venerdì 17 gennaio 2020
Toccherà comunità, parrocchie, oratori e case ispirati a san Giuseppe Benedetto Cottolengo. Fino al 17 gennaio 2021
San Giuseppe Benedetto Cottolengo ritratto dal fratello Agostino

San Giuseppe Benedetto Cottolengo ritratto dal fratello Agostino

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Per un anno una reliquia di san Giuseppe Benedetto Cottolengo sosterà nelle case, in oratori e parrocchie, nelle comunità cottolenghine d’Italia. Un viaggio che inizia oggi, nel 192° anniversario dall’apertura della Volta Rossa dove il santo sociale avviò la sua opera di accoglienza per ammalati e poveri, con una celebrazione nella chiesa grande della Piccola Casa di Torino e che si concluderà a Roma nella parrocchia San Giuseppe Cottolengo il 17 gennaio 2021. Un cammino «non tanto per far conoscere il santo, né per autocelebrarsi. Si tratta anzitutto di un percorso per ravvivare il nostro carisma». Spiega così il padre generale don Carmine Arice il significato di una peregrinatio che la Famiglia Cottolenghina (sacerdoti, suore e fratelli) seguirà con lo spirito «non volto al passato, ma ad un oggi che ci interpella. Accogliere la reliquia del Cottolengo nelle nostre case sarà un fermarci a chiedere cosa farebbe in esse oggi il nostro fondatore, quali risposte offrirebbe alle richieste che ci giungono… Il suo carisma non va tenuto chiuso, ma va ravvivato, deve alimentare la nostra missione nella realtà del quotidiano, deve spingerci ad accogliere nuove sfide».

Accompagneranno la teca, contenente la reliquia ex oxibus del santo, alcuni oggetti da lui usati come il libro di preghiera, il mantello e il calice. «La peregrinatio – spiega la madre generale suor Elda Pezzuto – esprime appieno il nostro desiderio, di ascoltare i suoi insegnamenti, di interiorizzare e custodire la sua esperienza evangelica, per continuare la missione carismatica che lui ha consegnato alla Chiesa e che noi siamo chiamati a vivere, sviluppare e trasmettere nelle mutate e diverse situazioni culturali dell’oggi».

«Ed è proprio dal santo Cottolengo, – proseguono la madre e le sorelle consigliere nel presentare l’iniziativa – che impariamo la concretezza dell’amore evangelico, perché molti poveri e malati possano trovare una casa, vivere come in una famiglia, sentirsi appartenenti alla comunità e non esclusi e sopportati. E ciò è possibile attraverso relazioni di vicinanza affettiva, familiare e spontanea che favoriscono e creano quello stile di famiglia che continua ancora oggi».

Le prime tappe della peregrinatio sono i padiglioni della Piccola Casa di Torino, poi un passaggio a Saint Vincent (diocesi di Aosta) e poi ancora soste a Torino e, sempre nella diocesi subalpina, la visita alle case della cintura e delle valli montane; da aprile a settembre la reliquia sarà ancora in Piemonte, ma anche nelle altre diocesi, con un passaggio (22-25 aprile) a Celle Ligure. Da settembre a ottobre arriverà in Lombardia, poi passerà in Veneto e in Emilia Romagna, quindi raggiungerà la Toscana, la Sardegna, la Campania e infine Roma. Un viaggio «tra i figli del Cottolengo», dove ogni giorno si accoglie, cura, educa «con la speranza – conclude padre Arice – che questo evento di grazia ne tocchi i cuori e alimenti quello spirito missionario che papa Francesco ci esorta ad avere».

Un apposito libretto è stato curato per i momenti di preghiera che scandiscono il pellegrinaggio, con la ripresa della storia del santo e con citazioni degli atti del Capitolo Generale. Parole da meditare con la consapevolezza che per proiettarsi verso il futuro resta fondamentale il monito del santo: «La preghiera è il primo e più importante lavoro della Piccola Casa. La preghiera vi fa cari a Dio; pregate dunque, pregate sempre».

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