Nella vita sono le persone a fare la differenza

di Massimiliano Castellani
Maria Ilaria conquista la maturità contro tanti «non si può». DiCaprio e Gassmann raccontano, con gesti diversi, impegno civile, ascolto e speranza
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October 3, 2026
Nella vita sono le persone a fare la differenza
/ ICP
L’anno scolastico è iniziato da poco. E così, il primo pensiero buono, con cui vuole fare il suo esordio questa rubrica, arriva dal mondo della scuola. Uno dei nostri padri costituenti, Piero Calamandrei, in un memorabile intervento parlamentare (ora edito nel saggio La scuola, Sellerio), nel 1950, rimarcava: «La scuola è un organo costituzionale e organo centrale della democrazia». Pertanto la scuola è uno strumento atto a rimuovere ogni ostacolo, ogni forma di diseguaglianza nella formazione dei cittadini e della classe dirigente di domani. Ma a Maria Ilaria, una ragazza vicentina di 23 anni, affetta da una grave disabilità dalla nascita, quell’ostacolo lo avevano piazzato in mezzo al suo già difficile cammino, e brutalmente la informavano che, dopo l’ultima campanella, aveva diritto a un semplice attestato di frequenza. Addio ai sogni da diplomanda. Ma i suoi genitori, Andrea e Anna, non si arrendono e vanno a bussare ad altri istituti. Tante porte chiuse con su scritto: “Non si può”, poi, nel 2023, un uscio illuminato si apre dinanzi a loro. La presidente dell’Isi onlus di Vicenza, Patrizia Serblin, entra in contatto con l’Istituto superiore Leonardi di Perugia e assieme alla dirigente, Nicoletta Utzeri, rispondono ai genitori di Maria Ilaria con un incoraggiante “Proviamoci”. Di concerto stilano un piano educativo ad hoc fatto di dialoghi e lezioni quotidiane e di un sostegno amorevole e professionale, quanto quello dell’insegnante Tommaso Berlandi. Così, Maria Ilaria senza doversi trasferire a Perugia è riuscita ad arrivare agli agognati esami di maturità che poi ha superato con un lodevole 70 su 100. Il giorno della discussione finale degli orali dovevate esserci. I suoi genitori commossi per la meta raggiunta, ma soprattutto felici perché «finalmente abbiamo trovato qualcuno che ha creduto in nostra figlia». In lacrime, la presidente della commissione d’esame ha confessato: «Conoscere Maria Ilaria mi ha fatto capire il valore della mia scelta di insegnante». Maria Ilaria incassati i tanti e meritati encomi, ora è pronta per la prossima sfida: l’università. Per lei è pronto il progetto UniUp dell’Università di Verona, percorsi di studio inclusivi per persone con disabilità. Di questa storia però, la tesi finale spetta a papà Andrea e mamma Anna: «Ci sono sempre delle strade possibili da seguire ma a fare la differenza sono le persone».
Anche a Hollywood, come a Cinecittà, prima della star viene la persona, l’uomo Leo DiCaprio e l’uomo Alessandro Gassmann. DiCaprio tra un ciak e l’altro si è occupato di un raro anfibio dal petto spinoso a rischio estinzione: la rana pehuenche che vive nella regione cilena del Maule. Zona di interesse commerciale di una società che per collegare i sistemi elettrici di Cile e Argentina metterebbe a rischio la sopravvivenza della povera rana. «Non toccate la rana pehuenche!», ha “urlato” sui social DiCaprio. Un grido così forte da far scattare il momentaneo blackout: Enel Chile, analizzati gli “aspetti ambientali” ha sospeso i lavori. Un altro Oscar per DiCaprio. Alessandro Gassmann, tra una prova teatrale e un film trova anche il tempo di scrivere Greenheroes, rubrica sul Venerdì di Repubblica, in cui fa la sua parte di cittadino a difesa dell’ambiente. Gassmann è un attore che un tempo si sarebbe detto di “impegno civile” e lo dimostra con film come Figli perduti - la storia di Daniel Zaccaro uno dei ragazzi della comunità milanese Kayros di don Claudio Burgio -, con Campioni in cui è il coach di una squadra di basket di ragazzi con sindrome di Down, e con il suo stare sempre “ex cathedra”, come il Dante Balestra della serie tv Rai Un Professore. In un mondo adulto che spesso viviseziona ogni gesto della Generazione Z (bollata come troppo fragile o vittima di “maranzismo di ritorno”), Gassmann adotta il metro del buon padre di famiglia che «dà consigli solo su richiesta», preferendo l’ascolto dei ragazzi, perché dice convinto e pieno di speranza: «Da questa nuova generazione imparo molto, c’è più talento di quanto ce ne fosse nella mia». Ora, provate a smentire Un Professore.

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