Legge elettorale, il governo tira un doppio sospiro di sollievo: sì alla fiducia sui primi due articoli

I voti a favore nella seconda votazione sono stati 227, 149 i contrari e tre gli astenuti. Maggioranza al gran completo. Le opposizioni protestano: «È incostituzionale»
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October 6, 2026
Legge elettorale, il governo tira un doppio sospiro di sollievo: sì alla fiducia sui primi due articoli
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana In aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal Governo sull’articolo 1 della legge elettorale / Ansa
I tre giorni ad alta tensione del "Melonellum" iniziano con il piede giusto per il Governo. Doppio via libera dalla Camera alla fiducia all’esecutivo sugli articoli 1 e 2 della legge elettorale. Il primo, che contiene le modifiche al testo apportate da Palazzo Madama in materia di firme e preferenze per quanto riguarda la Camera, ha ricevuto 226 voti a favore, 147 quelli contrari e tre gli astenuti. Semaforo verde anche per l'articolo 2 (con 227 voti a favore, 149 contrari e tre astenuti), relativo al sistema di voto per l'elezione del Senato. Domani sarà votata la fiducia sul terzo dei quattro articoli rivisti nel passaggio al Senato. E giovedì ci sarà il voto finale sul testo a scrutinio segreto. Terra di possibili franchi tiratori che potrebbero far saltare il banco. E portare il Paese alle urne, come ha minacciato la premier Giorgia Meloni. La tensione, quindi, resta nell’aria. E si poteva tagliare con il coltello già all’inizio della mattinata durante le dichiarazioni di voto. Con il centrodestra che comunque faceva trasparire tranquillità e assicurava «compattezza», schierando quasi tutti i "top" (presenti i ministri Pichetto, Nordio e Roccella e diversi sottosegretari). E con le opposizioni all’attacco contro la mossa del Governo. Le minoranze parlano di «legge incostituzionale» e sono pronte anche al ricorso alla Consulta.
«Avete messo la fiducia perché eravate divisi dalla testa fino ai piedi», ha tuonato Roberto Giachetti, di Italia Viva. Per Vittoria Baldino, vicepresidente del Movimento 5 stelle, non si tratta «di una prova di forza ma di un’estrema debolezza politica, è la paura del Parlamento, dei franchi tiratori e dei vostri parlamentari». Le ha fatto eco il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia. «Mentre milioni di italiani si chiedono come arrivare alla fine del mese, la destra pensa a come arrivare alla fine della legislatura e restare al potere – ha attaccato -. È questa ormai la distanza enorme tra la propaganda di Palazzo Chigi e la vita reale del Paese». Con le opposizioni ha votato anche Futuro nazionale di Roberto Vannacci. Il deputato di Fn, Gianangelo Bof, annunciando il no del suo partito, si è scagliato contro l’esecutivo: «Questa è la storia di Giorgia, Matteo, Antonio e la legge elettorale – ha detto -. Stavano giocando al governo e si sono accorti che con le regole di quel gioco non avrebbero potuto continuare perché nel frattempo Elly, Giuseppe e Angelo erano diventati tutti amici. Allora hanno pensato di cambiare le regole di quel gioco». Sullo stesso registro, la capogruppo di Avs, Luana Zanella, secondo cui il Governo si comporta come «il bambino che porta via la palla perché le regole non gli piacciono più» raccontando che «lo fa per la stabilità». Nel frattempo, continua il digiuno del segretario di +Europa, Riccardo Magi, che ha ricevuto un messaggio da parte della premier Meloni. La presidente si è voluta informare sulle sue condizioni di salute. «La ringrazio - ha detto Magi -. È positivo che la premier cerchi un canale di dialogo con noi, sebbene sulla questione firme al momento non riscontriamo alcuna apertura da parte del governo. Per questo, anche alla luce dei parametri positivi relativi al mio stato di salute riscontrati a seguito di una visita con il dottor Claudio Santini, proseguirò con l'iniziativa nonviolenta del digiuno».

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