Demografia, diseguaglianze e welfare: c'è un'agenda del Terzo settore per la manovra
di Gianluca Carini
Il documento del Forum presentato ieri all'hotel Nazionale chiarisce la necessità di politiche chiare e fondi da destinare per chi lavora nel non profit: «Il sottofinanziamento dello stato sociale genera nel medio periodo costi sociali»

L’autunno è la stagione in cui la legge di Bilancio inizia davvero a prendere forma. E così il Forum del Terzo settore (Fts), riunito ieri all’hotel Nazionale a Roma, presenta le proposte delle associazioni nel documento “La persona prima di tutto”. Tre le direttrici: demografia, disuguaglianze e ambiente. D’altronde, spiega il portavoce del Forum, Giancarlo Moretti, «la sicurezza la si costruisce soprattutto con gli investimenti sociali, riducendo il disagio, garantendo accesso alla salute e ai servizi».
Tra le priorità individuate, c’è l’aumento del fondo “Dopo di noi” e per i caregiver , così come risorse adeguate per sostenere le persone non autosufficienti oppure con disabilità. E, ancora, più investimenti sull’accoglienza diffusa e sui servizi di integrazione dei migranti. Poi, un incremento del fondo per l’adattamento ai cambiamenti climatici e un bonus per l’efficientamento energetico degli edifici. Così come il ripristino delle risorse per la cooperazione internazionale allo sviluppo. Mentre, sul mondo dell’associazionismo nello specifico, si domandano tra le altre cose l’adeguamento del tetto al 5 per mille, la riduzione dell’imposta Irap per gli enti non commerciali, l’aumento del fondo per i progetti svolti dal Terzo settore e per il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati.
Sulle modalità di finanziamento, una quota tra il 20 e il 30% verrebbe recuperata «subito in tasse e contributi, perché parliamo di politiche ad alto impiego di lavoro». Così come «portare il tasso di occupazione femminile al 60% genererebbe, secondo Bankitalia, un incremento del Pil fino al 7%». Da ultimo, prosegue il documento, occorre fermare il riarmo: soprattutto se affidato alle singole nazioni, infatti, «renderà ancora più lontana una politica estera comune e rafforzerà le lobbies di chi sulle guerre guadagna».
Demografia, ambiente e welfare sono temi collegati, spiega Stefano Tassinari dell’esecutivo di Fts, perché «una società che invecchia ha bisogno di più servizi e opportunità per i giovani e le famiglie». Così come «una crisi climatica non affrontata aggrava disuguaglianze e povertà». E ancora, «il ridursi della popolazione e la carenza di servizi essenziali significano diritti negati e costi enormi per le famiglie». D’altronde, bastano pochi numeri per inquadrare la portata della crisi che attraversa il nostro Paese, a partire da quella demografica. Nel 2025 le nascite sono state 355mila, con un tasso di fecondità al minimo storico (1,14 figli per donna). Di contro, gli italiani sopra i 65 anni sono oggi 14,8 milioni (pari al 25% della popolazione), mentre nella fascia 0-14 anni si è scesi del 16,7% in 10 anni.
Sul fronte economico, se l’occupazione cresce i salari restano bassi e il lavoro discontinuo, mentre dall’altro lato aumentano le diseguaglianze: oggi il 10% più ricco delle famiglie detiene il 60,6% della ricchezza netta nel Paese. E così, si legge ancora nel documento, «la sostenibilità dei conti pubblici e quella sociale non possono essere considerate obiettivi alternativi». Al contrario, «il sottofinanziamento della prevenzione, dei servizi sociali, del sistema sanitario, dell’educazione, della cultura, della tutela ambientale e dei servizi territoriali può produrre un risparmio immediato, ma genera nel medio periodo maggiori costi sociali e per la salute, riduce le opportunità di sviluppo e indebolisce la fiducia nelle istituzioni».
Questi i temi sul tavolo, in vista della legge di Bilancio. Per l’esecutivo interviene Maria Teresa Bellucci (viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, per FdI): «Abbiamo stanziato 10 milioni di euro con una sezione speciale proprio per gli enti del Terzo settore, gli enti religiosi civilmente riconosciuti», spiega l’esponente meloniana, rivendicando tra le altre misure «il rafforzamento dell’assegno unico per i figli a carico» e «gli aiuti alle mamme lavoratrici», così come «gli incentivi all’assunzione di giovani e donne».
Il Forum illustra le sue idee mentre a pochi metri, nell’aula di Montecitorio, si discutono intanto le pregiudiziali della legge elettorale, passo decisivo verso l’approvazione dello Stabilicum. Così qualche strascico arriva anche all’hotel Nazionale, ad esempio con lo scontro tra Bellucci – che accusa il centrosinistra di non avere una «visione politica» sul welfare – e la deputata dem Silvia Roggiani, che replica: di fronte al Terzo settore «la politica si dovrebbe unire, non certo accusare uno con l’altro. Avremo davanti una campagna elettorale dove ciascuno di noi indosserà la propria maglietta» e per questo Roggiani chiede di scegliere «due o tre priorità» nella prossima manovra. Anche la forzista Fiammetta Modena invita a cercare temi comuni per «un lavoro di carattere condiviso». La senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita, propone infine una Zes unica per il Terzo settore, “sburocratizzandolo” in modo sistematico, pur riconoscendo che poi bisognerebbe andare a discuterne in Europa. Pur nel clima da campagna elettorale, sarebbe di certo un bel segnale l’approvazione di un provvedimento bipartisan per questo mondo.
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