giovedì 25 luglio 2013
Sono pochi i libri che meritano di essere tenuti sugli scaffali e accarezzati amorosamente fino alla morte. Ma anche se pochi, questi libri finiscono inevitabilmente per sopravvivere al loro lettore. In passato, quando i libri erano più preziosi di oggi, ne trovavi l'elenco nei testamenti e potevi reperire le tracce di chi li aveva posseduti, capire cosa sapeva, cosa aveva studiato, che cosa lo interessava. Oggi è più difficile. Se nessuno si prende cura dei libri divenuti orfani, se nessuno li accoglie nei suoi scaffali, finiscono su una bancarella, nei casi più fortunati con altri libri della stessa provenienza. Li riconosci, questi libri sopravvissuti ai loro lettori, sulle bancarelle, ammucchiati tutti insieme, legati da un filo ideale ormai spezzato. Sono letti e riletti. A volte, conservano tracce di appunti al margine, correzioni a matita o addirittura a penna. Il loro lettore non c'è più ma i libri hanno ancora un'anima. E ti consentono di immaginare quella di chi li ha posseduti, di decifrarne gli appunti, forse un nome sul frontespizio o una dedica anch'essa lontana, scritta con mano antica. E ancora oggi queste parole che vengono da lontano ti toccano come tracce di un passato scomparso senza possibilità di ritorno.
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