Chi è Maricarmen, la 87enne che ha infiammato le piazze di Madrid

Picchetti nella capitale spagnola contro le speculazioni immobiliari e gli affitti stellari. Il governo Sánchez approva due decreti per affrontare la crisi abitativa
Google preferred source
September 29, 2026
Il volto di una signora anziana su un cartellone con una scritta. Davanti al cartellone ci sono dei manifestanti
Cartellone di protesta in centro a Madrid: "Ni una Maricarmen más", "Mai più una Mariacarmen" ©IPA
«La mia casa è stata la mia vita e ora devo lasciarmela alle spalle. Non ce l’ho fatta a difenderla, ma ho lottato affinché gli altri imparino a lottare per la propria». Intervistata dai media spagnoli nel suo letto d’ospedale, l’anziana madrilena Maricarmen Abascal continua la sua battaglia per il diritto alla casa dopo essere stata sfrattata dall’appartamento dove viveva da più di settant’anni. La voce è flebile e rotta dall’emozione, ma non per questo manca di combattività: «Scendete in piazza», chiede ai cittadini, «affinché non ci sia mai più un solo caso come quello di Maricarmen». L’87enne spagnola, che ha una disabilità al 50% e soffre di mobilità ridotta, è stata portata via da casa sua mercoledì scorso, al termine di una battaglia giudiziaria durata otto anni. Nel 1956, il padre aveva firmato un contratto a ‘renta antigua’, con affitto bloccato e canone basso, poi passato alla madre e infine a Maricarmen.  Quando la società Urbagestión Desarrollo e Inversión ha acquistato l’appartamento, la nuova proprietà ha chiesto a Maricarmen un affitto di 2.650 euro al mese, ovvero cinque volte superiore alla cifra iniziale. La richiesta è poi scesa a 1.650 euro. Sempre troppi per la donna, che ha una pensione di 1.350 euro. 
Le immagini dell’anziana al momento dello sfratto, trasportata su una barella mentre stringeva un fazzoletto tra le mani, hanno fatto il giro del mondo. La partecipazione civile è stata altissima: negli ultimi giorni, più di 25mila persone (300mila secondo il Sindacato delle inquiline e degli inquilini) sono scese in strada a Madrid per esprimere solidarietà a Maricarmen e per chiedere interventi urgenti contro l'emergenza abitativa: secondo i dati della Banca di Spagna, nel Paese mancherebbero 700mila abitazioni. Il punto di ritrovo dei manifestanti è stato Puerta del Sol, nel centro di Madrid, una piazza già occupata nel 2011 dagli ‘Indignados’, attivisti che protestavano contro l’austerità e la corruzione post-crisi del 2008. Nelle ultime notti, il cuore della capitale è diventato un accampamento di tende colorate. L’obiettivo è mantenere alta la pressione sul premier Pedro Sánchez: tra gli slogan della protesta risuonano Derecho a techo, a justo precio (‘Diritto al tetto, a un giusto prezzo’), Cada casa una trinchera (‘Ogni casa una trincea’) e ¿Dónde está el Gobierno progresista? (‘Dov’è il governo progressista?’).
Proprio oggi, dall’esecutivo sono arrivate le prime risposte. Il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato due decreti, immediatamente operativi ma che dovranno essere approvati dal Parlamento entro trenta giorni. Il voto potrebbe tenersi già questo venerdì. Il primo decreto sospende gli sfratti per le persone vulnerabili fino al 2030 e proroga di due anni i contratti di affitto che scadono prima della fine del 2028. Il secondo prevede invece il rinnovo automatico degli affitti, con aumenti di prezzo regolati dalla legge. L’ago della bilancia in Parlamento sarà il partito Junts per Catalunya, che da circa un anno è passato all’opposizione e ora pone l’attenzione sulla tutela dei piccoli proprietari immobiliari. «Siamo tutti d'accordo sul blocco degli sfratti, quando l'immobile è di proprietà di un cosiddetto 'fondo avvoltoio' gestito da chi amministra milioni di euro», ha detto ai microfoni di RTVE Miriam Nogueras, portavoce della forza indipendentista catalana. «Tuttavia, è un errore far rientrare in questa categoria chi ha investito i propri risparmi in un appartamento, un ristorante o un immobile, facendo di tutta l'erba un fascio», ha aggiunto. Oltre a Junts, anche il partito di sinistra radicale Podemos, sempre all’opposizione, non ha chiarito le proprie intenzioni di voto. L'approvazione dei due decreti arriva dopo lunghe trattative tra le stesse forze di governo, il PSOE del premier socialista Pedro Sánchez e la coalizione di sinistra Sumar. Podemos e Sumar puntano a interventi più radicali per affrontare la questione abitativa, come espropri e divieti di acquisto per chi lucra sul mercato immobiliare: nonostante l’accordo con i socialisti sia stato infine raggiunto, Sumar sottolinea che i decreti sono «solo un primo passo» e incoraggia i cittadini a continuare a esercitare pressione. Nel frattempo la Comunità di Madrid, guidata dal Partido Popular (PP), ha dato 48 ore alla prefettura per sgomberare l’accampamento «illegale»: così come il partito di estrema destra Vox, anche il PP, di centro-destra, è infatti contrario a ogni provvedimento regolatore. «L'impunità, l'illegalità e il disordine non possono continuare a dilagare a Puerta del Sol», ha dichiarato il portavoce del governo regionale Miguel Angel Garcia, che ha accusato l'esecutivo di «non fare assolutamente nulla» per fermare i manifestanti. «La protesta sta causando disagi ai residenti e danni economici ai commercianti», ha aggiunto, per poi ricordare che le mobilitazioni del 2011 provocarono 90 milioni di euro di perdite al commercio della zona. In risposta a Madrid, la delegazione di governo si è appellata alla libertà di riunione e ha comunicato che la Polizia nazionale non ha intenzione di sgomberare a Puerta del Sol. L'esecutivo ha però riaffermato l'impegno a garantire la sicurezza pubblica nella piazza, dove in giornata ci sono state delle tensioni dovute a contro-manifestazioni organizzate da persone di estrema destra, poi allontanate dalle forze dell'ordine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire