Il Papa a Lourdes fra i malati: «No a leggi che tolgono la vita con la scusa della compassione». L'incontro con le vittime di abusi

di Giacomo Gambassi, inviato a Lourdes
La domenica di Leone XIV nel santuario mariano, seconda tappa del viaggio in Francia. Più di 200mila pellegrini ad attenderlo. L’appello all’obiezione di coscienza dei sanitari: «La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata»
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September 27, 2026
Il Papa a Lourdes fra i malati: «No a leggi che tolgono la vita con la scusa della compassione». L'incontro con le vittime di abusi
Papa Leone XIV nel santuario di Lourdes fra la folla di pellegrini per il Rosario con la processione / AFP
Migliaia di flambeaux illuminano la notte ai piedi dei Pirenei. Leone XIV attraversa a piedi la folla che tiene in mano le candele mentre recita la preghiera del Rosario. «Quanto è commovente vedere il popolo fedele, di generazione in generazione, rispondere con amore e fiducia al tenero invito della Vergine Maria», confida. Il riferimento è alla richiesta che la Madonna aveva rivolto ai sacerdoti in una delle apparizioni a Bernadette: “Che si venga qui in processione”. Qui è Lourdes, la cittadina mariana che il Papa visita come seconda tappa del suo viaggio in Francia, dopo le due giornate a Parigi. E la processione è quella che si tiene ogni sera sulla spianata del santuario nato sulla grotta dove nel 1858 la Vergine aveva parlato per diciotto volte alla pastorella Bernadette dicendole di essere l’Immacolata Concezione.
Il Rosario con papa Leone XIV nel santuario di Lourdes  / AFP 
Il Rosario con papa Leone XIV nel santuario di Lourdes  / AFP 
Il Papa percorre l’intero piazzale, anche lui tenendo una candela. «Rendo grazie al Signore di poter, a mia volta, rispondere all’appello della nostra Madre facendomi pellegrino tra i pellegrini», afferma nella serata di domenica. Sono 200mila quelli arrivati per stringersi attorno a lui. Il «volto universale della Chiesa» lo definisce il Papa nella Messa che presiede al mattino sul pratone dietro la Basilica. E a ragione: si è giunti anche da Stati Uniti, Colombia, al Libano, Spagna e in particolare dall’Italia, come testimoniano i 4mila del pellegrinaggio nazionale Unitalsi. «Che gioia essere insieme, un solo cuore, un’unica famiglia», ripete in tre lingue: francese, spagnolo e italiano.
Papa Leone XIV fra i pellegrini e i malati prima della Messa celebrata nel santuario di Lourdes, seconda tappa della sua visita in Francia / AFP
Papa Leone XIV fra i pellegrini e i malati prima della Messa celebrata nel santuario di Lourdes, seconda tappa della sua visita in Francia / AFP
Per Leone XIV è una giornata nella «città dei malati e della speranza» in cui da oltre centocinquant’anni si affidano «a Gesù, per mezzo di Maria, le proprie sofferenze, siano esse fisiche, psicologiche o spirituali», spiega incontrando operatori e assistiti dell’Accueil Notre-Dame. «Davanti alle correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia – evidenzia nell’omelia della Messa –, la Grotta di Massabielle si erge come un santuario della speranza cristiana. Qui nessuna fragilità viene respinta. Le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli: sono il luogo per eccellenza in cui siete pienamente rispettati, accolti e trasfigurati dall’amore».
Papa Leone XIV fra operatori e assistiti dell’Accueil Notre-Dame nel santuario di Lourdes, seconda tappa della sua visita in Francia / REUTERS
Papa Leone XIV fra operatori e assistiti dell’Accueil Notre-Dame nel santuario di Lourdes, seconda tappa della sua visita in Francia / REUTERS
Il Papa fa di Lourdes la “cattedra” per ribadire che «la persona umana è “degna” per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità. La sua dignità non si misura e non si discute», sottolinea davanti al “popolo” della sofferenza e ai Buoni Samaritani che si fanno loro compagni di viaggio. Ecco perché, è il monito che lancia dal santuario, «nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta». E ancora: «È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale». Poi fa sapere a chi affronta la malattia: «Non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa». Quindi si rivolge ai medici e agli infermieri ricordando «il significato profondo della loro vocazione: prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla. Sì, cari amici, siate servitori appassionati della vita. Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana. La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata». Una chiamata all’obiezione di coscienza. E un appello a «sviluppare senza sosta le strutture di cura palliativa e di ricerca» ma anche ad «accompagnare con tenerezza i malati, come avviene a Lourdes». 
Papa Leone XIV fra i pellegrini e fra i malati prima della Messa celebrata nel santuario di Lourdes, seconda tappa della sua visita in Francia / ANSA
Papa Leone XIV fra i pellegrini e fra i malati prima della Messa celebrata nel santuario di Lourdes, seconda tappa della sua visita in Francia / ANSA
Una località in cui la Madonna ha affidato a santa Bernadette «un invito alla conversione, al tempo stesso tenero e pressante», osserva Leone XIV. Nella Messa lo indirizza anzitutto a «un mondo che va male». E avverte: «Come potrebbero i nostri cuori non sentirsi interpellati di fronte ai conflitti sempre più diffusi, che distruggono tante vite innocenti? Eppure il male che affligge la nostra epoca proviene dal cuore dell’uomo, Dio non ne è responsabile. Sono i cuori degli uomini che bisogna cambiare, a cominciare dal nostro». Poi il Papa chiede alla «Chiesa stessa» di «avere il coraggio di vivere questa conversione. Per guarire dalle ferite profonde, dalle infedeltà e dai dolorosi smarrimenti commessi al suo interno, dobbiamo porci umilmente sotto lo sguardo purificatore del Signore».
Papa Leone XIV presiede la Messa nel santuario di Lourdes, seconda tappa della sua visita in Francia / ANSA/VATICAN MEDIA 
Papa Leone XIV presiede la Messa nel santuario di Lourdes, seconda tappa della sua visita in Francia / ANSA/VATICAN MEDIA 
Lo stesso Pontefice se ne fa interprete ricevendo nel tardo pomeriggio, per un’ora e mezzo, sette vittime francesi di abusi: quattro uomini e tre donne. «Il Papa – riferisce la Sala Stampa vaticana – ha incontrato individualmente e in privato ciascuno di loro, dando ascolto alle loro storie, al dolore e alla sofferenza vissuta, talvolta purtroppo con la complicità o il silenzio di quanti avrebbero potuto aiutarli, e alle loro proposte perché questo non abbia a ripetersi. Con alcuni si è trattenuto per qualche momento in preghiera». Quindi il dialogo con l’intero gruppo «ribadendo il proprio impegno perché il male vissuto non si ripeta per altri». Nel colloquio, prosegue la Sala Stampa, Leone XIV «ha espresso la propria vicinanza a loro, e, per loro tramite, a quanti hanno sofferto e soffrono ancora per le ferite degli abusi ricevuti». Gesto atteso in Francia quello del Papa, che viene accompagnato dalla scelta di coprire i mosaici di Marko Rupnik sulla facciata del santuario proprio dove il Pontefice presiede il Rosario della sera. «Riconoscere i nostri errori è indispensabile per la crescita spirituale», sottolinea sempre durante la celebrazione eucaristica. E, nell’appuntamento del mattino con i vescovi francesi, pone l’accento sulla «determinazione» con cui «avete affrontato il doloroso flagello degli abusi». Uno scandalo che, evidenzia, si è portato dietro «alcuni momenti molto difficili» nella Conferenza episcopale d’Oltralpe, come quando era stata pubblicata l’indagine della commissione indipendente che aveva ipotizzato 216mila vittime di abusi dal 1950 al 2020, cifra contestata da più parti. Ma, chiarisce il Papa ai vescovi, «avete preso provvedimenti coraggiosi per rispondere, attraverso l'ascolto, la ricerca della verità, la giustizia, il perdono, la riparazione e un impegno determinato a favore di una cultura della prevenzione e della protezione contro questi crimini. È opportuno continuare sulla strada intrapresa mantenendo la massima vigilanza».
Papa Leone XIV fra i pellegrini prima della Messa celebrata nel santuario di Lourdes, seconda tappa della sua visita in Francia / ANSA/VATICAN 
Papa Leone XIV fra i pellegrini prima della Messa celebrata nel santuario di Lourdes, seconda tappa della sua visita in Francia / ANSA/VATICAN 
Da Lourdes il Papa richiama anche al ruolo della Chiesa nel Paese. «La sua voce ha pienamente diritto di cittadinanza nel dibattito pubblico in Francia. Anche se non sempre è intesa, è comunque attesa. Anche se non sempre è seguita, particolarmente su questioni essenziali, che toccano i fondamenti della civiltà, nondimeno è necessaria». Il riferimento è alle leggi che minacciano l’umano, come quella sul suicidio assistito appena approvata. E spinge i vescovi a «essere vigilanti per difendere la libertà e il diritto della Chiesa a evangelizzare, a educare alla vera libertà e a praticare pubblicamente il culto». 
È una festa mariana con il Pontefice quella che vive per ventiquattro ore il santuario. Con i volti di giovani, famiglie, bambini, anziani. E le divide degli scout, le bandiere dei diversi Paesi, i foulard di diocesi, parrocchie, movimenti. «Ripartite come missionari della speranza – è la consegna del Papa ai pellegrini –. È il miracolo di questo luogo: suscitare la gioia della speranza proprio nel cuore della prova e del dolore». 

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