La velocità è un privilegio per ricchi

La velocità è un privilegio: mentre tutto accelera, cura, fiducia e relazioni hanno ancora bisogno di tempo
Google preferred source
October 14, 2026
La velocità è un privilegio per ricchi
Insieme a Massimo Cirri siamo stati invitati a ragionare sul tempo all'interno del programma della Biennale Prossimità a Torino. Davanti a una platea di operatori/trici sociali delle più varie tipologie, ci è stato chiesto di riflettere sull'accelerazione del linguaggio radiofonico in relazione al tempo lungo della cura.
Il dato radiofonico è implacabile: le radio più ascoltate in Italia hanno tempi di parola contingentati: non più di 2, 3 o 4 minuti al massimo tra un brano musicale e l'altro. La visione editoriale di fondo è che nessuno abbia più realmente voglia di ascoltare una voce che parla ma solo di essere intrattenuto da musica. Tutto questo viene costantemente smentito ogni volta che il palinsesto di una radio modifica le voci dei propri conduttori scatenando le ire del degli ascoltatori.
La voce fidelizza e aggancia. La radio fatica a innovare perché le sue voci creano, anche loro malgrado, un rapporto talmente intimo con i propri ascoltatori da generare un senso di tradimento quando questa promessa non viene mantenuta. Ti ho integrato nella mia quotidianità, sei stato con me per giorni mentre mi lavavo i denti, ci ho messo tempo ad abituarmi alla tua presenza, siamo stati io e te da soli e adesso qualcuno ti porta via da me. Inaccettabile come un appuntamento mancato. La radio si ascolta da soli e crea un grande rapporto esclusivo immaginario: hai riempito la mia solitudine e ora mi lasci qui con questa nuova voce che si impone e mi fa andare di traverso il dentifricio.
La radio accelera, i treni accelerano, l'AI accelera. La cura, la relazione, la fiducia richiedono invece tempi lunghi e presenza a tutti gli appuntamenti. Il lavoro sociale è esserci, è non mancare l'appuntamento. Mentre si ragionava di questa accelerazione, è intervenuta una persona che lavora al Gruppo Abele e ha parlato della privazione del tempo dentro i Cpr (Centri Permanenti per il Rimpatrio). Giornate infinite senza attività, persone private del ritardo, del fare, della possibilità di un progetto. Nessun lavoro, niente da imparare, niente. Ho realizzato che il tempo è un'altra qualità del capitalismo: nella mobilità, nell'apprendimento, nella comunicazione.
La ricchezza viaggia veloce, la povertà viaggia lenta, la privazione di vita sta ferma. La velocità è un privilegio.
Ora sono su un treno regionale veloce da Firenze verso Perugia, scesa da poco da un treno ad Alta velocità proveniente da Milano. Spostiamo velocemente i nostri corpi ma fatichiamo a cambiare la nostra diffidenza verso l'altro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire