"Human media", l'alternativa a social e intelligenza artificiale
di Redazione
Iniziativa della Carraro Lab, che ha realizzato una gamma di laboratori per le professioni del futuro all'interno di decine di Istituti tecnici e professionali

Quello che è appena iniziato è l’anno zero dell’Ia-Intelligenza artificiale nella scuola italiana: il ministero dell’Istruzione ha dichiarato terminata la fase sperimentale e promulgato delle linee guida per introdurre in maniera sistemica questa tecnologia nella didattica, stanziando nel contempo oltre 200 milioni di euro, metà dei quali destinati alla formazione dei docenti. Ma, nel frattempo, gli studenti si sono dimostrati più veloci e avanzati del sistema che in teoria dovrebbe dettare il passo della loro formazione: alle superiori ben otto su dieci usano i chatbot nello studio, però solo uno su sei ha ricevuto istruzioni o linee guida ufficiali da parte della scuola su come usarli oppure è stato formato o stimolato dai docenti a sfruttarli in maniera critica e costruttiva. A fare il punto della situazione sul rapporto tra la tecnologia abilitante per i lavoratori del futuro (ma ormai presente) e le nuove generazioni è l'Osservatorio Giovani e Lavoro di Skuola.net e Gi Edu - la divisione di Gi Group che costruisce connessioni concrete tra scuola, Università, Its e mercato del lavoro - che ha coinvolto 2.500 alunni delle classi superiori sul finire dello scorso anno scolastico.
Serve un grande sforzo, però, per colmare le distanze tra mondo della scuola e quello del lavoro. Gualtiero e Roberto Carraro, i fratelli gemelli fondatori della Carraro Lab, stanno provando a superare le logiche delle "Big tech". E propongono una piattaforma alternativa. «Vogliamo ricomporre la comunità educativa - spiega Gualtiero -. In particolare con un'esperienza ibrida che si affida a una tecnologia applicata alla realtà: dai social media agli human media. Puntiamo alla qualità e alla riduzione delle ore davanti agli schermi».
Carraro Lab opera nel digitale dagli anni ’80, con premi e riconoscimenti a livello internazionale, tra cui: Biennale di Venezia, European Award della Fiera del Libro di Francoforte, premi Moebius, piattaforma virtuale di Expo 2015, premio Icom, eventi Unesco e G7, esposizioni su invito presso la Commissione Ue.
A partire dal 2023 ha sviluppato diverse piattaforme in cloud per la formazione, basate sulla realtà estesa e l’intelligenza artificiale.
Oltre all’ambito Education, i contenuti e le applicazioni spaziano in tutti i settori tematici: dalle grandi mostre (Biennale di Venezia, Leonardo a Palazzo Reale) ai grandi eventi (Expo 2015, Rio 2016, Fiera Milano, G7), dalle enciclopedie multimediali (Omnia Deagostini è stata la prima in Europa per copie vendute) alla digital identity aziendale (format per Pagine Gialle), dall’arte e cultura (musei e siti archeologici) alla televisione innovativa (integrazione video per l'app TIM, Trono di spade per Sky), fino al turismo (portale Italia.it, applicazioni virtuali per Stati e Regioni).
«Circa 1.000 scuole usano la nostra piattaforma, produciamo 10mila mondi virtuali. Puntiamo a un'esperienza partecipativa degli studenti con la supervisione dei docenti. Finora sono state erogate 8mila ore di formazione da 100 partner. Inoltre siamo molto attenti alle implicazioni etiche e al richiamo della Chiesa al rispetto della persona. Abbiamo realizzato una gamma di laboratori per le professioni digitali del futuro all’interno di decine di Istituti tecnici e professionali. Per i campus digitali è stato sviluppato un progetto innovativo, che propone specifici laboratori per le diverse filiere tecnologiche», conclude il fondatore di Carraro Lab.
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