chiese per le offerte, in Messico i santi in un mazzo di carte da scaricare, in Cile gli animali benedetti online dal cardinale Chomali
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October 17, 2026
Quando digitale fa rima con pastorale
La benedizione digitale degli animali ad opera del cardinale cileno Fernando Chomali
Ogni settimana, in vista della stesura di questa rubrica, cerco nell’infosfera ecclesiale notizie (possibilmente tre) che possano essere tenute insieme da uno stesso filo; quello di oggi evidenzia la libertà con la quale, dall’interno della Chiesa, si cerca di utilizzare le tecnologie digitali a fini pastorali. La prima di queste notizie suona come la conferma di una tendenza che, dopo il “colpo” assestato all’utilizzo del denaro contante durante i mesi del COVID, non poteva non venire avanti anche nelle strutture religiose. L’anno scorso la CEI – lo riportava lo stesso “Avvenire” – ha annunciato l’installazione, in collaborazione con Banco Bpm e Numia, di 100 colonnine Pos per i pagamenti virtuali in altrettante chiese italiane, al fine di facilitare le donazioni. Qualche giorno fa l’ANSA, ripresa da “Korazym”, ha riportato un analogo accordo tra l’Associazione ospitalità religiosa italiana (ORI; si occupa soprattutto di turismo religioso) e Moodus (partner tecnologico) per «favorire l'installazione nelle chiese italiane», direi soprattutto santuari e abbazie, «di postazioni Pos dedicate alla raccolta di offerte e donazioni tramite bancomat, carte di credito e smartphone». Nell’uno e nell’altro caso non si ipotizza mai di sostituire i cestini con i quali fedeli volenterosi girano tra i banchi durante le messe, per l’offertorio: quel momento liturgico non pare (ancora) negoziabile con i maggiori introiti che la sua digitalizzazione offrirebbe.
Per far conoscere a giovani e giovanissimi vita, morte e miracoli dei santi il messicano Erick Trejo, illustratore per passione più che per lavoro, ha creato un mazzo di 60 carte collezionabili, simile a quelli popolarissimi con cui si gioca a Pokemon, a Yu-Gi-Oh! e, per i più grandi, a Magic; questa volta i personaggi non sono creature di fantasia ma i santi della storia della Chiesa. Il gioco, appena lanciato, si chiama “Llamados al Reino” (Chiamati al Regno); ne ho letto su Aleteia francofono e, più diffusamente, su EWTN News Español, il nuovo nome dell’agenzia Aci Prensa. «Superare ogni prova combinando strategia, Virtù ed Elementi» è l’obiettivo di ciascun giocatore; «riunire santi con diversi punti di forza», classificati come «fedeltà, servizio, amore, missione, preghiera e spiritualità» e «affrontare vizi che mettono alla prova» le suddette caratteristiche al fine di «superare le prove» è, in sintesi, il modo in cui si gioca, con l’ausilio dell’immancabile dado. Nasce per fronteggiarsi attorno a un tavolo ma conta molto, ovviamente, sui canali digitali, non solo per diffondersi – per il momento ci sono un sito e degli account Instagram e Facebook ancora sconosciuti ai più – ma nella prospettiva che si possa arrivare a scaricare le carte in formato digitale e pure a sfidarsi online, sullo smartphone o sul pc, come accade per i modelli a cui il gioco è ispirato. Sempre con l’obiettivo che diventi uno spazio per condividere la fede.
Nella festa di San Francesco – 4 ottobre – il cardinale Fernando Chomali, arcivescovo di Santiago del Cile, convoca in diretta, via Zoom, i fedeli che hanno degli animali domestici (il Poverello è anche il loro patrono), per impartire loro una benedizione. Si collegano, scrive Religion Digital, 5mila persone con in braccio i propri cani e gatti (su YouTube, Facebook e Instagram oggi il video conta 25mila visualizzazioni complessive), e in tal modo partecipano a un vero e proprio rito organizzato sullo schema previsto dal Benedizionale per questa specifica circostanza. Il vescovo, che indossa una stola bianca sul clergyman, premette alcuni riferimenti agli animali nelle Scritture e nella vita di Francesco mentre osserva le persone collegarsi dalla sua diocesi e da altrove, in Cile e all’estero. Poi inizia con il segno della croce, le letture bibliche e una riflessione centrata soprattutto sul santo di Assisi e sulla cura del creato; segue la preghiera dei fedeli e la preghiera di benedizione sugli animali. Da un certo momento in poi, compare anche una scritta che invita gli utenti a condividere sui social che trasmettono la diretta una foto del proprio animale. Sono solo una ventina di minuti, ma l’intento pastorale che muove il cardinal Chomali è convincente: l’amore e il rispetto degli animali, vissuti secondo l’insegnamento della Chiesa, possono essere sentimenti che uniscono in comunità quanti li condividono.
 

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