sabato 15 febbraio 2025
Non c'è solo l'anniversario del Cantico delle creature. I francescani celebrano anche gli 800 anni della nascita della beata isabella di Francia. La lettera del ministro generale dei frati minori
La statua della beata Isabella di Francia

La statua della beata Isabella di Francia - Wiki Commons

COMMENTA E CONDIVIDI

Oltre all’ottavo centenario del Cantico delle creature, quest’anno i francescani ricordano anche quello della nascita di Isabella di Francia: il ministro generale dei frati minori, fra Massimo Fusarelli, ha voluto ricordare questa figura significativa in una lettera, definendola una donna «che ha interpretato in modo originale l’intuizione di Francesco e di Chiara d’Assisi». Sorella minore di Luigi IX, santo terziario francescano, dopo la sua morte – avvenuta il 23 febbraio 1270 – «per quasi tre secoli rimase all’ombra della santità del fratello, nonostante avesse goduto già in vita di un’ampia fama di santità: solo nel 1521 Leone X la annoverò tra i santi, con il titolo di beata». La principessa «scelse consapevolmente e con determinazione la via dell’“altissima umiltà”, sull’esempio della Vergine Maria», fa notare il ministro generale. Inoltre, grazie agli studi più recenti, «emerge come una figura eloquente e significativa della storia e della santità francescana femminile medioevale». Ed è particolare la sua vocazione: senza “lasciare il mondo”, Isabella diede vita «a una realtà inedita, quella dell’ordine delle Sorores minores inclusae. Inserendosi a pieno titolo nei primi passi del francescanesimo femminile, porta in luce una capacità di porsi in dialogo con il mondo dell’Ordine francescano maschile e con la curia papale fino a ottenere l’approvazione di una nuova Regola che racchiude una comprensione della spiritualità mendicante francescana, diffusasi poi in Europa attraverso i monasteri che l’abbracciarono», evidenza fra’ Fusarelli.

Diciottenne, la principessa non accettò di sposarsi con il figlio dell’imperatore Federico II, Corrado IV di Svezia: «Non servirono neppure le pressioni di papa Innocenzo IV per distoglierla da questa convinzione». Ma non accettò neppure di diventare monaca: si dedicava alla preghiera, «si prendeva cura dei malati visitandoli e preoccupandosi della salvezza della loro anima; dava da mangiare ai poveri con le sue stesse mani». Il 22 luglio 1253 il pontefice l’autorizzò a vivere il «progetto della santa verginità». L’anno dopo si avvicinò alla spiritualità francescana e i frati divennero suoi confessori. «Nel 1255, mentre Chiara d’Assisi veniva canonizzata, Isabella intraprese la fondazione di un monastero nella linea francescana, dove insieme alla lode di Dio si sarebbe potuta comunque esercitare la carità. Lo fece a Longchamp con il monastero delle Sorelle dell’Ordine delle Umili Serve della Beata Maria Vergine Gloriosa». La Beata scrisse una Regola, approvata il 10 febbraio 1259 da papa Alessandro IV, poi diffusa in alcuni monasteri in Francia, Inghilterra e Italia: un «piccolo, ma significativo frammento della ricca e variegatissima polifonia femminile francescana». Nella Regola rivista, approvata nel 1263, il pontefice aggiunse alla definizione «Sorelle minori» il titolo di «recluse», perché «tale era l’unica forma di vita religiosa approvata per le donne». Una realtà che si è diffusa «anche oltre i confini della Francia».

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI