Dieci anni di “Amoris laetitia”, al via grande confronto in Vaticano

di Giacomo Gambassi
Leone XIV ha chiamato a Roma i presidenti delle Conferenze episcopali e i capi delle Chiese orientali, assieme a undici nuclei familiari dai cinque continenti. L’incontro si terrà dal 7 al 14 ottobre Un’occasione per verificare frutti e difficoltà nel recepimento dell’esortazione apostolica di Francesco. E riflettere sugli scenari che si aprono
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October 3, 2026
Dieci anni di “Amoris laetitia”, al via grande confronto in Vaticano
C entocinquantaquattro fra vescovi e cardinali. Undici famiglie in arrivo da tutto il mondo. Cinquantatré fra sacerdoti e laici. Una settimana di lavori. Cinque grandi temi in agenda. E alla fine una relazione di sintesi per fare il punto sull’urgenza di «annunciare il Vangelo con le famiglie di oggi». Sono alcuni numeri del “summit” sulla famiglia convocato da Leone XIV a dieci anni dall’esortazione apostolica di papa Francesco Amoris laetitia . «Un incontro, non un Sinodo», tiene a precisare padre Giacomo Costa, il gesuita consultore della segreteria generale del Sinodo e responsabile della metodologia dell’iniziativa. L’appuntamento si terrà dal 7 al 14 ottobre e sarà rivolto «solo ai capi delle Chiese orientali e ai presidenti delle Conferenze episcopali, non anche agli incaricati della pastorale familiare». Perché, spiega Gabriella Gambino, sottosegretaria del Dicastero laici, famiglia, vita e coordinatrice delle famiglie durante l’incontro, «a loro è affidata la responsabilità di promuovere e sostenere l’azione pastorale» e «conoscono da vicino le trasformazioni che stanno interessando le famiglie o le difficoltà che incontrano: per questo il Papa desidera ascoltarli direttamente e dialogare con loro nel discernimento».
Saranno presenti tutte e centoquindici le Conferenze episcopali: centoundici con i loro presidenti, quattro con un delegato. E poi tutte e quindici le Chiese orientali con quattordici capi e un delegato patriarcale. A rappresentare la Chiesa italiana il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, che verrà affiancato dall’arcivescovo Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, e dal vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada – entrambi inseriti nella lista dei ventidue invitati direttamente dal Papa – e dalla coppia di coniugi Elisa Bedussi e Alfredo Lussignoli. «La realtà della pastorale familiare nei cinque continenti è quanto mai articolata e si confronta con situazioni e problematiche diverse in materia di matrimonio e famiglia – afferma Gambino nella conferenza stampa di ieri mattina –. Ovunque, però, la Chiesa è consapevole del ruolo insostituibile della famiglia nell’alimentare la vita della Chiesa stessa e nel costruire società rispettose della persona umana». I vescovi, aggiunge, «da tempo esprimono preoccupazione per le difficoltà riscontrate e per le sfide che le famiglie affrontano nelle relazioni o nella vita quotidiana». E cita due dati: «In Polonia i matrimoni religiosi celebrati negli ultimi cinque anni si sono ridotti del 45%. In Australia, tra il 1970 e il 2024, sono passati dall’88% al 16%. Segnali che richiamano l’urgenza di accompagnare la scelta matrimoniale e sostenere in modo più decisivo la trasmissione della fede fra le mura domestiche». Tuttavia «la famiglia rischia di essere considerata come destinataria passiva dell’azione» ecclesiale. Invece la domanda di fondo al centro dell’incontro «è come rinnovare con vigore la pastorale e rendere le famiglie sempre più partecipi della vita e della missione della Chiesa» in modo che «pastori e famiglie si sentano corresponsabili e partecipino insieme all’annuncio».
A fare da cornice il decennale di Amoris laetitia . Un tempo di «trasformazione rapida» ma anche di «creatività pastorale di molte famiglie» che ha aiutato «loro stesse e la Chiesa intera nel compito missionario di annuncio e testimonianza», afferma Orietta Rachele Grazioli, docente di diritto canonico al Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per il matrimonio e la famiglia e vice-coordinatrice degli esperti durante l’evento. Un incontro per «verificare i frutti e le difficoltà» del recepimento del testo, ma anche «ciò che ha messo in moto nella vita delle Chiese e delle famiglie, ciò che abbiamo imparato, le difficoltà incontrate, le nuove domande emerse», afferma padre Costa. Consapevoli tutti che l’esortazione apostolica è stata accolta anche con riserve e critiche da una parte dell’episcopato del mondo. Ecco perché nell’appuntamento che si apre mercoledì «non cercheremo di cancellare le differenze per arrivare a un consenso: anche una divergenza compresa meglio può essere un frutto dell’ascolto», sottolinea il gesuita.
I lavori si terranno a porte chiuse. Ad inaugurarli l’intervento introduttivo del Papa. Le giornate saranno caratterizzate dai lavori di gruppi al mattino e da quelli in plenaria al pomeriggio, e verranno scandite dai cinque temi. Giovedì “Le famiglie oggi: realtà, bellezza e sfide”. Venerdì “I giovani e la scoperta della vocazione matrimoniale”; sabato “La vita matrimoniale. I primi anni di matrimonio: un tempo decisivo”; lunedì “Nelle difficoltà della vita: accompagnare e sostenere”; martedì “Le famiglie cristiane, soggetti della missione della Chiesa”. Ogni giornata sarà aperta da tre interventi: la relazione di un vescovo, quella di un esperto e la testimonianza di una famiglia. Noti i nomi dei presuli e degli esperti che svolgeranno le introduzioni. Non quelli delle cinque famiglie «per discrezione e per salvaguardare la privacy della loro situazione personale», annuncia Gambino. La diffusione delle relazioni quotidiane e due briefing stampa (venerdì 9 e martedì 13) garantiranno la comunicazione con l’esterno. L’ultima giornata, quella di mercoledì 14, comincerà con la Messa presieduta dal Papa alle 10 in piazza San Pietro; nel pomeriggio la sessione conclusiva con la presentazione e la discussione del resoconto di sintesi che poi verrà affidato al Pontefice. «Il testo sarà reso noto – precisa padre Costa –. Non si tratta di un nuovo Documento finale che sostituisce l’esortazione apostolica, ma di una restituzione di quanto l’assemblea avrà riconosciuto attraverso l’ascolto e il discernimento». L’auspicio, conclude Grazioli, è «far sì che ogni contesto locale rappresentato possa fare un passo nel cammino per sostenere la famiglia “sale della terra”: un passo che non sarà piccolo o grande, ma possibile e concreto secondo la propria realtà».

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