I fratelli d'Italia sono tornati. Adesso ci aspetta la Francia di Zidane

Grande prova degli azzurri di Mancini in Turchia che oltre ai 4 gol mettono in mostra un gioco ritrovato e tante individualità, dai fratelli Esposito a Kayode
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September 29, 2026
I fratelli d'Italia sono tornati. Adesso ci aspetta la Francia di Zidane
I fratelli d'Italia: Pio Esposito e Sebastiano Esposito, protagonisti dell'1-4 degli azzurri in Turchia (foto EPA)
Ci aspettavamo dei tiri Mancini in Turchia e il Mancio con i suoi ragazzi italiani ha calato un poker da far tremare il Bosforo. I fratelli d’Italia sono tornati. E non parliamo solo di Sebastiano e Pio Esposito cuori di mamma, ma di tutta quella realtà che cinque anni fa era la Nazionale degli “oratoriani” di Roberto Mancini. Gli ultimi talenti nati e cresciuti negli oratori del terzo millennio avevano portato l’Italia sul tetto d’Europa stupendo tutti nella finale di Wembley. Sembrava l’inizio di un ciclo vincente memorabile e invece sappiamo bene che dopo di allora è stato un diluvio di sconfitte con tre cambi di ct: Spalletti, Gattuso e ora il Mancini bis fortemente voluto dal presidente della Figc Giovanni Malagò, che speriamo resti saldo al suo posto e non ci facciamo ancora riconoscere nel mondo per l’assurda ingerenza della politica nel calcio, decretando un assurdo e intollerabile commissariamento.
Torniamo al campo e a Bursa, dove i turchi sono stati costretti a gridare: “mamma gli italiani!”. Dopo il debutto amaro con il Belgio in pochi si aspettavano una reazione così convincente da parte degli azzurri, ma il Mancio, come quando andava in campo anche dalla panchina è un fantasista che sa cambiare passo in corso d’opera. Contro la Turchia del povero Montella, secondo ko in Nations League con 5 gol incassati e uno solo fatto, Mancini schiera dal primo minuto gli ex campioni d’Europa Bastoni e Raspadori che si rivelano armi letali. Così come lo stantuffo difensivo Kayode (complimenti a Paratici per averlo spedito da Firenze al Brentford) che non sarà un modello di eleganza calcistica ma ha una potenza fisica e una corsa che ha spaventato anche il tiranno turco Erdogan. Sullo 0-3 del primo tempo in Turchia non c’è solo lo strapotere muscolare della banda Mancini, ma il ritorno a quel gioco estetico, palla a terra e tiki-taka all’italiana che ha esaltato le doti tecniche e tattiche di un Frattesi, goleador con 9 centri in azzurro compreso quello segnato ai turchi, che si sta facendo rimpiangere all’Inter.
Dicevamo dei fratelli Esposito. Bene Sebastiano, un debutto più che convincente affianco al fratello Pio che va anche in gol dopo una serata di sponde e di solita generosità da attaccane moderno, come piace al Mancio. C’era da sistemare la difesa dopo le voragini lasciate ai belgi e con il rientro di Bastoni la ruvida efficienza di Ruggeri e il dinamismo di Kayode il reparto è a posto. Così come è tornato a girare ai suoi livelli Tonali supportato da un ottimo metronomo come Fagioli, pulito e disciplinato. Ora è Mancini che può scommettere sui due ragazzi salvati dalla ludopatia. Ma il ct può contare su più soluzioni, alla faccia di quelli che parlano del calcio italiano come un deserto di talenti. Sono bastati una manciata di allenamenti per tirare fuori il meglio da un gruppo che può tornare a recitare un ruolo importante nel calcio internazionale.
Certo la Turchia non aveva le sue stelle maggiori Yildiz e Çalhanoğlu e il solo Arda Güler, il 21enne fantasista chiamato al Real Madrid alla corte di Mourinho, a tratti ha predicato da solo contro tutta l’Italia schierata a difesa dell’1-4 finale. Adesso c’è la Francia di Zidane. I francesi padroni assoluti del girone con due vittorie (fermati anche i “diavoli rossi” del Belgio) aspettano l’Italia di Mancini venerdì sera a Parigi. Possiamo giocarcela, perché è scattata la molla giusta. C’è la consapevolezza di un gruppo ritrovato che si diverte e che nei giorni bui dell’abbandono ha imparato quella lezione che va ripetendo Silvio Baldini, momentaneo traghettatore azzurro e ct dell’Under 21: “Se non vinco imparo”. E con Mancini questi ragazzi hanno ancora molto da imparare, ma la strada con la risalita in Bursa adesso potrebbe essere quella giusta.

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