
Giornate scandite da allenamenti intensi. E poi le gare con la loro carica di adrenalina, la voglia di emergere e di competere. Una vita di sacrifici, con poco tempo per studiare e pensare al futuro dopo l'attività agonistica. Eppure gli atleti hanno acquisito competenze che possono essere messe a disposizione delle aziende o per una nuova vita professionale. Con questo obiettivo è nata la prima edizione di Now to Next, il progetto di orientamento e riqualificazione dedicato ad atlete e atleti, ideato da Samsung Electronics Italia, Randstad Italia e Salesforce e realizzato in collaborazione con le commissioni Atleti della Fondazione Milano Cortina 2026, del Coni e del Cip.
«Oggi il mercato del lavoro richiede innanzitutto la capacità di governare l'Ia-Intelligenza artificiale, non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto attraverso un cambio di mindset - spiega Anastasia Buda, Head of Esg, Csr & Internal Communication di Samsung Electronics Italia -. In questo scenario, il pensiero critico diventa una competenza centrale: saper interpretare le informazioni, valutarne l'affidabilità e prendere decisioni consapevoli sarà sempre più distintivo. A questo si affiancano la capacità di adattarsi rapidamente a contesti in continua evoluzione e di lavorare in team multidisciplinari. Il punto di partenza degli atleti deve essere la loro aspirazione e il valore che il percorso sportivo ha permesso loro di costruire. Disciplina, spirito di sacrificio, resilienza, capacità di lavorare per obiettivi e di gestire la pressione sono competenze altamente trasferibili e sempre più apprezzate dalle aziende. A queste si aggiunge la possibilità di rappresentare un modello positivo, soprattutto per le nuove generazioni. Più che il settore, è quindi importante individuare i contesti in cui questo patrimonio di esperienze possa esprimere il massimo valore».
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di accompagnare gli sportivi nel delicato passaggio dalla carriera agonistica al mondo del lavoro, valorizzando il patrimonio di competenze maturato nello sport e favorendo lo sviluppo di nuove competenze professionali. Nel corso della prima edizione hanno partecipato 25 sportivi, attualmente impegnati in fasi diverse della loro carriera, ma accumunati dalla voglia di ragionare su un futuro che integri competenze acquisite nell’ambiente sportivo ad una migliore consapevolezza del proprio valore nel mondo del lavoro.
Gli atleti hanno seguito un percorso articolato in sei settimane di formazione inclusi coaching, training e momenti di confronto con professionisti, mentor e aziende. L'evento finale è stato l'occasione per ripercorrere i principali risultati raggiunti, condividere le testimonianze degli atleti partecipanti e approfondire il valore della collaborazione tra il mondo dello sport, delle istituzioni e delle imprese nel costruire nuove opportunità professionali.
«Come Commissione nazionale Atleti del Coni crediamo che accompagnare gli atleti nella costruzione del proprio futuro, dentro e oltre la carriera sportiva, sia una responsabilità concreta del nostro sistema. Now to Next ha dimostrato che, quando sport e aziende lavorano insieme, le competenze sviluppate dagli atleti possono trasformarsi in opportunità professionali reali. Il contributo di Samsung, insieme a Randstad e Salesforce, è stato fondamentale per costruire un modello che vogliamo rendere strutturale e replicabile. Questa prima edizione è solo l’inizio di un percorso che vogliamo far crescere, perché investire sul futuro degli atleti significa investire sul futuro dello sport», commenta Valentina Marchei, presidente della commissione nazionale Atleti del Coni.
Samsung ha contribuito al progetto mettendo a disposizione l'esperienza maturata con Samsung Innovation Campus, il programma di alta formazione in ambito Stem e soft skills attivo da otto anni nelle università italiane, con una missione chiara: diffondere la cultura digitale. Il percorso ha approfondito temi quali Ia generativa, prompt design, innovazione human-centric, con l'obiettivo di fornire agli atleti strumenti concreti per affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro.
Randstad Italia ha accompagnato i partecipanti attraverso un percorso di career coaching pensato per valorizzare le competenze trasversali maturate durante la carriera sportiva. Il programma ha offerto momenti di orientamento professionale, supporto nella definizione degli obiettivi di carriera e strumenti concreti per riconoscere e trasferire nel mondo del lavoro qualità come disciplina, leadership, resilienza, gestione della pressione e capacità di lavorare in squadra.
Il contributo di Samsung si è concentrato sullo sviluppo delle competenze ritenute oggi più strategiche per affrontare il mercato del lavoro. Il percorso ha incluso moduli dedicati alla tecnologia come abilitatore di valore per le persone e la sostenibilità (Technology with a Purpose), all'Intelligenza Artificiale Generativa, con un focus sul suo utilizzo responsabile ed etico (The Human Side of Technology in the Age of AI), e al prompt design, approfondendo le diverse tecniche di interazione con i modelli di AI e l'importanza della verifica delle fonti. Il programma è stato completato da una sessione dedicata alle presentation skill, competenza trasversale fondamentale in qualsiasi contesto professionale, e da un modulo di orientamento al lavoro curato dal team risorse umane di Samsung, pensato per accompagnare gli atleti nella costruzione del proprio percorso professionale.
«Con Now to Next abbiamo messo a disposizione degli atleti l'esperienza maturata in anni di progetti sviluppati con scuole e Università e dedicati alle competenze del futuro. Il nostro approccio, anche in questo progetto, è stato quello di raccontare una innovazione che metta sempre le persone al centro, con le loro storie e le loro caratteristiche uniche. La tecnologia per noi è un abilitatore di competenze e un acceleratore di importanti transizioni, come quelle rappresentate dalla sostenibilità e dall’intelligenza artificiale», conclude Buda.
Un master al Politecnico di Torino
Juventus e il Politecnico di Torino, attraverso la PoliTO Master School, hanno attivato la prima edizione dell’International Executive Master in Systems Thinking for Sport & Entertainment, un nuovo percorso di alta formazione pensato per manager ed esperti attivi nelle organizzazioni sportive e dell’intrattenimento. L’Executive Master nasce con l’obiettivo di formare professionisti capaci di comprendere e governare la crescente complessità degli ecosistemi sportivi e dell’entertainment, adottando una visione integrata e sistemica. In un contesto globale in continua evoluzione, il programma intende fornire strumenti scientifici, competenze manageriali e tecnologie abilitanti per accompagnare la transizione verso nuovi modelli di gestione più resilienti, innovativi e sostenibili. La collaborazione tra Politecnico di Torino e Juventus unisce l’eccellenza tecnico-scientifica, la capacità di ricerca e l’esperienza nella formazione avanzata del Politecnico con la cultura manageriale e la visione internazionale di Juventus. Due realtà riconosciute a livello globale mettono così a sistema il proprio know-how per contribuire allo sviluppo di una nuova leadership nel settore. Al termine del percorso, i partecipanti saranno in grado di analizzare le dinamiche di creazione del valore nel settore sport & entertainment, interpretare le interdipendenze tra strategia, organizzazione, operation, comunicazione, sostenibilità e stakeholder engagement, e applicare strumenti decisionali avanzati in contesti complessi e internazionali. Il programma, che partirà a gennaio e si concluderà a maggio 2027, avrà una durata di cinque mesi e vedrà coinvolti docenti del Politecnico di Torino e interventi esterni di rappresentanti delle principali realtà internazionali che si occupano di entertainment e sport. Il percorso, tenuto in inglese, è rivolto a manager ed esperti attivi nel settore sportivo e dell'intrattenimento; professionisti e dirigenti di club, Leghe, Federazioni e organizzazioni sportive, a livello nazionale e internazionale; professionisti provenienti da aziende attive nel settore dell'intrattenimento e della produzione di grandi eventi. I posti disponibili sono 30. È possibile trovare tutte le info su: www.polito.it.
Le competenze dei volontari di Milano Cortina 2026
I 13.708 volontari dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e i 6.316 dei Giochi Paralimpici hanno acquisito un patrimonio prezioso di competenze soft e capacità trasversali, come problem solving, lavoro in team, comunicazione interculturale. Una legacy che ora è trasferibile al mercato del lavoro, ai settori produttivi e al no profit. Operare dall’interno nella macchina organizzativa di un evento di tale portata, infatti, ha consentito ai volontari di vivere un percorso di apprendimento che normalmente avrebbe richiesto mesi, grazie all’esperienza diretta del “learning by doing”. Mentre la collaborazione tra giovani (lavoratori e studenti) e senior, anche pensionati, ha favorito una palestra intergenerazionale, in cui lo scambio tra esperienza, resilienza e familiarità con linguaggi digitali e tecnologici è stato oltremodo prezioso. È quanto emerge dal secondo Rapporto dell’Osservatorio di Randstad Research - Milano Cortina 2026 dal titolo In pista per il valore. La legacy di competenze dei volontari di Milano Cortina 2026.
Chi sono i volontari dei Giochi. Sono stati 13.708 i volontari che hanno prestato servizio alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e 6.316 quelli alle Paralimpiadi, con un nucleo trasversale di 4.753 volontari che hanno operato in entrambe le manifestazioni. Tra gli iscritti che hanno completato l'iter per le attività di volontario alle Olimpiadi (comprese le riserve), il 90% aveva cittadinanza europea. In particolare, gli italiani sono stati il 78,9%, mentre il 21,1% proveniva dall’estero, soprattutto Francia (3,9%), Stati Uniti (2,7%) e Germania (2,5%), poi Gran Bretagna (1,3%), Svizzera (1,2%), Canada (1,1%), Cina (1,1%), Paesi Bassi e Spagna (ciascuno con lo 0,5%). Una distribuzione che dimostra come la macchina Olimpica mobiliti anche contingenti transatlantici ed asiatici.
Il 93% degli iscritti per le Paralimpiadi era europeo, ma qui c’è maggiore polarizzazione e radicamento locale. La quota dei residenti in Italia sale all’85,1%. Quelli dall’estero provenivano principalmente da Francia (3,2%), Stati Uniti (2%) e Germania (1,7%).
Le donne sono state la maggioranza dei volontari: il 55,3% per le Olimpiadi e il 53,3% per le Paralimpiadi. Come nella media generale del volontariato, si confermano il motore principale dell'impegno civico e del supporto organizzativo.
Il bacino dei volontari si è rivelato estremamente giovane: il 35,5% aveva 18-25 anni, oltre la metà era composta da under 35. Il profilo dei volontari paralimpici era più maturo: sebbene la base giovanile rimanga rilevante (27,2%), sono più ampie le fasce dei "senior" e il 22,4% aveva tra i 56 e i 65 anni.
Il 45% degli iscritti come volontari era composto da lavoratori già occupati. Le Olimpiadi hanno raccolto una quota maggiore di studenti (36,4%) rispetto alle Paralimpiadi (27,8%). Specularmente, la quota dei pensionati quasi raddoppia nel passaggio dal bacino olimpico (13,5%) a quello paralimpico (20,7%). In entrambi i contesti, sono marginali i disoccupati (meno del 2%).
Le competenze attivate. Tra i diversi settori economici, i volontari delle Olimpiadi erano distribuiti principalmente nell'Area Comune che comprende attività di Comunicazione, Medicale e Risorse umane (45,24%), poi attività ricreative e sportive (19,65%), trasporti e logistica (17%), servizi turistici (15%), servizi digitali (1%). Anche per le Paralimpiadi, l'Area Comune ha rappresentato la quota maggiore (43,20%), seguita da Trasporti e logistica (22,05%) e Servizi di attività ricreative e sportive (18,35%). Per tutti i settori, la categoria di volontari-lavoratori è la più numerosa, poi vengono studenti e pensionati.
Ciascun volontario ha ricevuto una formazione obbligatoria sulla sicurezza sul lavoro e una formazione di base focalizzata sui temi dello sport, della conoscenza della storia dei Giochi Olimpici, del Team26 e su elementi di diversity & inclusion. Successivamente, ad ogni volontario è stata somministrata una formazione aggiuntiva sul proprio specifico ruolo e ulteriori moduli aggiuntivi, a seconda del profilo.
Analizzando le figure professionali per ciascun settore, negli annunci per volontari emerge che il processo di upskilling e reskilling ha interessato due tipologie di competenze: quelle tecnico-professionalizzanti specifiche del settore di impiego, rafforzate da un contesto sfidante in termini di clima e complessità organizzativa, e poi quelle trasversali, come comunicazione, collaborazione, reattività, problem solving e gestione intergenerazionale e interculturale.
Le legacy di competenze nei settori. Per i volontari del settore trasporti e logistica, i Giochi hanno permesso di fare esperienza nella gestione della complessità, acquisendo competenze chiave come governance della logistica intermodale in condizioni di criticità, capacità di operare secondo protocolli di sicurezza internazionali e fleet management dinamico, spendibili nell'industria della logistica integrata e del trasporto multimodale.
Nei servizi turistici, i volontari hanno acquisito competenze in gestione dell'accoglienza Olimpica e Paralimpica con rigore operativo e personalizzazione del servizio, attitudine al servizio di alto profilo e mediazione linguistico-culturale, asset fondamentali per l’innalzamento dell’offerta turistica nazionale.
Nei servizi digitali, sono stati formati professionisti ibridi, con profili tecnici dotati di skill come business continuity in ecosistemi interconnessi, distribuzione e monitoraggio di asset tecnologici su vasta scala e cybersecurity, arricchite da competenze soft come risoluzione di problemi complessi in tempo reale
Nelle attività ricreative e sportive, l’eredità viene in particolare dalle competenze tecniche nella preparazione delle aree di gara e nella gestione dei regolamenti: rigore procedurale, conoscenza dei regolamenti internazionali e gestione della compliance in contesti che richiedono precisione estrema.
Nel Medical, sono state attivate capacità ibride in etica professionale e integrità delle procedure, che hanno permesso ai professionisti di acquisire un patrimonio di competenze nel rigore normativo e vigilanza, direttamente trasferibili in ambiti aziendali di Compliance e Audit nei settori farmaceutico, legale e della certificazione di qualità.
Nelle Risorse Umane, l’esperienza di profili agili con competenze avanzate nella gestione del capitale umano e del clima organizzativo, ha permesso ai volontari di acquisire competenze chiave di Corporate Welfare e Diversity & Inclusion, gestione Hr su larga scala.
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