Gruppo Gabrielli, nel 2025 ricavi oltre 1,3 miliardi e crescita superiore al mercato

Ad annunciare i risultati durante la convention annuale al teatro Ventidio Basso dedicata agli affiliati è stata la presidente Laura Gabrielli: «È un risultato costruito nel tempo, che rappresenta la base da cui continuare a evolvere, restando vicini ai bisogni delle famiglie e ai cambiamenti nei consumi»
Google preferred source
September 29, 2026
Un punto vendita del Gruppo Gabrielli
Un punto vendita del Gruppo Gabrielli /Gruppo Gabrielli
Gruppo Gabrielli chiude l’esercizio 2025 con ricavi da vendite pari a 1 miliardo e 309,3 milioni di euro, segnando un incremento del +5,9% rispetto al 2024. I dati sono stati annunciati per la prima volta in assoluto in occasione dell’annuale Convention al teatro Ventidio Basso dedicata agli affiliati della storica realtà marchigiana della Grande distribuzione organizzata (Gdo), di cui fanno parte le insegne Oasi, Tigre e Tigre Amico. Un risultato che, secondo l’azienda, riflette l’efficacia delle scelte strategiche adottate: «dal potenziamento della rete nelle regioni storiche, attraverso rinnovi e nuove aperture, alla riorganizzazione della presenza commerciale nel Lazio, fino allo sviluppo della rete diretta».
Il gruppo registra risultati economici e operativi in forte crescita, con l’Ebitda (il margine operativo lordo) pari a 87,2 milioni di euro e investimenti per circa 65 milioni. Nel 2025 le vendite alle casse di Gruppo Gabrielli sono aumentate del 4,35%, quasi il doppio rispetto al 2,19% registrato complessivamente in Marche, Abruzzo, Molise, Umbria e Lazio. Nello stesso bacino, il Gruppo si conferma il quarto operatore, con una quota di mercato salita al 7,12%. Una presenza che raggiunge oggi un milione di clienti attivi, «anche in una fase segnata da una crescente pressione sul potere d’acquisto delle famiglie», sottolinea l’azienda. I risultati, infatti, si inseriscono in uno scenario complesso. Tra il 2019 e il 2026, fa notare Gabrielli, il costo della vita, è aumentato di quasi il 20% a fronte di un incremento salariale del 12,2% . Questo divario ha modificato le abitudini di acquisto: lo scontrino medio si riduce di 5 euro e la propensione a cambiare il punto vendita di fiducia sale al 39%, rispetto al 18% del periodo precedente alla pandemia. Contestualmente si evidenzia una tenuta dei volumi nel largo consumo confezionato (+1%) e una crescente attenzione verso prodotti a maggior valore aggiunto, in particolare negli ambiti del benessere, della salute e della qualità certificata.
«Dietro questi numeri ci sono le persone che lavorano ogni giorno nei nostri punti vendita, la solidità della rete diretta, il contributo fondamentale degli imprenditori affiliati e un legame profondo con i territori. È un risultato costruito nel tempo, che ci rende orgogliosi e rappresenta la base da cui continuare a evolvere, restando vicini ai bisogni delle famiglie e ai cambiamenti nei consumi», evidenzia Laura Gabrielli, presidente di Magazzini Gabrielli SpA.
Laura Gabrielli, presidente di Magazzini Gabrielli SpA
Gruppo Gabrielli
La rete commerciale del Gruppo comprende oltre 310 punti vendita, per una superficie complessiva di 225.449 mq. Circa ottanta sono a gestione diretta (tra Oasi e Tigre) affiancati da oltre 230 esercizi in gestione indiretta e affiliazione (tra Tigre e Tigre Amico). In questo modo l’azienda è presente sia nei principali bacini commerciali sia nei centri più piccoli di Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria e Molise, oltre che in Vaticano, dove l’anno scorso è stato inaugurato il “Tigre-Annona”, dopo la ristrutturazione dello storico spaccio della Santa Sede. «In questi mesi - racconta la presidente - abbiamo cercato di andare incontro a quello che si vendeva in precedenza, inserendolo in quelli che sono i nostri standard e implementando gli assortimenti, perché parliamo di una clientela molto fidelizzata ed esigente. Quindi, ove possibile, proviamo a soddisfare anche richieste particolari». E aggiunge: «Oggi il consumatore cerca un equilibrio concreto tra convenienza, qualità e servizio. È da questo ascolto che partono le nostre decisioni: interpretare i cambiamenti, migliorare il modo in cui lavoriamo e portare avanti una visione di lungo periodo fondata sulla fiducia, sulla vicinanza e sulla capacità di restituire valore alle comunità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire