Un cardinale per Chieti-Vasto: Mauro Gambetti è il nuovo arcivescovo

di Giacomo Gambassi, Roma
Finora arciprete della Basilica di San Pietro e vicario del Papa per la Città del Vaticano, il frate minore conventuale con la porpora dal 2020 arriva in Abruzzo per volontà di Leone XIV. Originario del Bolognese, laurea in ingegneria, 60 anni, è stato anche custode del Sacro Convento di Assisi. Succede all’arcivescovo Forte che ha guidato l’arcidiocesi per 22 anni
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October 3, 2026
Un cardinale per Chieti-Vasto: Mauro Gambetti è il nuovo arcivescovo
Il cardinale Mauro Gambetti / SICILIANI
Un cardinale per l’arcidiocesi di Chieti-Vasto. Mauro Gambetti, il frate minore conventuale con la porpora dal 2020, è il nuovo arcivescovo chiamato da Leone XIV a guidare la Chiesa che per ventidue anni ha avuto come pastore Bruno Forte. La nomina è stata annunciata questa mattina a mezzogiorno nella Cattedrale di San Giustino a Chieti dallo stesso Forte, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede. Originario di Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna, 61 anni il prossimo 27 ottobre, Gambetti era dal 2021 – per decisione di papa Francesco – vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, arciprete della Basilica Papale di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro. Il comunicato vaticano spiega che Leone XIV lo ha voluto come metropolita di Chieti-Vasto «trasferendolo dagli uffici» che ricopriva fra le mura leonine. Uffici che resteranno vacanti: infatti il Papa non ha provveduto alla nomina contestuale del successore.
Gambetti arriva in una sede episcopale italiana che non è tradizionalmente cardinalizia. «Considero un particolare segno di benevolenza del Signore – ha detto l’arcivescovo Forte rendendo noto la nomina – il fatto che nell’anno in cui cade l’ottavo centenario della nascita al cielo di san Francesco sia un suo figlio – frate minore conventuale – ad essere chiamato a guidare la Chiesa di Chieti-Vasto». E ha tenuto a sottolineare: «Sono certo che il pastore prescelto, ricco di preparazione accademica e di esperienza pastorale, darà nuovo slancio all’impegno di cura dei fedeli e di evangelizzazione, che in questi anni è stato portato avanti grazie alla collaborazione di tanti». L’ingresso di Gambetti è già stato fissato per il pomeriggio del 29 novembre, prima domenica di Avvento. Una data che permetterà al cardinale di concludere il calendario delle celebrazioni per i 400 anni della dedicazione della Basilica di San Pietro che aveva messo a punto. Celebrazioni che avranno il loro culmine il 18 novembre, ossia nel giorno in cui nel 1626 avveniva la dedicazione del nuovo “tempio vaticano” rinascimentale, sempre incentrato sulla tomba di Pietro, di cui era stata posta la prima pietra oltre un secolo prima, il 18 aprile 1506, e che avrebbe sostituito la basilica legata al nome di Costantino che per 1.200 anni aveva sfidato il tempo e la storia.
Il nuovo arcivescovo con la berretta è un ingegnere meccanico. Dopo la laurea all’Università di Bologna nel 1992, ha iniziato il suo cammino nella famiglia francescana. La professione definitiva è arrivata nel 1998. Dopo il baccalaureato in teologia all’Istituto teologico di Assisi, ha conseguito la licenza in antropologia teologica alla Facoltà teologica dell’Italia centrale di Firenze. È prete dal 2000. La sua biografia racconta che è stato responsabile della pastorale giovanile e vocazionale per l’ordine in Emilia-Romagna e dal 2009 ministro provinciale della Provincia bolognese di Sant’Antonio di Padova con competenze sui conventi dell’Emilia-Romagna. Un incarico che ha concluso nel 2013 quando è stato chiamato dal ministro generale e dal suo definitorio a diventare custode del Sacro Convento di Assisi. Subito il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino l’ha nominato vicario episcopale per la pastorale della Basilica di San Francesco e degli altri luoghi di culto retti dai conventuali nella diocesi. Eletto presidente della Federazione intermediterranea dei ministri provinciali dei conventuali nel 2017, è stato riconfermato come custode ad Assisi per il quadriennio 2017-2021. Incarico che ha terminato nell’ottobre 2020 quando è stato nominato arcivescovo a titolo personale. Pochi giorni dopo la consacrazione episcopale nella Basilica di Assisi, papa Francesco lo ha creato cardinale nel Concistoro del 28 novembre 2020. E nel febbraio 2021 è giunta la nomina “vaticana”.È membro del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.
«Un caloroso benvenuto» con «spirito di sincera e fraterna accoglienza» viene dato a Gambetti dalla Conferenza episcopale abruzzese-molisana in un comunicato firmato dal presidente, il vescovo di Isernia-Venafro, Camillo Cibotti. Nei giorni in cui la Chiesa celebra la festa di san Francesco al quale «l’Abruzzo è profondamente e spiritualmente legato», Cibotti affida il ministero del nuovo arcivescovo «all’intercessione del serafico padre Francesco» e saluta con affetto Forte, o meglio «padre Bruno», come viene familiarmente chiamato, «teologo di fama internazionale e collaboratore di diversi organismi della Santa Sede» che «con il suo autorevole servizio ha dato lustro non soltanto alla Chiesa di Chieti-Vasto, ma all’intera regione». Forte lascia per raggiunti limiti di età: aveva compiuto 75 anni nel 2024 e papa Francesco gli aveva concesso una proroga di due anni. È stato lo stesso arcivescovo a rivelare che vivrà in una «casa religiosa dove mi ritirerò a Napoli, mia città di origine», dopo l’inizio del ministero episcopale del successore.
A Gambetti è giunto anche un messaggio di vicinanza dai frati del Sacro Convento di Assisi.  «La nomina ad arcivescovo – scrive il custode, fra’ Marco Moroni – lo riconduce a una dimensione di servizio pastorale più diretto, nella quale, con il suo stile fraterno e deciso, gentile e autorevole, potrà entrare in dialogo fecondo con quella terra e con la Chiesa “forte e gentile” che è in Abruzzo».

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