
Cardiologia, dermatologia e oftalmologia: sono le tre branche della medicina più ambite dai mille candidati che hanno ottenuto i punteggi più alti al concorso nazionale per l'accesso alle scuole di specializzazione. In generale, le scelte degli oltre 15mila candidati confermano la maggiore attrattiva del settore privato, mentre riscuotono meno successo settori più vincolati alla carriera ospedaliera. Tra le discipline abbandonate dai neo medici ci sono per esempio urologia e chirurgia vascolare.
Nel 2026 i punteggi risultano generalmente più bassi rispetto al 2025, con un calo di circa 2 punti della media delle mediane necessaria per superare il concorso (da 83,6 punti a 81,6). Tuttavia, a seconda dell'attrattività della branca medica, i punteggi necessari per entrare possono variare molto. Per esempio, ben 247 scelte dei mille con punteggi più alti sono andate verso specializzazioni in malattie dell’apparato cardiovascolare. A seguire, 131 preferenze per dermatologia solo tra i migliori, che per accedere hanno dovuto raggiungere un punteggio minimo di 101,25 e di fatto esauriscono i posti disponibili nella disciplina. Sono invece 109 le scelte tra i primi che vanno in oftalmologia. Tra le ambite dei primi mille si trovano poi neurologia, endocrinologia, pediatria, chirurgia plastica, malattie dell’apparato digerente, ginecologia e ostetricia e anestesia e rianimazione.
Se si guarda invece alle scelte dei 15mila candidati, si registra un maggiore match tra aspirazioni e disponibilità di posti: le borse di studio assegnate ai candidati al primo scaglione raggiungono infatti l'89% del totale, contro l'84% del 2025. Vuol dire che, nonostante persistano le storiche criticità di copertura per discipline complesse (per esempio dal punto di vista della conciliazione vita-lavoro, come nel caso della medicina d'emergenza-urgenza) si registra una convergenza più efficace tra le preferenze espresse dai candidati e la distribuzione dei contratti messi a bando dal Ministero. Tra i settori che non riescono a saturare i posti messi a disposizione ci sono appunto medicina d'urgenza, con 649 ingressi al primo turno su 985 poti disponibili, radioterapia, con 86 candidati che la scelgono contro 149 borse bandite. Tuttavia, anche nelle branche meno attrattive si registra un maggiore incontro tra "domanda" e "offerta". Per esempio, anestesia e rianimazione ottengono un centinaio di preferenze in più rispetto all'anno precedente.
Insomma, già al primo turno si intravede un maggiore interesse dei neolaureati per specializzazioni che permettono più flessibilità tra ospedale e settore privato e quindi, presumibilmente, più guadagni. Per una panoramica più completa bisognerà però attendere le effettive prime immatricolazioni dei candidati che hanno superato il concorso (che si chiudono il 2 ottobre), gli scorrimenti, l'inizio delle attività didattiche e la presa di servizio per tutti i nuovi medici, fissata al 2 novembre.
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