Energia, l'Italia spunta un tetto al prezzo: ecco come funzionerà

Bruxelles ci riconosce l’aiuto di Stato: si prevede un possibile calo di un terzo col “price cap” all’elettricità prodotta da gas. La premier: ottimista sulla flessibilità in più. Von der Leyen: «Non possiamo fare miracoli»
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October 17, 2026
Energia, l'Italia spunta un tetto al prezzo: ecco come funzionerà
La premier Giorgia Meloni parla con Antonio Costa, presidente del Consiglio Ue / Reuters
Giorgia Meloni non torna da Bruxelles a mani vuote. Uno dei Consigli Europei più lunghi degli ultimi tempi si chiude con un’intesa collaterale rispetto ai temi del vertice, ma importante per l’Italia che potrebbe (si attende ora la prova dei fatti) ridurredi un terzo circa il costo dell’energia nel Paese, costo fatto impennare dal conflitto con l’Iran.
È metà pomeriggio quando Palazzo Chigi comunica che con la Commissione Europea si è raggiunta un’intesa sulle misure previste dal “decreto bollette”. La trattativa è stata molto lunga, il decreto risale infatti al febbraio scorso. Di fatto è un tetto al prezzo dell’energia che riprende il modello della cosiddetta “eccezione iberica”, accordata a Spagna e Portogallo nel 2022, dopo lo scoppio della guerra ucraina, per rimediare alle storture create in quegli Stati dal meccanismo del “prezzo marginale” per il costo dell’elettricità. Una novità che - va precisato - è cosa distinta, come hanno voluto precisare fonti di Bruxelles, sia dalla contesa generale sull’Ets (il sistema di tassazione delle emissioni inquinanti che pure fa salire il prezzo elettrico), che aveva animato giovedì la discussione fra i leader e che si era chiusa l’altra notte con un compromesso che non scontenta l’Italia, sia dal complesso negoziato in corso sulla flessibilità aggiuntiva.
L’obiettivo, condiviso fra Roma e Bruxelles, è quello «di attenuare l’impatto dei costi energetici e limitare l’effetto dell’aumento dei prezzi del gas sul prezzo dell’energia elettrica per famiglie e imprese, minimizzando le distorsioni nel mercato interno». La Commissione ammette un aiuto di Stato temporaneo, ancora da definire nei dettagli, ma che l’Italia notificherà quanto prima. La premier Giorgia Meloni si è dichiarata «molto contenta», parlando di una «trattativa lunga ma costruttiva» che alla fine ci consentirà «di abbassare le bollette». E che non ferma l’azione dell’esecutivo Meloni: «L’Italia sul tema energia è molto determinata e non è sola», ha detto il capo del governo col pensiero rivolto anche alle prime proteste in patria degli autotrasportatori.
La misura in costruzione riguarda la possibilità di mettere un tetto temporaneo al prezzo del gas quando è usato per produrre energia elettrica. Sarà di natura temporanea e concepito in modo da preservare al contempo, come ha detto un portavoce della Commissione, gli incentivi agli investimenti a lungo termine nell’energia pulita.
La garanzia è che i benefici saranno interamente trasferiti ai consumatori finali. Per capire di cosa si tratta, va ricordata la distorsione alla base del sistema, peraltro nota da tempo: come tutti i Paesi, noi produciamo energia sia con il gas sia con le fonti rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, che costano meno), ma nel 70% del tempo in Borsa il prezzo è fatto dal valore del gas e a questo viene equiparato pure il prezzo dell’elettricità prodotta con le fonti meno costose. Un meccanismo ovviamente assurdo, che fa salire ancor più le bollette. Da quanto trapelato, il tetto negoziato si aggira grosso modo tra 55 e 65 euro per megawattora, quando oggi il prezzo del gas sul Psv (il punto di scambio virtuale del mercato italiano all’ingrosso) è di 88,75 euro. Sarà poi lo Stato a coprire, per le aziende, la differenza tra il costo reale del gas e il tetto stabilito per i produttori di energia. Ed è questo l’aiuto su cui occorreva l’ok di Bruxelles. Tutto ciò lasciando per ora intatte le penalizzazioni Ets, su cui però Meloni ha detto di aver «provato a spiegare ai colleghi, con ausili grafici, come alcune scelte fatte dall’Ue da un punto in poi hanno fatto lievitare i costi per le nostre imprese».
Per la premier, inoltre, le conclusioni sull’energia del vertice «hanno recepito le nostre priorità», in particolare, la valutazione d’impatto per il novo Ets2 e la presa d’atto della necessità di misure urgenti contro il “caro energia”. «Anche sulla richiesta di ulteriore flessibilità, dopo aver parlato con Ursula von der Leyen, sono ottimista», ha sostenuto. La partita - nella quale Italia, Grecia e i paesi orientali del blocco di Visegrad hanno fatto squadra - resta però in salita. «Non possiamo fare miracoli», è stata la frenata di von der Leyen, spalleggiata ancora dalla Germania e dai “frugali” del Nord.

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