I 90 anni di Antonio Fazio, banchiere euro-realista

Oggi il compleanno ad Alvito. Governatore della Banca d'Italia per 12 anni, fu decisivo per l'adesione dell'Italia alla moneta unica. In uscita a fine anno un suo volume su scritti e discorsi
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October 11, 2026
I 90 anni di Antonio Fazio, banchiere euro-realista
Antonio Fazio, già governatore della Banca d'Italia
Oggi, con la sua numerosa famiglia, festeggia i 90 anni nella casa di Alvito (Frosinone) dove trascorre la maggior parte del tempo Antonio Fazio, il banchiere di formazione cattolica che è stato governatore della Banca d’Italia per 12 anni, dal 1993 al 2005. Fazio è tuttora in attività: verso fine anno presenterà un denso lavoro basato su pubblicazioni e discorsi passati. Con i collaboratori che sin dagli anni trascorsi a Palazzo Koch gli sono stati sempre vicini, in questi giorni sono stati ricordati i passaggi cruciali del suo governatorato, come la straordinaria riorganizzazione e il consolidamento di un sistema bancario che la stampa estera considerava in agonia nei primi anni Novanta, il fondamentale apporto dato - sempre nell'ultima decade del Novecento - all'abbattimento dell'inflazione con la politica monetaria, tramite la quale riuscì anche a ridurre gli spread Btp-Bund da circa 900 a 200 punti base circa; e ancora la promozione della ricerca economica e istituzionale, funzione in cui aveva mosso i primi passi dando un contributo decisivo alla costruzione del modello econometrico dell'Istituto, lo strumento decisivo per conoscere l'economia italiana e la sua evoluzione. Pur avendo perplessità sull'adesione all'euro sin dalla prima fase, perché riteneva necessario che fossero prima realizzate le riforme di struttura, Fazio fu determinante per conseguire il parere favorevole dell’Ime, il “genitore” della Bce, a tale partecipazione. Se l'"opinion" fosse stata negativa come in un primo momento veniva proposto, l'Italia difficilmente avrebbe potuto prendere parte a questa innovazione. L’allora governatore, che pure temeva che l’Italia finisse come un vaso di coccio costretto a viaggiare con vasi di ferro (punto sul quale gli anni trascorsi gli hanno dato poi ragione), una volta conosciuta la linea del Governo si adoperò con forza e con lealtà istituzionale per la partecipazione. Un “euro-realismo”, insomma, più che euro scetticismo. Gli anni dopo via Nazionale sono stati e sono anni di studio, di redazione di saggi, di partecipazione a convegni e a centri studi, di rapporti con i giovani a base di lezioni universitarie. E anche anni dediti alla sua profonda religiosità, fra iniziative di solidarietà e la continuazione delle riflessioni sull'opera di san Tommaso d'Aquino, di cui egli è tra i massimi conoscitori a livello mondiale. 

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